Suoni delle Dolomiti, arriva il folk dei Baba Yaga: tra melodie balcaniche e jazz gitano
Il gruppo: «Presenteremo un mix del nostro primo album Grenzenlos e del nuovo album Odiseja, in uscita il 15 ottobre»
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Suoni delle Dolomiti, arriva il folk dei Baba Yaga: tra melodie balcaniche e jazz gitano
di Fabio NappiIl gruppo: «Presenteremo un mix del nostro primo album Grenzenlos e del nuovo album Odiseja, in uscita il 15 ottobre»
Il folk senza confini dei Baba Yaga fa tappa oggi a 2154 metri di quota in località Tresca in Val di Fiemme, per I Suoni delle Dolomiti. Una location spettacolare, al cospetto del Gruppo del Latemar e del Monte Agnello, relitto geologico del vulcano giurassico di Predazzo. Ma il maltempo ha costretto ieri, 9 settembre, gli organizzatori a spostare all’ultimo momento il concerto del quintetto dei Baba Yaga al coperto, al Teatro Comunale di Tesero (ore 17.30 con ingresso libero fino a esaurimento posti).
Il gruppo
La band è una delle realtà più originali della scena internazionale, con un sound acustico che fonde melodie balcaniche, klezmer e jazz gitano, tra composizioni originali e improvvisazione. Il gruppo, formato da Raffaella Della Gemma (violino e voce), Jasmin Meiri (percussioni e voce), Anela Cindrak (fisarmonica), Florian Gunacker (contrabbasso) e David Mandlburger (chitarra) ha pubblicato nel 2024 l’album di esordio Grenzenlos, che significa «senza confini e senza frontiere». Il loro repertorio spazia da travolgenti brani balcanici, melodie klezmer, swing vivace, jazz gitano e danze orientali, fino a composizioni contemporanee scritte, reinterpretate e arrangiate dalla band, lasciando sempre ampio spazio alla libera improvvisazione.
Il nome Baba Yaga deriva dalla musa della mitologia slava, come spiega il gruppo: «Baba Yaga è sempre stata una musa ispiratrice per molti artisti nel corso del tempo. Per noi lei rappresenta il potere femminile. Prima di essere demonizzata dal cristianesimo, veniva descritta come una figura divina. Proviene dalla mitologia slava, che si adatta anche al nostro genere musicale, la musica balcanica. Quindi l’emancipazione femminile della regione slava si adatta bene al nostro gruppo composto da tre musiciste, due delle quali sono le cantanti principali e manager di Baba Yaga». I Baba Yaga catturano tutti i sensi del pubblico, attirandolo in regni imprevedibili e avventurosi, luoghi dove le persone ballano, sognano, cantano e festeggiano, proprio come desidera Baba Yaga.
Le influenze musicali
«I confini non esistono realmente, ma solo nella nostra mente – dice la cantante e violinista Raffaella Della Gemma - viviamo a Vienna, dove c’è una bellissima diversità di culture musicali che si fondono naturalmente. Il linguaggio musicale non conosce confini e funziona senza parole. Cerchiamo ciò che ci unisce, vogliamo connetterci, celebrare i lati gioiosi della vita e abbracciare la convivenza pacifica attraverso la musica. Baba Yaga vive semplicemente senza confini». A proposito delle loro influenze musicali, sottolineano: «Le nostre influenze sono principalmente l’amore per i generi specifici che interpretiamo, mescolato con i nostri background culturali provenienti dall’Europa centrale, dall’area balcanica e dal Medio Oriente».
I Baba Yaga provengono da tre diverse nazioni (Austria, Montenegro e Israele) e la world music fa parte del loro dna. Per la prima volta si esibiscono a I Suoni delle Dolomiti, dopo aver calcato i palchi più prestigiosi di Austria, Germania, Francia e Svizzera. «Per quanto riguarda il repertorio - fanno sapere - presenteremo un mix del nostro primo album Grenzenlos e del nuovo album Odiseja, in uscita il 15 ottobre.
Il repertorio è ballabile, ma anche più intimo e raccolto».
Il prossimo appuntamento della rassegna I Suoni delle Dolomiti, firmata dal violoncellista Mario Brunello come direttore artistico, è sabato al Piano del Lago Asciutto (ore 12), sulle Dolomiti di Brenta, con i brasiliani Ilumina Ensemble.
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10 settembre 2026
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