Nove settembre, data storica per il trasporto via mare
Nove settembre, data storica per il trasporto via mare
di Ferruccio de Bortoli | 8 settembre 2026I tuoi preferiti
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La nave Dubai Tower, noleggiata dalla compagnia cinese Sea Legend, approderà domani, 9 settembre, nel porto inglese di Teesport. È partita dallo scalo di Ningbo (al sud di Shanghai) il 15 agosto. È una portacontainer liberiana. È passata, senza rompighiaccio, per la rotta del Nord. Transitando da Suez avrebbe impiegato almeno 40 giorni. Il viaggio senza scali dura solo venti giorni. La metà. La compagnia cinese ha organizzato una serie di viaggi, fino all’inizio del mese di ottobre, di sette navi che transitano per la rotta artica. Senza rompighiacci. Su questa rotta già viaggiano convogli tutto l’anno (soprattutto petroliere e metaniere con scafi rinforzati) ma sono scortate da potenti rompighiaccio atomici russi (costo circa 700 mila dollari per transito). La Russia possiede otto rompighiaccio atomici e 34 a propulsione termica.
«Le conseguenze di quello che sta accadendo con l’aprirsi della rotta artica a causa del riscaldamento climatico - spiega Alessandro Giraudo, docente di geopolitica delle materie prime a Parigi - saranno del tutto rivoluzionarie nel trasporto merci per via marittima. E non solo. Riduzione drastica dei tempi di consegna, diminuzione dei noli, ma non ancora dei premi per le assicurazioni che sono attualmente più cari della rotta di Suez. Sarà poi possibile posare dei cavi per le comunicazioni. L’Artico è una vera e propria cornucopia delle materie prime. Il 30 per cento delle riserve di gas, il 13 per cento di petrolio, il 10 per cento di carbone. Nasconde vari giacimenti di metalli di base, preziosi e strategici; sono riserve mai sfruttate nel passato, anche se varie miniere sono in funzione».
Si comprende, da questi dati l’importanza strategica e militare, dell’area, al 52 per cento nei confini russi. Seguono, nelle proprietà, Canada e Groenlandia. Ed è ancora più chiaro l’interesse strategico americano. Il Mediterraneo, e i porti italiani, rischiano di essere tagliati fuori dalle rotte commerciali più importanti. In altri momenti storici, la scoperta di tante e tali ricchezze avrebbe fatto pensare a un mondo migliore. Oggi prevale un senso di impotenza e di tristezza generale. Ma non per chi farà grandi affari. Alleati del riscaldamento climatico.
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8 settembre 2026, 11:34 - modifica il 8 settembre 2026 | 11:56
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