Il lavoro da rappresentante, il tifo per l'Andria, «l'insegnamento ossessivo dell'onestà»: chi era Emilio Scamarcio, a cui il figlio Riccardo ha dedicato il premio a Venezia
Il padre dell'attore è scomparso nove anni fa per una malattia. Finché è stato possibile ha sempre seguito il percorso del figlio, a lui molto legato
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Il lavoro da rappresentante, il tifo per l'Andria, «l'insegnamento ossessivo dell'onestà»: chi era Emilio Scamarcio, a cui il figlio Riccardo ha dedicato il premio a Venezia
di Giuseppe Di BIsceglieIl padre dell'attore è scomparso nove anni fa per una malattia. Finché è stato possibile ha sempre seguito il percorso del figlio, a lui molto legato
Emilio Scamarcio; accanto il figlio Riccardo
«Voglio dedicare questo premio a tutti i papà del mondo, anche al mio». Riccardo Scamarcio lo ha detto a Venezia, dopo aver ricevuto il premio Orizzonti per il miglior attore per “I figli della scimmia” di Tommaso Landucci. Una dedica che ha riportato il nome di Emilio Scamarcio al centro dell’attenzione, a quasi nove anni dalla sua scomparsa. Il padre dell’attore è morto nel novembre del 2017, a 64 anni, dopo una malattia.
Emilio Scamarcio era originario di Andria. Rappresentante di prodotti alimentari, aveva vissuto in città con la moglie Irene Petrafesa, pittrice, e i figli. È qui, in una realtà lontana dal cinema e dalla notorietà, che Riccardo ha trascorso gli anni della formazione, prima di trasferirsi a Roma e intraprendere la carriera di attore. Nel parlare del padre, Scamarcio ha sempre mantenuto una certa riservatezza. In un’intervista a Verissimo del 2024 lo aveva definito «un uomo all’antica» e aveva raccontato di avere avuto con lui «un ottimo rapporto», caratterizzato però da quel «pudore» che, secondo l’attore, segnava il modo in cui Emilio viveva il rapporto con i figli.
Tra gli insegnamenti ricevuti, Riccardo aveva indicato soprattutto l’onestà: «Me l’ha insegnata in maniera ossessiva», aveva raccontato a Verissimo. Parole che restituiscono il rigore con cui il padre cercava di trasmettere ai figli i propri principi e il proprio modo di intendere la vita.
Quel legame è rimasto saldo anche dopo la partenza di Riccardo per Roma. Emilio ha seguito il percorso del figlio nel cinema fino a quando la malattia ha reso più difficile la quotidianità. Quando le sue condizioni si sono aggravate, Riccardo gli è rimasto accanto. A distanza di tempo, ricordando quei mesi, aveva definito la morte del padre «l’esperienza più forte della mia vita».
Ad Andria, però, Emilio è ricordato anche per una passione profondamente legata alla città: quella per la Fidelis. Tifoso biancazzurro, aveva seguito la squadra con partecipazione, e il suo legame con il club è rimasto vivo anche dopo la sua scomparsa. Nel 2024, proprio ad Andria, si è svolto un Memorial Scamarcio dedicato a Emilio, nel segno della passione per la Fidelis. Alla manifestazione partecipò anche Riccardo, tornando così nel contesto sportivo della sua città e accanto a quanti avevano conosciuto suo padre.
La Fidelis Andria aveva ricordato Emilio già al momento della morte, definendolo un «grande tifoso biancazzurro» e stringendosi alla famiglia. Un omaggio che si aggiunge al ricordo privato dell’attore e restituisce la figura di un uomo conosciuto ad Andria per il lavoro, la famiglia e la fedeltà ai colori della squadra.
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13 settembre 2026 ( modifica il 13 settembre 2026 | 12:21)
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