Marmolada, l'agonia del ghiacciaio nell'estate del caldo record: persa una superfice pari a 13 campi da calcio. «Entro 10 anni rischia di sparire»
Corriere della Sera - Cultura

Marmolada, l'agonia del ghiacciaio nell'estate del caldo record: persa una superfice pari a 13 campi da calcio. «Entro 10 anni rischia di sparire»

Lunedì 7 settembre 2026
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Spariti 9 ettari. I dati emersi dalla Campagna Glaciologica Partecipata sulla Marmolada. «Sul fronte occidentale abbiamo registrato in un segnale 120 metri di arretramento in due anni»

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Marmolada, l'agonia del ghiacciaio nell'estate del caldo record: persa una superfice pari a 13 campi da calcio. «Entro 10 anni rischia di sparire»

di Dimitri

Spariti 9 ettari. I dati emersi dalla Campagna Glaciologica Partecipata sulla Marmolada. «Sul fronte occidentale abbiamo registrato in un segnale 120 metri di arretramento in due anni»

La Marmolada perde superficie e futuro. L’estate 2026, la più calda mai registrata in quota sulle Dolomiti almeno dal 1991, ha presentato un conto pesantissimo al ghiacciaio simbolo della montagna veneta e trentina: in un solo anno sono spariti altri 9 ettari di ghiaccio, mentre l’arretramento medio del fronte è arrivato a 23 metri, quasi il triplo rispetto agli 8 metri del 2025. Il bilancio porta la superficie complessiva a 83 ettari, contro i 92 dello scorso anno e i 100 del 2023. E in due anni, sul fronte occidentale, un singolo punto di misura ha registrato un ritiro impressionante di 120 metri. 

«Persi 9 ettari»

Sono i dati emersi dall’ottava Campagna Glaciologica Partecipata sulla Marmolada, promossa dal Museo di Geografia dell’Università di Padova insieme ad Ateneo, ARPAV e Fondazione Glaciologica Italiana, con il coinvolgimento di una trentina di volontari tra i 16 e i 75 anni, provenienti da quattro regioni. Una fotografia aggiornata di un ghiacciaio sempre più fragile. «I dati raccolti quest’anno aggravano una tendenza già evidente e segnano un nuovo record negativo di riduzione della superficie», spiega Mauro Varotto, responsabile scientifico della campagna. «La Marmolada ha perso 9 ettari in dodici mesi e, se dovessero ripetersi estati come questa, potrebbe avere solo una decina d’anni di vita». Particolarmente preoccupante anche il dato delle misure frontali. «Il ritiro medio è triplicato rispetto allo scorso anno», sottolinea Giovanni Benetton della Fondazione Glaciologica Italiana. «Sul fronte occidentale abbiamo registrato in un segnale 120 metri di arretramento in due anni, mentre la fronte è ormai oltre quota 2900 metri. Il ghiacciaio è completamente privo di neve residua, ad eccezione di quella protetta dai teloni geotessili». Alla base di questa accelerazione c’è soprattutto il caldo. «L’estate 2026 è stata la più calda in quota sulle Dolomiti almeno dal 1991, superando anche il 2003 per persistenza e temperature medie», conferma Gianni Marigo di ARPAV. 

L’estate nera del ghiacciaio della Marmolada sotto la morsa del caldo: persi 9 ettari

L'acqua di fusione nei crepacci

Ad agosto, alla stazione di Punta Rocca, a 3250 metri, lo scarto dalla media ha superato i 3 gradi: appena tre giorni hanno registrato una minima negativa e non si è mai verificata una giornata con temperatura media sotto zero. Nessuna nevicata ha interessato neppure le quote più elevate e l’ablazione è proseguita senza tregua. Non c’è soltanto il ghiaccio a lanciare segnali d’allarme. Anche il permafrost continua a degradarsi: sulla stazione di monitoraggio del Piz Boè il terreno non risulta più gelato a nessuna profondità. E a metà agosto i rilievi sulla Marmolada hanno evidenziato acqua di fusione nei crepacci a monte della nicchia di distacco del 2022, la stessa condizione individuata dagli studi all’origine del tragico crollo. «Il 2026 è un anno record anche a scala alpina», osserva Aldino Bondesan, responsabile per il Triveneto della Fondazione Glaciologica Italiana. «Le perdite di spessore in questo settore sono triplicate rispetto alla media dell’ultimo decennio e la neve invernale si è esaurita già a fine luglio». La Marmolada, dunque, continua a trasformarsi in una sentinella sempre più difficile da ignorare. Il ghiaccio che scompare non racconta soltanto una montagna che cambia, ma rende visibili gli effetti di un cambiamento climatico che coinvolge ambiente, economia, turismo e futuro delle alte quote.

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7 settembre 2026 ( modifica il 7 settembre 2026 | 16:46)

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