«A bit of light» di Ali Asgari: in Iran ogni gesto è politico
Corriere della Sera - Cultura

«A bit of light» di Ali Asgari: in Iran ogni gesto è politico

Venerdì 11 settembre 2026
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La storia di un medico privato della sua professione perché ha curato dei rivoluzionari è l'apologo di un Paese che stenta ancora a salvarsi. Ma l'ironia forse può ancora qualcosa

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«A bit of light» di Ali Asgari: in Iran ogni gesto è politico

di Sara D'Ascenzo

La storia di un medico privato della sua professione perché ha curato dei rivoluzionari è l'apologo di un Paese che stenta ancora a salvarsi. Ma l'ironia forse può ancora qualcosa

L'attore Misagh Zareh in una scena di «A bit of light» di Ali Asgari

«A bit of light» di Ali Asgari

Un medico (l'attore Misagh Zareh) privato della sua professione perché ha curato alcuni rivoluzionari. Il carcere, la frustrazione, la voglia di farla finita. Asgari lo segue nella sua meticolosa preparazione verso questo vuoto: le piante da sistemare, qualcuno che si prenda cura del gatto, la mamma che va informata. Sembra debba partire per un viaggio, fuggire da quella cappa di sopraffazione che è ancora l'Iran. Ma la verità è più cruda, più senza alcuna speranza. Eppure, come dice il titolo, una luce o un po' di luce, può esserci. Il regista è seduto accanto al suo protagonista, lo vede organizzarsi, lo vede fare i suoi bagagli verso il nulla, lo vede radunare intorno a un tavolo i suoi affetti, come metafora di un Paese che non ha mai smesso di soffrire e probabilmente è prossimo a un collasso morale, culturale, politico dopo il colpo di grazia dell'attacco dell'America. Con pochissimi mezzi, con misurati movimenti di macchina, Asgari restituisce la sua pena, il suo restituire lo squilibrio della sua patria. Nel solco del cinema iraniano, forse con qualche rallentamento di troppo, il regista va verso l'ignoto del suo personaggio, tenendolo per mano, non giudicandolo, dandogli qualche buffetto e qualche pacca sulla spalla ogni tanto.
Voto: 7. Non l'Asgari migliore, ma un misurato ritratto dell'Iran disperato di oggi. 


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11 settembre 2026

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