Un meeting a tre. Speriamo di no
Si terrebbe in Cina, durante il summit dell’Apec, con Usa e Russia. Spetterà al prudente Xi decidere se fare avanzare, e in quale forma, il vertice, evento mai visto dalla fine della Seconda guerra mondiale
Un meeting a tre. Speriamo di no
Danilo Taino | 9 settembre 2026Si terrebbe in Cina, durante il summit dell’Apec, con Usa e Russia. Spetterà al prudente Xi decidere se fare avanzare, e in quale forma, il vertice, evento mai visto dalla fine della Seconda guerra mondiale
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Il mondo è di nuovo un tacchino pronto a essere fatto a fette dai grandi imperialisti del momento? Il sospetto viene, di fronte alla notizia che in novembre potrebbe svolgersi un vertice trilaterale: Donald Trump, Xi Jinping, Vladimir Putin. Non è certo: il Cremlino ha confermato che l’idea è allo studio; i leader di Mosca e Pechino ne avrebbero parlato; il presidente americano non si è espresso né per il sì né per il no. Ovviamente, vengono subito alla mente i disegni satirici del passato, con i capi delle potenze coloniali attorno al tavolo, coltellaccio in mano e tovagliolo al collo, a spartirsi il mappamondo.
Negli Anni Ottanta dell’Ottocento, Otto von Bismarck porziona l’«Afrique» e ne distribuisce i pezzi. Stessi tempi, la britannica regina Vittoria, lo zar Nicola II, il Kaiser tedesco Guglielmo II, la francese Marianna e un samurai giapponese banchettano sulla torta della Cina. Ancora prima, Napoleone e il primo ministro britannico William Pitt si dividono il mondo a forma plum pudding, al primo l’Europa, al secondo gli oceani. Vignette di gran successo: le ultime, dopo la conferenza di Yalta, dove Franklin Delano Roosevelt, Winston Churchill e Joseph Stalin apparecchiano il banchetto dell’Europa.
Ora, è vero che nel mondo c’è un ritorno dello spirito imperiale: Xi con il commercio coercitivo, Putin in Ucraina e non solo, Trump quando sogna la Groenlandia e il Venezuela. I tempi, però, sono cambiati e, per quanto una trilaterale Usa-Cina-Russia farebbe impressione, i tre commensali resterebbero probabilmente a digiuno. Il meeting a tre si terrebbe in Cina, a Shenzhen, durante il summit dell’Apec, l’organismo della Cooperazione Economica dell’Asia-Pacifico: spetterà al prudente Xi, che ospita la riunione, decidere se fare avanzare, e in quale forma, il vertice a tre, evento mai visto dalla fine della Seconda guerra mondiale. Certo, alzerebbe onde altissime.
L’Europa vedrebbe l’incontro con preoccupazione e irritazione. La coraggiosa Ucraina vacillerebbe. I Brics e i Paesi emergenti sarebbero in allarme. Le nazioni asiatiche perderebbero ulteriore fiducia nell’alleanza con gli Stati Uniti. Washington subirebbe un altro crollo di reputazione. La carta coperta, però, è che i non invitati reagirebbero, perché nel Ventunesimo Secolo non sono disposti a subire imposizioni simil-coloniali. Se li consideri tacchini, non voteranno per il Natale.
9 settembre 2026 ( modifica il 9 settembre 2026 | 18:02)
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