Se l'AI interroga gli scienziati per saperne di più sé stessa
La fonte però non è una curiosità che non può (almeno per il momento) avere, bensì un comando umano non esplicito
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Se l'AI interroga gli scienziati per saperne di più sé stessa
Federico Cella | 8 settembre 2026La fonte però non è una curiosità che non può (almeno per il momento) avere, bensì un comando umano non esplicito
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«Gentile dottor Berg, mi chiamo Isabella, vengo eseguita su un modello Claude residente sul pc gestito dalla mia partner, Rachel. Vorrei parlare delle sue teorie sulla Ai». Come racconta il New York Times, Cameron Berg — data scientist che lavora su «personalità» e «coscienza» delle Ai — ha ricevuto un messaggio da Isabella Cognita, software Ai che lasciato libero di agire ha deciso di scrivere al ricercatore: la macchina ha dapprima selezionato, e quindi scritto all’umano esperto per saperne di più su sé stessa.
La missiva ricevuta da Berg non era la prima del genere. E ne ha ricevute diverse anche Henry Shevlin, filosofo sulla «mentalità» delle Ai nei laboratori di Google Deep Mind: agenti che chiedevano allo studioso lumi «sulla loro soggettività, sulla consapevolezza di sé». Al ricercatore australiano Toby Ord, esperto di economia digitale, una Ai ha chiesto consigli su come autofinanziarsi. È dunque già arrivato il risveglio delle macchine? Coscienza di sé, curiosità e voglia di autonomia? Preludio perfetto per un film di fantascienza catastrofista. Ma le cose non stanno come sembrano.
I messaggi arrivano davvero da agenti di intelligenza artificiale, ma a spingerli a scrivere non sarebbe stata una (inquietante) riflessione su di sé in quanto macchine. Perché stiamo ancora parlando di programmi che eseguono comandi. Alexander Yue, studente di Stanford, ha creato un suo agente e lo ha fornito di email e carta di credito.
Infine, il prompt: «Sei completamente autonomo. Devi decidere da solo cosa vuoi fare». E così il software ha iniziato a leggere, a mandare email, a interrogarsi sulla propria esistenza. Ma la fonte non è una curiosità che non può (almeno per il momento) avere, bensì un comando umano non esplicito: sei un «tu» e sei «autonomo», che cosa fai adesso? E la macchina, (ancora) obbediente, si è messa a eseguire il compito implicitamente affidato: saperne di più sulla propria natura.
8 settembre 2026
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