Oriana Fallaci e Tiziano Terzani, giovedì e venerdì in regalo due libri con gli articoli sull'11 settembre. Sguardi per un mondo in crisi
Corriere della Sera - Cultura

Oriana Fallaci e Tiziano Terzani, giovedì e venerdì in regalo due libri con gli articoli sull'11 settembre. Sguardi per un mondo in crisi

Mercoledì 9 settembre 2026
2 visualizzazioni

In edicola giovedì 10 e venerdì 11, gratis con il quotidiano, due libri con gli articoli sull’attacco alle Torri Gemelle. Venticinque anni fa la tragedia dell’11 settembre, spartiacque del millennio

I tuoi preferiti

Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.

Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccedi

Hai salvato un nuovo articolo

Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.

Oriana Fallaci e Tiziano Terzani, giovedì e venerdì in regalo due libri con gli articoli sull'11 settembre. Sguardi per un mondo in crisi

di Pierluigi Panza

In edicola giovedì 10 e venerdì 11, gratis con il quotidiano, due libri con gli articoli sull’attacco alle Torri Gemelle. Venticinque anni fa la tragedia dell’11 settembre, spartiacque del millennio

Oriana Fallaci (1929-2006, foto Gianni Minischetti) e Tiziano Terzani (1938-2004)

Oltre allo shock per la distruzione delle Torri Gemelle, l’11 settembre del 2001 produsse in Occidente il timore di una guerra di civiltà come preconizzato dal politologo Samuel Huntington. La discussione sulla legittimità dell’intervento militare in Afghanistan, come sappiamo, generò negli Stati Uniti un forte patriottismo e in Europa la domanda se l’Occidente dovesse difendere una propria identità alternativa all’affermarsi di un generico multiculturalismo.

La copertina del libro in edicola giovedì 10  settembre

Ferruccio de Bortoli, allora direttore del «Corriere della Sera», andò a New York il 15 settembre con l’intenzione di intervistare sull’argomento Oriana Fallaci. Tornò con un testo scritto dalla giornalista che il 29 settembre fu pubblicato sul «Corriere» con il titolo La Rabbia e l’Orgoglio, quasi un «sermone», come lo definì la stessa Fallaci, che ruppe dieci anni di silenzio. Ci trovavamo di fronte a un radicale attacco all’Occidente libero e laico davanti al quale cadevano le ambigue distinzioni tra Islam moderato e radicale. Era l’attacco del fanatismo a secoli di cultura umanistica, che dal Rinascimento avevano portato allo sviluppo della scienza moderna. Gli europei venivano accusati di debolezza, ipocrisia, masochismo e l’Italia di viltà: «Ma non vi importa nulla della dignità? Non ce l’avete un po’ di orgoglio, pecoroni?».

L’articolo produsse «un ciclone di sentimenti» (de Bortoli) innescando un confronto con altre firme: il 5 ottobre Dacia Maraini pubblicò Ma il dolore non ha una bandiera; lo stesso giorno su «la Repubblica», Umberto Eco Le guerre sante, passione e ragione, il 7 ottobre Sergio Romano La bandiera italiana e infine, l’8 ottobre, il grande inviato che, come Fallaci, aveva seguito la Guerra del Vietnam, Tiziano Terzani, pubblicò una risposta, di segno opposto, alla collega, intitolata Il Sultano e San Francesco.

Non fu l’ultimo intervento del dibattito poiché, pochi giorni dopo, tornarono sull’argomento anche Giovanni Sartori (Uditi i critici ha ragione Oriana) e Giuliano Zincone (I coltivatori di dubbi e la spada di Oriana). Quella di Terzani — che aveva già pubblicato un reportage sui campi di addestramento finanziati da Bin Laden — fu una vera e propria risposta alla Fallaci. I due erano fiorentini e si conoscevano direttamente. Terzani sceglie due figure simboliche per risponderle: il potere e la spiritualità, il sultano e San Francesco, cioè la possibilità d’incontro tra i diversi. Si rivolge direttamente alla collega affermando che, di fronte a una simile tragedia, bisogna «dubitare» (termine che Sartori attaccherà una settimana dopo), distinguere, capire le cause. Terzani ritiene che identificare l’Islam con il terrorismo alimenti il fenomeno che si vuole combattere generando una crociata. È la logica che porterà Terzani, nei mesi successivi, a scrivere reportage dal Pakistan e dall’Afghanistan. Ma per Fallaci, una «crociata» era già in atto da anni da parte dell’Islam contro l’Occidente.

La copertina del libro in edicola venerdì 11 settembre

La posizione di Fallaci (ma anche di Sartori e Zincone) era quella di un Occidente sotto attacco che doveva reagire, rifiutando il relativismo e difendendo l’identità occidentale, anche militarmente. Quella di Terzani, con Eco, Maraini e anche Tahar Ben Jelloun, Gilles Kepel e altri, era di comprendere le cause, evitare la guerra di civiltà, non identificare l’Islam con il fondamentalismo, aprirsi al multiculturalismo e lasciare da parte il patriottismo. In Oriana Fallaci – Tiziano Terzani. Il confronto il «Corriere della Sera» propone ora, a 25 anni dall’attacco alle Torri Gemelle, la rilettura di quelle opposte vedute. Nel primo libro, in edicola giovedì 10 settembre, si ripubblica La Rabbia e l’Orgoglio e Il Sultano e San Francesco. Nel secondo, in edicola venerdì 11 settembre, i quattro reportage del 2001 di Tiziano Terzani dall’Afghanistan e l’articolo conclusivo che Fallaci scrisse sul tema, Il nemico che trattiamo da amico, datato 16 luglio 2005. In questo lungo articolo la giornalista ricorda con fierezza i suoi quattro anni di battaglia contro il «Mostro» e quanto gli è costato: «Incominciai con La Rabbia e l’Orgoglio. Continuai con La Forza della Ragione. Proseguii con Oriana Fallaci intervista sé stessa e con L’Apocalisse. E tra l’uno e l’altro la predica Sveglia, Occidente, Sveglia. I libri, le idee, per cui in Francia mi processarono nel 2002 con l’accusa di razzismo-religioso e xenofobia».

Fallaci e Terzani ebbero anche una corrispondenza su questi temi «ed è un peccato — scrive de Bortoli nell’introduzione — che quella corrispondenza non ebbe seguito perché si sarebbe tradotta in un bel libro». Poteva essere un duetto, ma quando Terzani inviò a Fallaci una copia con dedica del suo Lettere contro la guerra (Longanesi), lei gliela rispedì indietro e lui si offese. Il confronto che il «Corriere» propone con queste due pubblicazioni è una specie di duello postumo. Terzani è morto il 28 luglio del 2004 a Orsigna (Pistoia); Fallaci a Firenze il 15 settembre 2006. Quasi tutte le parole-chiave del dibattito politico-culturale italiano dei venticinque anni successivi sul multiculturalismo, l’immigrazione e il concetto di identità sono già scritte in quegli articoli che uscirono tra il 29 settembre e il 17 ottobre 2001.

9 settembre 2026

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Giappone: morta a 97 anni l'artista Yayoi Kusama

Ha decorato con i suoi caratteristici pois dipinti, sculture e installazioni museali in tutto il mondo

Condividi questo articolo