«Look Back» di Hirokazu Koreeda: il Giappone, i manga e la poesia di rimanere bambini. Quanta bellezza, quanta nostalgia
Corriere della Sera - Cultura

«Look Back» di Hirokazu Koreeda: il Giappone, i manga e la poesia di rimanere bambini. Quanta bellezza, quanta nostalgia

Lunedì 7 settembre 2026
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Il regista giapponese traspone in film un manga diventato anime e con uno sguardo puro e un cinema della sottrazione dà uno dei ritratti femminili più intensi degli ultimi anni

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«Look Back» di Hirokazu Koreeda: il Giappone, i manga e la poesia di rimanere bambini. Quanta bellezza, quanta nostalgia

di Sara D'Ascenzo

Il regista giapponese traspone in film un manga diventato anime e con uno sguardo puro e un cinema della sottrazione dà uno dei ritratti femminili più intensi degli ultimi anni

Da sinistra Natsuki Deguchi e Aju Makita in una scena di «Look Back»

«Look Back» di Hirokazu Koreeda

Fujiino e Kyomoto sono due bambine quando si conoscono. Dire come entrino in contatto è già fare un bel tratto di strada dentro questo film: Fujino è una bimba dotata, disegna i suoi manga per il giornalino della scuola e ne è molto orgogliosa. Kyomoto è una hikikomori, non esce dalla sua camera e fa la quarta elementare rimanendo a casa. Il maestro intuisce che metterle in contatto potrebbe far bene a entrambe e affida a Fujino il diploma di Kyomoto. Così si conoscono, si riconoscono e non si lasciano più, crescendo insieme mese dopo mese, stagione dopo stagione, col tempo che passa ma le vede sempre naturali, fresche, sincere, come se davvero nei cento minuti del film passasse molta più vita. Il film è una trasposizione fedele del manga omonimo di Tatsuki Fujimoto del 2021 divenuto un anime diretto da Kiyotaka Oshiyama. Ed è una bellissima storia al femminile, di due bambine che diventano donne godendosi le stagioni che passano, i momenti bui e quelli in cui la luce filtra tra i giunchi di un Giappone ancora capace di generare poesia. Pur essendo fedele, il film ha il tocco inconfondibile del regista che posa il suo sguardo sulle due ragazze (interpretate da due coppie di attrici: Natsuki Deguchi e Aju Makita, più grandi, Furi Nanase e Rokka Okada più piccole) restituendo allo spettatore l'impressione che non stiano mai recitando. Le pause, le ripetizioni, la sospensione di alcune scene rispondono all'estetica orientale e a un agire quadri, con inquadrature in cui spesso le ragazze sono in disparte o di lato, con i passi pesanti nella neve che diventano uno scavo delle due ragazze sole nell'affrontare un'impresa eroica.
Voto: 8,5. Poesia, gioia, colore. Quanta bellezza e quanta nostalgia guardando indietro.   

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7 settembre 2026

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