Italiani nelle Ss, la mostra a Riva del Garda: il capitolo nero che smonta il mito degli «italiani brava gente»
Corriere della Sera - Cultura

Italiani nelle Ss, la mostra a Riva del Garda: il capitolo nero che smonta il mito degli «italiani brava gente»

Venerdì 11 settembre 2026
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Al Museo Alto Garda sono esposti manifesti di propaganda, foto e documentazione storica

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Italiani nelle Ss, la mostra a Riva del Garda: il capitolo nero che smonta il mito degli «italiani brava gente»

di Roberto Brumat

Al Museo Alto Garda sono esposti manifesti di propaganda, foto e documentazione storica

Al Museo Alto Garda di Riva del Garda la mostra Italiani nelle SS 1943-1945 Autori/Esecutori, promossa dall’Associazione Carlo Levi in collaborazione con Anpi Alto Garda e Ledro. Un progetto che mette in discussione l’edulcorata visione degli «italiani brava gente», per fare luce su un capitolo nero della storia moderna, dimostrando che ci furono italiani che accettarono di entrare nelle SS tra i nazisti e furono responsabili di crimini contro i civili, oltre che contro i partigiani.

Crimini nazisti e fascisti,

In mostra a Riva del Garda, manifesti di propaganda, foto e documentazione storica sulla partecipazione italiana nelle SS. Il curatore Gianfranco Ceccanei, per gli studi sui crimini nazisti e fascisti, nel 2024 è stato insignito della Croce al merito della Repubblica Federale di Germania. Dal 9 settembre del 1943 nell’Italia occupata dai nazisti, all’indomani dell’armistizio firmato in Sicilia tra l’inviato del re e gli anglo-americani, si diffusero i proclami per arruolare italiani tra le milizie fedeli al duce. Il 18 settembre i tedeschi avviarono la prima campagna di arruolamento, seguita il 22 settembre da una più rigorosa selezione per accrescere con forze italiane le truppe delle Waffen SS.

Il 23 all’ambasciata tedesca di Roma si riunì il primo consiglio dei ministri della neonata Repubblica Sociale Italiana e il 24 settembre i volontari italiani furono raggruppati nella Legione SS Italiana. Era dal 31 agosto che il capo delle SS Heinrich Himmler aveva pronto il piano per arruolare forze fedeli a Mussolini in caso di disgregazione del partito fascista. Al Museo Alto Garda di Riva del Garda fino al 3 ottobre la mostra in collaborazione con Riccardo Pinter Amici del Museo, associazione dell’Alto Garda Riva del Garda.

Complici

Il curatore Gianfranco Ceccanei spiega: «Ex internati militari italiani mi hanno raccontato di presenze italiane nelle SS. Mio padre mi disse che anche lui, con molti altri soldati prigionieri, accettò di indossare la divisa quando nei campi di lavoro arrivarono nazisti reclutatori. Dissero sì fascisti della prima ora, altri che accettavano di entrare nelle SS pur di tornare in Italia per poi imboscarsi, o chi intendeva tornare in patria per unirsi ai partigiani».

La mostra è aperta a ingresso libero al piano terra del museo, tutti i giorni dalle 10 alle 18. Documenta il coinvolgimento degli italiani nella legione SS italiana, la Waffen-GrenadierDivision der SS Italien, che contava 20mila uomini impiegati nel ’44 a difendere la Linea Gotica, poi la Pianura Padana, fino alla resa il 25 aprile 1945 a Gorzonzola in provincia di Milano. Ma parla anche delle Waffen-SS tedesche e cita le operazioni nelle Prealpi, in Trentino-Alto Adige e nell’Adriatische Küstenland.

Storie di famiglia

La complicità diretta di tanti italiani con le forze occupanti naziste viene raccontata in ventiquattro pannelli, quattro dei quali riguardano proprio il territorio dell’Alto Garda. «Spero che l’esposizione porti le persone a riconoscersi nella storia raccontata dai loro padri, nonni e bisnonni – conclude il curatore Ceccanei – perché diventi una riflessione sulla democrazia repubblicana e sulla Costituzione antifascista, rivolgendosi all’intera cittadinanza, ma in particolare ai giovani. Una riflessione che aiuti a comprendere più in profondità il nostro passato in un momento storico in cui è più che mai necessario». Nella sede espositiva del Museo dell’Alto Garda è anche possibile vedere un video di Tanino Bellanca sulla testimonianza del partigiano triestino Riccardo Goruppi, deportato nei lager di Dachau e Leonberg. È pure disponibile il volume Italiani nelle SS scritto da Gianfranco Ceccanei, che fa anche parte della sezione Aned di Verona.

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