La Cineteca di Bologna torna a conquistare la Mostra del Cinema: la vittoria a «Venezia Classici». La bolognese I Wonder Pictures festeggia per «Naza»
Premiato il restauro del film d’esordio del ferrarese Florestano Vancini, «La lunga notte del ‘43», da un racconto di Giorgio Bassani, sceneggiatura di Pasolini e De Concini. La casa di distribuzione invece porterà nelle sale italiane il film sul genocidio a Gaza con le testimonianze dei soldati israeliani
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La Cineteca di Bologna torna a conquistare la Mostra del Cinema: la vittoria a «Venezia Classici». La bolognese I Wonder Pictures festeggia per «Naza»
di Piero Di DomenicoPremiato il restauro del film d’esordio del ferrarese Florestano Vancini, «La lunga notte del ‘43», da un racconto di Giorgio Bassani, sceneggiatura di Pasolini e De Concini. La casa di distribuzione invece porterà nelle sale italiane il film sul genocidio a Gaza con le testimonianze dei soldati israeliani
La Cineteca di Bologna torna a conquistare la sezione «Venezia Classici» della Mostra del Cinema di Venezia. Dopo il filotto ottenuto qualche anno fa con le vittorie per i restauri di «La proprietà non è più un furto» di Elio Petri, «Una giornata particolare» di Ettore Scola, «Salò» di Pasolini e «Break Up - L’uomo dei cinque palloni» di Ferreri, un altro successo al Lido.
Per il film d’esordio del ferrarese Florestano Vancini, «La lunga notte del ‘43», da un racconto di Giorgio Bassani, sceneggiatura di Pasolini e De Concini.
Restaurato nel centenario della nascita del regista emiliano, in collaborazione con Compass Film, dal laboratorio bolognese L’Immagine Ritrovata. Proprio a Venezia il film vinse il «Premio Opera Prima» nel 1960. Tra gli interpreti, Belinda Lee, Gabriele Ferzetti, Gino Cervi ed Enrico Maria Salerno. Il regista Daniele Vicari ha presieduto la Giuria di studenti di cinema che per il tredicesimo anno ha assegnato il «Premio Venezia Classici per il miglior film restaurato».
Giuria composta da 24 studenti, ognuno indicato dai docenti dei diversi corsi di cinema delle università italiane, dei Dams e della veneziana Ca’ Foscari. La sezione, curata dal direttore della Mostra Alberto Barbera con la collaborazione di Federico Gironi, ha proposto 19 capolavori restaurati di Buñuel, Cassavetes, Ciprì e Maresco, Corman, Hui, Kluge, Lubitsch, Polanski, Rossellini, Scola, Wajda e altri.
Alla fine, con grande soddisfazione del direttore della Cineteca Gian Luca Farinelli, ha prevalso il film ambientato a Ferrara negli ultimi mesi del 1943, che racconta la vicenda del tentativo fascista di riorganizzare il partito, diviso in due fazioni: da una parte i moderati, guidati dal federale Bolognesi, dall’altra la frangia più violenta, capeggiata da Aretusi, detto «Sciagura».
Con un finale, che non c’era nel racconto e che Bassani criticò duramente, che ritrova i protagonisti nei più spensierati e promettenti anni ’60. Queste le parole di Farinelli nel ritirare il premio: «Lo sguardo sul passato del cinema ci rende più fiduciosi sul futuro. Devo ringraziare Florestano Vancini per il suo esordio, un film enorme che dimostra come già avesse il suo atteggiamento morale nei confronti della Storia del nostro Paese. E’ un film che riesce a parlare anche del dopoguerra, della grande rimozione. E poi voglio ricordare un amico, che questa notte se n’è andato, che amava profondamente il cinema, il produttore Jeremy Thomas».
A proposito di premi e soddisfazioni, non poca quella di Andrea Romeo, fondatore della distribuzione bolognese I Wonder Pictures che già a fine mese porterà sugli schermi italiani il film «Naza», Premio speciale della giuria della Mostra, dopo che aveva già distribuito l’anno scorso il film «La voce di Hind Rajab».
«Naza» dei trentenni israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor, girato di notte sui tetti di Tel Aviv, raccoglie le testimonianze anonime di ventiquattro tra ufficiali dell’intelligence e soldati israeliani per svelare, dall’interno, i meccanismi della calcolata uccisione di massa dei civili palestinesi a Gaza.
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12 settembre 2026 ( modifica il 13 settembre 2026 | 01:42)
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