Cosa mangiano gli astronauti? Sulle Madonie la mostra sul cibo nello spazio
Corriere della Sera - Cultura

Cosa mangiano gli astronauti? Sulle Madonie la mostra sul cibo nello spazio

Giovedì 10 settembre 2026
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A Isnello (Palermo) Fiasconaro e GAL Hassin insieme ne raccontano la storia e l'evoluzione. L'inaugurazione è l'11 settembre, il 16 settembre ospite d'onore Paolo Nespoli

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Cosa mangiano gli astronauti? Sulle Madonie la mostra sul cibo nello spazio

di Marisa Fumagalli

A Isnello (Palermo) Fiasconaro e GAL Hassin insieme ne raccontano la storia e l'evoluzione. L'inaugurazione è l'11 settembre, il 16 settembre ospite d'onore Paolo Nespoli

Fondazione Gal Hassin Centro Internazionale per le Scienze Astronomiche

Dalla terra allo spazio, il viaggio del cibo non si ferma. E l’alimentazione si evolve adattandosi al nuovo contesto. Era il 2007 quando debuttò lo Space Convivium – la «nuova cucina» nell’universo – promosso dalla Fondazione GAL Hassin, Centro Internazionale per le Scienze Astronomiche, con sede a Isnello, nel Parco delle Madonie (Palermo). Sono trascorsi quasi vent’anni, e l’evento viene ricordato con la mostra internazionale itinerante Life in Space(Il Cibo nello Spazio), dedicata all’alimentazione degli astronauti. Che, nel tempo, si è evoluta, passando dai tubetti di purea di carne e verdure alla varietà di alimenti oggi disponibili a bordo della Stazione spaziale internazionale. L’inaugurazione l’11 settembre, con l’intervento del professor Umberto Cavallaro, studioso e divulgatore della storia dell’esplorazione spaziale. La data clou è il 16 (ultimo giorno dell’esposizione aperta al pubblico in Sicilia), quando a Isnello alcuni personaggi prenderanno la parola per raccontare il legame profondo tra alimentazione, ricerca spaziale, innovazione e cultura del Made in Italy. 

Un'immagine dell'allestimento della mostra

L’ospite d’onore è l’astronauta Paolo Nespoli. La sua sarà una testimonianza diretta sul valore di una corretta alimentazione durante le missioni spaziali, per il mantenimento del benessere e della vita degli astronauti durante le varie fasi di preparazione, di addestramento, di missione e di rientro con particolare riferimento ai benefici che il cibo dà alla salute mentale nelle lunghe permanenze a bordo della Stazione spaziale internazionale. Il professor Cavallaro interverrà con un approfondimento sull’Italia alla ricerca e allo sviluppo del cibo per gli astronauti. Da segnalare, inoltre, la presenza di due personaggi di rilievo, all’epoca promotori dello Space Convivium: il maestro pasticciere Nicola Fiasconaro (che realizzò il dolce spaziale), «volto» della storica impresa di famiglia, fondata nel 1953 a Castelbuono (Palermo). Emanuele Viscuso, artista palermitano poliedrico, tra scultura, musica e design. Entrambi, per la propria parte, rievocheranno l’entusiasmante esperienza vissuta nel 2007. Per inciso, l’Azienda Fiasconaro è curatrice dell’evento di Isnello. Lasciato il Parco delle Madonie, la mostra proseguirà il suo percorso altrove. Tra le tappe, si segnalano Zagabria e Stoccarda.

Il luogo dell'evento

Nella serata del 16 settembre, l’evento si chiude, in bellezza e bontà, a Castelbuono. Con una grande festa (organizzata da Fiasconaro) a piazza Margherita, nel centro della città. Qui si celebrerà il 40° anniversario del marchio Fiasconaro. Quando il fondatore Mario (1929-2011) decise di passare il testimone ai tre figli Martino, Fausto e Nicola. Coinvolti in diverse mansioni: Martino nell’amministrazione, Fausto nell’ospitalità (bar e pasticceria), Nicola nella preparazione e produzione dei dolci tipici dell’Isola. Nata nel 1953 come piccola realtà artigianale, nei primi Ottanta l’impresa si era già evoluta. Racconta il maestro pasticciere: «Mio padre fu un prezioso insegnante, ma era giunto il momento di guardare avanti. Innovare, puntando anche su altri prodotti. I primi "esperimenti" sul panettone risalgono al 1986. L’elemento base è il lievito madre, cioè la chiave di volta della nostra produzione». Fatto sta che Nicola Fiasconaro vola al Nord dove conosce il pasticciere lombardo Teresio Busnelli, maestro della pasta acida (o pasta madre). 

La famiglia Fiasconaro: Martino, Nicola, Mario (il padre), Fausto

E da lui impara i segreti per realizzare il panettone, a partire dall’uso dell’indispensabile lievito. Così, il tradizionale dolce del Natale milanese diventa anche siciliano. Ed è un successo. Nel 1988 Fiasconaro avvia la prima produzione di duemila panettoni artigianali con l’innesto di ingredienti locali. Che fanno la differenza. Dopo il lancio, l’inarrestabile ascesa del marchio. In Italia e all’estero. New York, per dire, è ormai una seconda patria dei panettoni (e non solo) Fiasconaro.

Mario Fiasconaro

Ma torniamo a Castelbuono dove, nella centrale piazza Margherita, andrà in scena la Festa. Oltre agli invitati provenienti da Isnello, ci saranno gli abitanti della città e i turisti italiani e stranieri. L’intrattenimento prevede anche la presenza di un team di giovani pasticcieri, guidato da Mario Fiasconaro, («da tre anni responsabile delle nuove creazioni dolciarie»), figlio di Nicola. Con lui Giuseppe Amato e Denis Dianin. Gli ospiti avranno in dono le litografie dell’artista palermitano Pippo Madè. E piazza Margherita, dove spiccano il bar e la pasticceria Fiasconaro, si prepara ad accogliere altri progetti dell’azienda. 

10 settembre 2026 ( modifica il 10 settembre 2026 | 20:58)

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