No, l’Afd non è neonazista. Ma è comunque un disastro
Corriere della Sera - Cultura

No, l’Afd non è neonazista. Ma è comunque un disastro

Lunedì 7 settembre 2026
2 visualizzazioni

Pensione anticipata (per tutti) a 64 anni, la proposta: a chi conviene e gli effetti sull’assegno 

No, l’Afd non è neonazista. Ma è comunque un disastro

risponde  Aldo Cazzullo

I tuoi preferiti

Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.

Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccedi

Hai salvato un nuovo articolo

Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.

Caro Aldo,
l’onda nera è arrivata in Sassonia. Nessuno sembra aver ora dubbi sulle ragioni del travolgente successo di forze estremiste, dichiaratamente naziste. Che ne pensa?
Andrea Raschia, Ancona

Si grida allo scandalo per il successo di Afd in Germania e per le previsioni di voto di Futuro Nazionale in Italia. Sono entrambi partiti legali? Se sì, i loro elettori vanno rispettati come gli altri...
Gianluigi Galimberti

Cari lettori,
non credo sia corretto definire l’Afd un partito neonazista. Certo non è un partito antinazista. E se si pensa a quello che è accaduto in Germania negli anni 30, e a quello che il nazismo ha provocato in Europa con la Seconda guerra mondiale, il fatto è di per sé molto inquietante. Ma, se è per questo, anche da noi in Italia il partito di maggioranza relativa non è antifascista, e l’uomo nuovo della politica italiana fascista lo è apertamente, o comunque fa di tutto per sembrarlo. 

Non credo al fascismo eterno. Nulla ritorna uguale a se stesso, i fenomeni storici non si ripresentano mai nello stesso modo. Credo semplicemente che alcune idee del fascismo possano ripresentarsi. Il nazionalismo estremo, la xenofobia, l’odio per il diverso. L’idea fondativa del fascismo e del nazismo è che gli esseri umani non nascono liberi e uguali, ma esistono individui superiori, razze superiori, nazioni superiori.

L’Afd non vince le elezioni perché i tedeschi vogliono il ritorno del nazismo. L’Afd vince le elezioni perché la formula magica della Germania è andata in crisi. Il Paese non cresce più. È una nazione analogica in un mondo digitale. I tedeschi sono tra i migliori al mondo a fare le automobili; ma l’automobile è un prodotto del 900, non del futuro. Consentire l’arrivo di milioni di immigrati senza controlli è stato chiaramente sbagliato. Ma allo stesso tempo la remigrazione è una follia uguale e contraria. Senza immigrati, l’economia tedesca e in generale quella europea si fermerebbe. Anziché scatenare una guerra tra poveri, la politica dovrebbe proporre soluzioni.
Ma in Germania è andata in crisi non soltanto la formula economica, bensì quella politica. Di fatto da quasi trent’anni la Germania è governata da un centrosinistra, guidato quasi sempre dal centro. Per dodici dei sedici anni in cui è stata cancelliera, Angela Merkel ha governato con i socialdemocratici. Poi la guida per una legislatura è passata all’Spd, e adesso tocca di nuovo alla Cdu. I cristianodemocratici si erano illusi che affidandosi a un uomo più di destra della Merkel si potesse riassorbire l’Afd. È accaduto il contrario. 

Tuttavia, per quanto non si possa mai demonizzare una forza che vince democraticamente le elezioni, con la stessa nettezza bisogna avere il coraggio di dire che si tratta di un grave errore. 

L’estrema destra non è la soluzione. Le ricette dell’estrema destra condurrebbero l’Europa al disastro. 

