«Viaggio», il romanzo che da Bolsena attraversa lo spirito di un'epoca
Corriere della Sera - Cultura

«Viaggio», il romanzo che da Bolsena attraversa lo spirito di un'epoca

Lunedì 7 settembre 2026
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Nel nuovo libro di Mario Di Sorte, un percorso emotivo e letterario nell'Italia - e non solo - degli anni '60, partendo dal borgo della Tuscia come luogo di memoria storica

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«Viaggio», il romanzo che da Bolsena attraversa lo spirito di un'epoca

di Irene Chieli

Nel nuovo libro di Mario Di Sorte, un percorso emotivo e letterario nell'Italia - e non solo - degli anni '60, partendo dal borgo della Tuscia come luogo di memoria storica

«Il vero viaggio non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi». Il celebre aforisma proustiano apre le pagine dell’ultimo romanzo di Mario Di Sorte, intitolato – appunto – Viaggio (Effigi edizioni), e presentato alla Rocca Monaldeschi di Bolsena. Cioè, dove la narrazione prende avvio, in una storia che si muove sinuosa tra autobiografia e finzione cancellandone i confini. È infatti volgendo le spalle al castello che nel 1963, prima di partire con la famiglia e cambiare vita, un dodicenne rivolge al lago un ultimo saluto. Che poi, ultimo non sarà mai. 

Viaggio emotivo negli anni '60

Ma chi decideva di partire, nell’Italia degli anni ‘60, non aveva la certezza (o la speranza) di tornare – o almeno di tornare uguale a com’era partito. Le trasformazioni sociali, culturali e politiche creavano un mosaico complesso da decifrare: le contestazioni studentesche, la guerra in Vietnam, l’allunaggio dell’Apollo 11, la rivoluzione di costumi e consumi. È in questo scenario fluido e in continua evoluzione che il viaggio si fa dimensione geografica e interiore di un percorso alla ricerca di sé, restituendo alle pagine l’architettura emotiva di un romanzo di formazione. Con un messaggio ben preciso, che è anche un invito e una speranza da condividere: «Non aver paura di viaggiare – commenta l’autore – vuol dire non avere paura di conoscere, di incontrare, di imparare». 
Le suggestioni offerte dal dialogo con la giornalista Benedetta Lomoni circumnavigano lo spazio della narrazione e raccolgono gli applausi di un’ampia platea: nelle prime file, anche Francesco Cozza Caposavi, consigliere del ministero della Cultura per i programmi d’integrazione dell’arte contemporanea con il patrimonio storico, Pietro Tamburini, ex direttore e coordinatore scientifico del Sistema museale del lago di Bolsena, oltre alla vicesindaca Raffaella Bruti.

Bolsena, borgo di storia e letteratura

Partire da Bolsena per un viaggio letterario e un percorso a ritroso di stampo emotivo, non è una scelta casuale. L’autore, nato proprio nel borgo della Tuscia, ha conservato un legame solido con i luoghi dell’infanzia, ai quali ha restituito anche il valore di testimoni storici. Prima, con Era di giugno, la storia di tre amici sudafricani che sotto le bombe della seconda guerra mondiale cercano riparo vicino Farnese, nella complicità affettuosa degli abitanti – finché non vengono stanati e uccisi dalle truppe tedesche. Poi, con Oltre il lago, il libro da cui è rinato il Museo del Palazzo Monaldeschi: lo scrittore ha fatto suoi i ricordi della madre, collaborando con i sommozzatori per recuperare sul fondo del lago di Bolsena, a più di 90 metri, i resti di un aereo militare precipitato in guerra, ora esposti nel polo museale. Dalle ricerche utili per le pagine, sono riemersi – insieme ai reperti – anche i nomi di tutto l’equipaggio americano. E dal contatto con i parenti delle vittime, è nata un’amicizia tale da spingere anche qualcuno ad attraversare l’oceano per trasferirsi a Bolsena.

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7 settembre 2026 ( modifica il 7 settembre 2026 | 20:16)

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