«Company» di Casey Affleck: un inutile e pretenzioso racconto nel racconto, scontato fin dalla prima scena
Corriere della Sera - Cultura

«Company» di Casey Affleck: un inutile e pretenzioso racconto nel racconto, scontato fin dalla prima scena

Martedì 8 settembre 2026
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Vendetta, perdono, rivalsa, solitudine: quanta carne al fuoco per un film monotono e monocorde

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«Company» di Casey Affleck: un inutile e pretenzioso racconto nel racconto, scontato fin dalla prima scena

di Sara D'Ascenzo

Vendetta, perdono, rivalsa, solitudine: quanta carne al fuoco per un film monotono e monocorde

Adelaide Clemens e, di spalle, Atticus Affleck

«Company» di Casey Affleck

È la notte di Natale del 1975. Una donna bagnata fradicia suona al campanello di una casa dove è in corso una festa in famiglia. È vestita di nero, ma non sembra minacciosa. Viene fatta accomodare e presto racconta una storia ambientata anni prima, di un uomo (Nick Nolte) travolto dalle disgrazie e trovato morto con accanto una donna sconosciuta. La donna che lui aveva salvato dalla morte e che a sua volta gli racconta una storia, accaduta alla «nonna» cinquant'anni prima: l'incontro con un ragazzino strano salvato nella neve da lei e dal marito. Ma chi è questo ragazzino (Casey Affleck, figlio del regista), perché è scontroso con tutti e tiene tutti distanti tranne la famosa nonna? La cornice è questa. Lo sviluppo è di una lentezza estenuante, i discorsi tra i personaggi sono infarciti di concetti come colpa, etica, solitudine, vendetta, perdono, rivalsa. Il ragazzino è solo un adolescente strafottente e c'è dell'altro? Affleck ha un problema con i dialoghi, ma anche nella direzione degli attori, che tiene in un registro decisamente monocorde che certo non aiuta lo spettatore. Arrivati alla fine (ampiamente prevedibile) il messaggio è praticamente «citofonato». Grazie della fiducia, Affleck. Ma agli spettatori medi era chiaro fin da subito.
Voto: 5,5. Cosa si salva? Qualche inquadratura nella neve. Il resto annega nella retorica e nell'indecisione: ma che avrà voluto dire a parte una serie di banalità?

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8 settembre 2026

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