È vero, l’Europa è in declino. Ma non perché c’è stata troppa Europa; perché ce n’è stata troppo poca. Se oggi non c’è un campione europeo in grado di reggere il ritmo americano e cinese nella rivoluzione digitale, nell’intelligenza artificiale, nell’era di Internet, è proprio perché gli europei si sono chiusi nei loro egoismi nazionali, anziché unirsi. Lo stesso vale per la difesa: è chiaro che un solo esercito europeo sarebbe molto più forte di 27 piccoli eserciti. Tuttavia, a Cernobbio il lepenista Bardella ha detto esattamente il contrario. Di fatto, il suo progetto è abolire l’Europa, dando la prevalenza al diritto nazionale. 

C’è qualche persona sana di mente che può pensare che la Germania da sola o la Francia da sola possano contare di più nel mondo rispetto all’Europa unita? Però non sempre la razionalità nella storia prevale. È accaduto negli anni 30. Può accadere, in forme ovviamente del tutto diverse, anche oggi.

7 settembre 2026

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Le altre lettere di oggi TUTTE LE LETTERE INVIATECI LE VOSTRE LETTERE

Vi proponiamo di mettere in comune esperienze e riflessioni. Condividere uno spazio in cui discutere senza che sia necessario alzare la voce per essere ascoltati. Continuare ad approfondire le grandi questioni del nostro tempo, e contaminarle con la vita. Raccontare come la storia e la cronaca incidano sulla nostra quotidianità. Ditelo al Corriere.

MARTEDI - IL CURRICULUM

Pubblichiamo la lettera con cui un giovane o un lavoratore già formato presenta le proprie competenze: le lingue straniere, l’innovazione tecnologica, il gusto del lavoro ben fatto, i mestieri d’arte; parlare cinese, inventare un’app, possedere una tecnica, suonare o aggiustare il violino.

INVIA IL CVMERCOLEDI - L'OFFERTA DI LAVORO

Diamo spazio a un’azienda, di qualsiasi campo, che fatica a trovare personale: interpreti, start-upper, saldatori, liutai.

INVIA L’OFFERTAGIOVEDI - L'INGIUSTIZIA

Chiediamo di raccontare un’ingiustizia subita: un caso di malasanità, un problema in banca; ma anche un ristorante in cui si è mangiato male, o un ufficio pubblico in cui si è stati trattati peggio. Sarà garantito ovviamente il diritto di replica.

SEGNALA IL CASOVENERDI - L'AMORE

Chiediamo di raccontarci una storia d’amore, o di mandare attraverso il Corriere una lettera alla persona che amate. Non la posta del cuore; una finestra aperta sulla vita.

RACCONTA LA STORIASABATO - L'ADDIO

Vi proponiamo di fissare la memoria di una persona che per voi è stata fondamentale. Una figlia potrà raccontare un padre, un marito la moglie, un allievo il maestro. Ogni sabato scegliamo così il profilo di un italiano che ci ha lasciati. Ma li leggiamo tutti, e tutti ci arricchiranno.

INVIA LA LETTERA

DOMENICA - LA STORIA

Ospitiamo il racconto di un lettore. Una storia vera o di fantasia.

INVIA IL RACCONTOLA FOTO DEL LETTORE

Ogni giorno scegliamo un’immagine che vi ha fatto arrabbiare o vi ha emozionati. La testimonianza del degrado delle nostre città, o della loro bellezza.

Inviateci le vostre foto su Instagram all'account @corriere.

LO DICO AL CORRIERE

Ogni lunedì, la pagina lettere sarà curata dal direttore Luciano Fontana, in tutti gli altri giorni dall'inviato speciale ed editorialista Aldo Cazzullo. Accanto alle lettere e ai messaggi, ogni giorno della settimana c'è uno spazio diverso a disposizione dei lettori. Per essere pubblicati i contributi devono essere firmati con nome, cognome e città.

LE VOSTRE LETTERE, GIORNO PER GIORNO La foto del giorno La montagna sul lago

Vista della Corna Trentapassi da Riva di Solto, costa bergamasca dellago d’Iseo »

Francesco Bertella INVIATECI LE VOSTRE FOTO SU INSTAGRAM
ALL’ACCOUNT @CORRIERE

Condividi questo articolo