Sorpresa, l’eros nelle coppie longeve può non avere una data di scadenza
La posta del cuore del Corrmezz, le lettere di Nicorosa e Felix
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Sorpresa, l’eros nelle coppie longeve può non avere una data di scadenza
di Candida MorvilloLa posta del cuore del Corrmezz, le lettere di Nicorosa e Felix
Cara Candida, si sa che, in una coppia stabile ed equilibrata, con alle spalle dieci anni di fidanzamento e ventisei di matrimonio, l’intimità tende inevitabilmente a perdere parte del vigore e dell’intensità dei primi tempi. È una realtà con cui molti fanno i conti, spesso senza porsi troppe domande, perché le risposte sembrano già scritte e quasi scontate. Io, invece, vorrei raccontarti una sensazione bella e sincera, nella speranza che possa arrivare anche a tante coppie che, come noi, condividono da molti anni un percorso di vita insieme. L’estate, infatti, accende nella mente mia e di mia moglie un desiderio di intimità più intenso, permettimi di dire anche più libero e coraggioso. Forse perché l’esperienza regala una maggiore consapevolezza, o forse perché il tempo trascorso insieme rafforza la complicità: si osa di più, ma sempre con maturità, serenità e piacere. Vengo al punto. Nelle serate estive, quando la tranquillità prende il posto della frenesia quotidiana e ci si ritrova lontani dagli impegni e dagli sguardi familiari dei nostri figli, è piacevole ritagliarsi momenti che appartengono soltanto a noi. Una cena in un luogo speciale, una passeggiata senza fretta, un viaggio in auto: tutto contribuisce a creare l’atmosfera giusta per ricordare i momenti più belli della nostra storia, ripercorrendo emozioni, sogni e ricordi della giovinezza. Ti assicuro che tutto questo ha qualcosa di straordinario. Non è soltanto un modo per stare bene insieme, ma rappresenta anche l’energia necessaria per affrontare con entusiasmo un altro anno di vita condivisa. C’è poi una particolarità che mi piace raccontare. Decidere all’improvviso di cenare in un piccolo paese lontano dal nostro e ritornare a casa in auto, accompagnati dalla luce della luna che si riflette sul mare, ci porta a rivivere emozioni profonde e passioni che credevamo sopite. A volte, persino un po’ irrefrenabili. Ma questo, tra noi, può restare un piccolo segreto. Scherzo. La verità è che tutto questo è semplicemente molto bello. E mi sento di invitare tante coppie a concedersi nuovamente queste emozioni, perché l’amore maturo, quando viene coltivato con attenzione, equilibrio e complicità, sa ancora sorprendere e regalare momenti indimenticabili.
Nicorosa
Caro Nicorosa, la tua lettera smentisce una convinzione pigra: che la passione abbia una data di scadenza. L’età può toglierle l’urgenza dei primi tempi, ma regalarle qualcosa di più raro: conoscenza, libertà, complicità. E tu poni un’altra questione fondamentale, da tenere a mente in ogni relazione: l’importanza di un patrimonio che le coppie giovani non hanno ancora, la loro «scatola dei ricordi». Le esperienze vissute insieme, felici o difficili, diventano un serbatoio a cui attingere quando la quotidianità appanna tutto. Fare cose insieme, strapparsi anche solo per una sera dal divano e concedersi un’improvvisata fuori porta: anche questo è tenere vivo un amore. I ricordi non bastano mai: bisogna continuare a fabbricarne di nuovi. Forse è questo il segreto che racconti meglio: ogni tanto, bisogna smettere di essere genitori, lavoratori, organizzatori di famiglia e tornare semplicemente amanti. La passione non muore di vecchiaia. Più spesso, muore di distrazione.
Un fidanzato un po’ Zelig
Cara Candida, ho 32 anni e sono tornata da una settimana da Favignana con il mio fidanzato. Vacanza bellissima. Talmente bella che lui ha deciso di trasferirsi lì. Ha già guardato gli affitti, trovato un locale che secondo lui potrebbe diventare un noleggio di biciclette elettriche e calcolato quanto ci servirebbe per «mollare tutto». Io lavoro in uno studio legale a Napoli e lui fa il commercialista. Fino al 20 agosto non aveva mai manifestato alcuna vocazione per le biciclette. Il problema è che l’estate scorsa, dopo dieci giorni in Portogallo, voleva aprire una guest house a Lisbona. Due anni fa, tornato dalle Dolomiti, cercava corsi per diventare guida alpina. Non sa sciare. Quando gliel’ho fatto notare, si è offeso: dice che io ho paura di vivere e che lui, invece, «ascolta i segnali». Stamattina mi ha mandato l’annuncio di un bilocale a Favignana con scritto: «È destino». Io lo amo, ma mai che, tornato dalle vacanze, gli venga l’ispirazione per comprare casa insieme, sposarsi o mettere su famiglia.
Felix
Cara Felix, aspetta l’autunno. Il tuo fidanzato non ascolta i segnali: soffre di innamoramento immobiliare stagionale. Al mare, vuole il noleggio di bici, in montagna lo chalet, in Portogallo la guest house. A novembre, con ogni probabilità, tornerà a desiderare il riscaldamento centralizzato. Quello è il momento per affrontare il discorso che ti sta a cuore. E anche per capire se, sotto questi traslochi immaginari, c’è un desiderio vero di cambiare qualcosa nella sua vita. Quel «segnale» vale la pena ascoltarlo, per capire dove davvero lo porta. Tra desiderare più libertà e comprare venti biciclette elettriche c’è uno spazio ragionevole di riflessione e l’opportunità di ragionare seriamente sul futuro. Stavolta senza aspettare le prossime ferie d’agosto.
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13 settembre 2026
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