Fabbri e il Novae Cordae Ensemble: «Tre anni di percorso, a Natale una nuova sorpresa per la città»
Corriere della Sera - Cultura

Fabbri e il Novae Cordae Ensemble: «Tre anni di percorso, a Natale una nuova sorpresa per la città»

Mercoledì 9 settembre 2026
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Giovedì 10 settembre, alle 20.45 nella chiesa di Sant’Afra, il concerto "Gli archi virtuosi".

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Fabbri e il Novae Cordae Ensemble: «Tre anni di percorso, a Natale una nuova sorpresa per la città»

di Fabio Larovere

Giovedì 10 settembre, alle 20.45 nella chiesa di Sant’Afra, il concerto "Gli archi virtuosi".

Una formazione nata a Brescia, fatta di giovani musicisti col desiderio condiviso di costruire un’esperienza orchestrale stabile, capace di mettere insieme formazione, amicizia e ricerca artistica. È il Novae Cordae Ensemble, diretto da Marco Fabbri, protagonista giovedì 10 settembre, alle 20.45 nella chiesa di Sant’Afra, in corso Magenta 68, del concerto “Gli archi virtuosi”. In programma la Holberg Suite op. 40 di Edvard Grieg e la Sinfonia per archi n. 8 in re maggiore di Felix Mendelssohn Bartholdy. L’ingresso è libero.
A quasi tre anni dalla nascita dell’ensemble, Fabbri traccia un primo bilancio del percorso compiuto e presenta un concerto che mette in dialogo due autori romantici attraverso il loro sguardo rivolto alla grande tradizione musicale del passato.
Come nasce il progetto di questa orchestra?
«Una passione comune, un obiettivo condiviso, tanta dedizione. Questo è il Novae Cordae Ensemble. Quando lo abbiamo fondato, quasi tre anni fa, l’idea era quella di costruire una formazione stabile d’archi della e per la città di Brescia, coltivando il talento di un gruppo di giovani strumentisti che muovevano i primi passi della carriera professionale. Un progetto ambizioso, cementato da solidi legami di amicizia, da una forte intesa artistica, dagli studi comuni nei conservatori di Brescia, Milano, Novara e Trento e, naturalmente, da tanta fame di musica. Il lavoro ha premiato questa idea, rendendola oggi una solida realtà».
Quali sono le esperienze più significative che avete vissuto?
«Senz’altro le esibizioni con concertisti di fama internazionale come Giuseppe Gibboni e, più recentemente, Lucie Horsch, che ci hanno permesso di vivere momenti di profonda intensità artistica insieme a solisti straordinari, sia professionalmente sia umanamente.
Ma essenziali sono state anche le esibizioni di carattere più intimo, le sperimentazioni novecentesche con concertisti del calibro di Arianna Di Martino e gli incontri con compositori come Juan Baladan Gadea».
Presentateci brevemente il concerto del 10 settembre.
«Il titolo Gli archi virtuosi gioca sull’ambivalenza del virtuosismo, inteso sia come dimostrazione di talento tecnico sia come aspirazione alla virtù artistica: due chiavi di lettura entrambe ben rappresentate dalla musica di Grieg e di Mendelssohn. Le due composizioni, pur separate da oltre sessant’anni di storia, sono accomunate dal raffinato recupero dello stile antico – il Barocco in Grieg, il Barocco e il Classicismo in Mendelssohn – rivisitato in chiave romantica, con una straordinaria capacità di cogliere l’essenza degli stilemi che hanno reso grandi queste epoche della musica occidentale. Un programma affascinante».
Quali sono i prossimi appuntamenti in calendario?
«Lo scorso anno abbiamo regalato alla nostra città un concerto natalizio interamente dedicato a Mozart. Con il sostegno di importanti realtà economico-finanziarie del territorio intendiamo rendere tradizionale questo appuntamento, dedicandolo di anno in anno ai grandi maestri del Classicismo. Il programma? Lo scoprirete sotto l’albero!».

Per il 2027 non mancheranno invece gli omaggi a Beethoven nel bicentenario della morte. Il nostro cantiere è sempre work in progress. Non vi resta che seguirci!».

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9 settembre 2026 ( modifica il 9 settembre 2026 | 16:54)

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