Quella troppo affollata solitudine del nostro tempo
I due atti fondamentali della nostra esistenza, nascita e morte, li affrontiamo così, ma anche se nel mezzo c’è una gran folla, continuiamo, vivendo, ad esser soli o per scelta o per passività o per entrambe le condizioni: scelta sofferta
Quella troppo affollata solitudine del nostro tempo
Giancristiano Desiderio | 6 settembre 2026I due atti fondamentali della nostra esistenza, nascita e morte, li affrontiamo così, ma anche se nel mezzo c’è una gran folla, continuiamo, vivendo, ad esser soli o per scelta o per passività o per entrambe le condizioni: scelta sofferta
I tuoi preferiti
Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.
Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccediHai salvato un nuovo articolo
Trovi tutti gli articoli salvati nella tua nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.
In un tempo caratterizzato da un fenomeno non trascurabile come l’overtourism come si spiega l’altra metà della luna: la solitudine? C’è una tesi, che di primo acchito, può sembrare bizzarra: la metafisica ha la sua «radice prima», come si esprimeva Simone Weil, nella solitudine. Come a dire che l’esser soli, il sentirsi soli, non è tanto il frutto della società del benessere quanto la natura della «natura umana» che pur di non esser disperatamente sola nell’universo ha creato la metafisica per trovare un posto nel cosmo esattamente come ogni stella ha il suo posto nel firmamento.
Dopotutto, i due atti fondamentali della nostra esistenza, nascita e morte, li affrontiamo in solitudine ma — ecco il punto — anche se nel mezzo c’è una gran folla continuiamo vivendo ad esser soli o per scelta (solitude) o per passività (lonelinnes) o per entrambe le condizioni: scelta sofferta. È su questi presupposti che è nato il Festival della Solitudine, presentato a Merano in anteprima il 29 e 30 agosto a chiusura di un’estate lunga e calda che è un tempo nel tempo in cui la solitudine grida, inascoltata, di più.
Tra tanti festival inutili (sono migliaia e tra di loro si fanno compagnia contro la solitudine) questo ha non solo una sua utilità ma anche un senso: gli esperti della solitudine parleranno alle folle solitarie che caratterizzano il nostro tempo e che si muovono, di luogo in luogo, di città in città, di spiaggia in spiaggia e di montagna in montagna (ricordate Roccaraso?) per sfuggire la loro fedelissima compagnia: la solitudine.
La verità è che si può essere soli in compagnia e in compagnia soli.
La mia solitudine, amava dire Nietzsche che è senz’altro un buon autore da Baci Perugina come ironizzava Gianni Vattimo, non dipende dalla presenza o assenza di persone e, al contrario, bisogna allontanare chi ruba la nostra solitudine senza, in cambio, offrirci una vera compagnia. Che è, se ci riflettiamo, il segreto della vita solitaria in compagnia.
6 settembre 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Editoriali e commenti di oggi di Giancristiano DesiderioQuella troppo affollata solitudine del nostro tempo
Domenica 6 settembre 2026 di Barbara StefanelliLa lezione che riemerge dal Danubio
Sabato 5 settembre 2026 di Letizia Moratti *La libertà ha bisogno di cura
Sabato 5 settembre 2026 di Sergio HarariIl welfare perde colpi, mettiamolo al centro della prossima campagna elettorale
Sabato 5 settembre 2026 di Beppe SevergniniDifferenziamo tutto. Tranne il problema
Sabato 5 settembre 2026 di Rita QuerzeIl caso Ilva sul filo del rasoio
Venerdì 4 settembre 2026 LEGGI TUTTIGli approfondimenti e gli editoriali sui principali temi di attualità, politica, economia e costume curati dalle firme più prestigiose del Corriere della Sera. Scopri opinioni e commenti sui fatti del giorno.
Le Newsletter del Corriere, ogni giorno un nuovo appuntamento con l'informazione
Riceverai direttamente via mail la selezione delle notizie più importanti scelte dalle nostre redazioni.
Iscriviti