«The Aemilian Way», la nuova newsletter del Corriere di Bologna che racconterà la via Emilia: si parte dal caso di Bosco Ospizio
Corriere della Sera - Cultura

«The Aemilian Way», la nuova newsletter del Corriere di Bologna che racconterà la via Emilia: si parte dal caso di Bosco Ospizio

Giovedì 10 settembre 2026
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Dall'11 settembre ogni venerdì, alle 12, una nuova rubrica con analisi e approfondimenti su una notizia o una storia dell'Emilia-Romagna

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«The Aemilian Way», la nuova newsletter del Corriere di Bologna che racconterà la via Emilia: si parte dal caso di Bosco Ospizio

di Beppe Persichella

Dall'11 settembre ogni venerdì, alle 12, una nuova rubrica con analisi e approfondimenti su una notizia o una storia dell'Emilia-Romagna

Un’estate difficile quella appena trascorsa. Le temperature estreme non hanno dato tregua alla nostra regione, ma anche alcuni fatti di cronaca hanno tolto il respiro.

Domenica 19 luglio a Bologna muore Abderrahim Fakir, 42 anni di origine marocchina, dopo un fermo di polizia al Pilastro. Il sindaco Lepore chiama i cittadini in piazza. Il giorno, dopo al pomeriggio, ci sarà un presidio pacifico, poi in serata tutto trascende, una guerriglia contro la polizia metterà a ferro e fuoco il cuore del centro storico.

La Procura ha aperto un’inchiesta su quanto accaduto al Pilastro usando per la prima volta il modello 45 bis (lo «scudo penale» del decreto sicurezza) iscrivendo in un registro preliminare i due agenti di polizia e i quattro operatori sanitari intervenuti, senza indagarli formalmente.

La via Emilia: una terra da raccontare tra nuovi temi e fatti

La notte prima della morte di Fakir, a Pinarella di Cervia, Nicola Musiani viene picchiato selvaggiamente tanto da finire in coma e smettere di respirare pochi giorni dopo, il 22 luglio. È un uomo di 54 anni, per tutti “Freak”, bolognese di nascita (lo scrittore Enrico Brizzi, suo compagno di scuola alle medie, gli dedicherà un ricordo commosso) poi trasferitosi nel Ravennate. Viveva in un camper e lì davanti è stato pestato.

Chi lo conosceva in paese parla di una persona pacifica, amato da tutti, con alcune fragilità e la passione della musica tecno. La comunità è scossa, ha paura. Per il suo omicidio è scattata la custodia cautelare in carcere per cinque giovanissimi: un minorenne residente in provincia di Forlì-Cesena, un 19enne italo irlandese, due 22enni e un 23enne di origine marocchina.

Dalla cronaca alla politica: parole sempre più minacciose

Due morti distanti tra loro, senza punti di contatto, se non per la politica. Il leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, ma non sarà l'unico, parte dai fatti di Pinarella per attaccare Lepore. "Per Musiani - dice - nessuna mobilitazione: non era islamico, gay o dei centri sociali".

Ma è stata anche l’estate dei sindaci minacciati di morte. Sempre Lepore, che finirà sotto scorta dopo la campagna d’odio per gli scontri in piazza per Fakir. Poi tocca al sindaco di Modena Massimo Mezzetti, un utente gli augura sui social di fare “la fine di Aldo Moro”, e più di recente il sindaco di Sassuolo Matteo Messini. “Dobbiamo armarci e sparare alle gambe a questi schifosi e poi al sindaco”, trova scritto in un messaggio sotto al post di un consigliere comunale di Fratelli d’Italia.

C’è un clima pesante e non solo per il caldo estremo che in Emilia-Romagna ha picchiato duro e messo anche paura, quando di punto in bianco l’afa si è trasformata in acquazzoni violenti che hanno buttato giù alberi e scoperchiato tetti.

Il clima che cambia e l'industria che si trasforma

L’Appennino, da sempre meta al riparo dalle frenesie del turismo di massa, sta diventando ora un apprezzato rifugio climatico. Eppure qui durante il resto dell’anno è sempre più difficile vivere: spopolamento demografico, scarsità di servizi e di lavoro. Emblematica la storia della Gaggio Tech a Gaggio Montano, nel Bolognese: ex Saga Coffee ed ex Saeco, nel 2021 aveva impressionato la sua rinascita al termine di tre mesi di lotta da parte di 220 dipendenti per difendere un lavoro che gran parte di loro ha poi perso per davvero cinque anni dopo, con la fine della cassa integrazione straordinaria e l’avvio da settembre della disoccupazione.

Una regione che in un mondo stravolto fatica a restare in vetta, anche se il “modello emiliano” viene ancora ricordato e celebrato, a maggio anche dalla principessa Kate Middleton, in visita da queste parti per conoscere di persona il Reggio Emilia Approach, il sistema educativo per la prima infanzia decantato anche da Nanni Moretti in “Aprile”. E dove la partecipazione dei cittadini resta più alta che altrove, nelle urne e nelle piazze, che si tratti di manifestare o partecipare a un festival.

La nuova newsletter del Corriere di Bologna

Raccontare l’Emilia-Romagna vuol dire raccontare un bel pezzo d’Italia e d’Europa, delle sue virtù e delle sue contraddizioni, e lo faremo con «The Aemilian way», che tutti gli iscritti alla newsletter del Corriere di Bologna potranno leggere ogni venerdì a partire dalle 12. Approfondiremo una notizia, la più rilevante degli ultimi sette giorni, con analisi, studi, commenti, interviste.

Il caso del Bosco Ospizio di Reggio Emilia

Ed è proprio dalla via Emilia che partiremo, in senso letterale: da Bosco Ospizio, l’area abbandonata da decenni a Reggio Emilia e che nel frattempo la natura si è ripresa spontaneamente. Conad, proprietario del terreno, ci realizzerà un supermercato nonostante da inizio agosto un presidio permanente di attivisti e cittadini chiede alle ruspe di non toccare quello che la natura ha creato.

In tanti sono intervenuti: docenti, ricercatori, artisti come il cantautore Vinicio Capossela. E anche la Chiesa, con il vescovo Giacomo Morandi che ha citato Papa Bergoglio e l’enciclica Laudato sì.

Ne parleremo domani con lo storico e docente di Storia del cristianesimo Alberto Melloni, reggiano di nascita e che abita proprio a pochi passi da Borgo Ospizio. Buona lettura. 

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