Che cosa resta della coppia di amanti dietro due genitori indaffarati
Corriere della Sera - Cultura

Che cosa resta della coppia di amanti dietro due genitori indaffarati

Domenica 6 settembre 2026
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La posta del cuore del Corrmezz, le lettere di SoloNoi46 e Nikosaddio?

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Che cosa resta della coppia di amanti dietro due genitori indaffarati

di Candida Morvillo

La posta del cuore del Corrmezz, le lettere di SoloNoi46 e Nikosaddio?

Cara Candida, ho 46 anni, sono sposato da quindici e ho due figli di dodici e nove anni. Quest’estate, per la prima volta da quando sono nati, mia moglie ed io siamo riusciti a prenderci sei giorni da soli a Pantelleria. Avevamo fantasticato su questa vacanza per mesi: finalmente avremmo dormito, fatto l’amore, parlato senza essere interrotti da «mamma», «papà», compiti, allenamenti, lavatrici. Il primo giorno è stato bellissimo. Il secondo, abbiamo litigato per una sciocchezza. Il quarto, dopo cena, siamo rimasti seduti davanti al mare e mi sono accorto che non avevamo niente da dirci. Non era un silenzio bello. Era vuoto. Durante l’anno facciamo squadra, ridiamo, ci aiutiamo. Non siamo una coppia che litiga e non c’è stato nessun tradimento, almeno che io sappia. Per questo non mi ero mai chiesto seriamente se fossimo felici. A Pantelleria, tolti i figli e tutto quello che bisogna fare, eravamo soltanto io e lei. La quinta sera, mia moglie mi ha detto: «Sai qual è la cosa terribile? Io con te sto meglio quando ci sono i bambini». Mi ha fatto malissimo perché avevo appena pensato la stessa cosa. Mi ha detto che mi vuole bene, che sono il padre che desiderava per i suoi figli, ma non sa più se mi desidera, se le manco quando non ci sono, se avrebbe ancora voglia di passare una settimana con me senza niente da organizzare. Da quando siamo tornati, tutto è ricominciato come prima. Scuola, lavoro, spesa, amici. Da fuori, sembriamo la famiglia di sempre. Solo che adesso io conosco quella frase. A volte, penso che sei giorni non possano mettere in discussione quindici anni. Altre volte, temo che siano bastati per vedere quello che quindici anni di vita piena ci permettevano di non vedere. Può una famiglia funzionare benissimo mentre la coppia che l’ha creata sta scomparendo?
SoloNoi46

Caro SoloNoi46, sì, può succedere. Una famiglia può funzionare benissimo mentre la coppia che l’ha costruita si trasforma, senza accorgersene, in un ottimo consiglio di amministrazione. Si crescono i figli, si affrontano emergenze, si ride, ci si vuole bene. E intanto curiosità, desiderio e intimità finiscono in fondo alla lista delle cose da fare. Pantelleria non ha decretato la fine del vostro matrimonio. Ha fatto qualcosa di più utile e più scomodo: ha tolto il rumore. Sei giorni non bastano per emettere una sentenza su quindici anni, ma bastano per ascoltare un silenzio che durante l’anno riuscite a coprire benissimo. Non partite però dalla domanda «ci amiamo ancora?», che rischia di trasformare ogni confronto in un interrogatorio. Chiedetevi cose più concrete: vi manca cercarvi? Avete ancora curiosità l’uno dell’altra? E soprattutto, non aspettate la prossima vacanza. Ritagliatevi un tempo regolare in cui non essere genitori né organizzatori. Se all’inizio sarà un po’ artificiale, non significa che sia falso. Anche l’intimità, quando è stata trascurata, va rimessa in moto. Tua moglie non ti ha detto «non ti amo più». Ti ha detto: «Non so più chi siamo quando restiamo soli». È una differenza enorme. Adesso avete il problema davanti agli occhi. Ed è molto meglio che non vederlo.

Se il Nikos della vacanza in città ridiventa Nicola

Cara Candida, a Paros, mi sono infatuata di un uomo che credevo greco. Si faceva chiamare Nikos, aveva la barba, guidava uno scooter scassato, conosceva tutte le calette e beveva caffè freddo guardando il mare. Parlava un italiano perfetto, ma non ho fatto domande: l’amore estivo vive anche di scarsa istruttoria. L’ultima sera, mi ha spiegato che Nikos è Nicola, è nato a Torre del Greco e lavora nelle assicurazioni. Non mi aveva mai detto di essere greco: ero stata io a deciderlo. Fin qui, ho riso. Il problema è che, tornati a casa, mi ha chiesto di rivederci. A Paros, arrivava in scooter, scalzo. Qui, è arrivato all’aperitivo sbarbato, coi mocassini, e mi ha raccontato per venti minuti di un problema col parcheggio aziendale. È lo stesso uomo. Lo so. E mi piace ancora. Ma quando compare sul telefono «Nicola», provo nostalgia per Nikos. La domanda è: sono innamorata di lui o del fuso orario?
NikosAddio?

Cara NikosAddio?, Paros fa molto per gli uomini. Toglie loro la giacca, mette uno scooter sotto il sedere, aggiunge sale nei capelli e, soprattutto, elimina il parcheggio aziendale. Nikos era Nicola con un tramonto alle spalle e nessuna riunione alle nove del mattino. Ma attenzione: questo non significa che sia una truffa. Siamo tutti più affascinanti in vacanza. Anche tu, probabilmente, a Paros, eri una donna che beveva vino guardando il mare e non quella che, qui, impreca perché il corriere ha lasciato il pacco al vicino. Prima di archiviare l’amore insieme ai costumi, concedigli una controprova. Portalo fuori dal suo habitat assicurativo: niente aperitivo aziendale, niente discussioni sul parcheggio. Se torna fuori Nikos, bene: hai scoperto che Nicola contiene moltitudini. Se continua a parlarti della polizza kasko, accetta la verità. Non avevi trovato l’uomo della tua vita. Avevi trovato un ottimo pacchetto vacanza.

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