Dylan Dog, buon compleanno Indagatore dell'incubo
Corriere della Sera - Cultura

Dylan Dog, buon compleanno Indagatore dell'incubo

Sabato 5 settembre 2026
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Compie quarant'anni il personaggio creato da Tiziano Sclavi. Il 26 settembre del 1986 usciva il primo numero dell'albo che ha rivoluzionato il fumetto italiano. Una serie horror in cui in mostri spesso sono buoni

domenica 6 settembre 2026

Dylan Dog, buon compleanno Indagatore dell'incubo

Compie quarant'anni il personaggio creato da Tiziano Sclavi. Il 26 settembre del 1986 usciva il primo numero dell'albo che ha rivoluzionato il fumetto italiano. Una serie horror in cui in mostri spesso sono buoni

di STEFANO PRIARONE

Corre l’anno 1986. Il 26 settembre, con data di copertina ottobre, esce L’alba dei morti viventi, il numero uno della serie a fumetti «Dylan Dog»,scritto da Tiziano Sclavi e disegnato da Angelo Stano. La casa editrice è la Sergio Bonelli di Tex, Zagor e Mister No, ma il personaggio è piuttosto diverso, anche se Sclavi ha scritto, seppure non accreditato, alcune storie proprio di «Zagor» e «Mister No».

Dylan si definisce «Indagatore dell’incubo», veste di nero e rosso, porta le Clark, guida un maggiolone, ha un assistente, Groucho, che è il sosia sputato di Groucho Marx, vive in una Londra, un po’ atemporale e un po’ «italiana», come figura paterna ha l’ispettore Bloch di Scotland Yard.«Dylan Dog» è una serie horror anomala (i «mostri» sono spesso i «buoni») e sfrutta gli incubi per affascinanti sedute psicanalitiche di Sclavi con il lettore. Intercetta le paure, le ansie, gli incubi e i sogni di un’intera generazione e ha un grandissimo successo.

La metà degli anni Ottanta non è un periodo felice per il fumetto italiano, vendutissimo nel decennio precedente: molti gloriosi personaggi seriali sono spariti, altri proseguono stancamente, le stesse riviste cosiddette «d’autore» non se la passano troppo bene. Certo, nel 1982 era arrivato, sempre per Bonelli, un personaggio innovativo come Martin Mystère, ma il suo fascino era forse troppo intellettuale,rimaneva relativamente elitario. Dylan Dog, invece, è viscerale, «di pancia». Come la musica heavy metal dei Metallica, che proprio nel 1986 pubblicano uno dei loro album più imporranti, Master of Puppets.

Una scrittura perfetta (Sclavi è un eccezionale sceneggiatore), ricca di immagini coinvolgenti, perfettamente rese da disegnatori bravissimi e innovativi (da Stano a Luigi Piccatto, da Giampiero Casertano a Bruno Brindisi a Corrado Roi, per citarne alcuni). «Per me Sclavi ha colto lo spirito di un’epoca, di una generazione,come solo i più grandi autori (in generale, non solo i fumettisti) hanno fatto. Ha saputo raccontare se stesso, il Paese, il fumetto, in una grande operazione che ha fuso fumetto cosiddetto d’autore e fumetto (sempre cosiddetto) popolare» ha detto il regista Giancarlo Soldi, amico di Sclavi e fra l’altro autore del documentario su di lui Nessuno siamo perfetti, uscito nel 2014.

Come molte serie a fumetti italiane anche quella di Dylan Dog è ambientata all’estero, ma in realtà la sua Londra è la Milano di Dino Buzzati, poetica e onirica. Buona parte dello staff attuale delle serie è cresciuto leggendo Dylan Dog. «Ero timidissima. Ero quella che vestiva sempre di nero, parlava poco e pensava troppo, aveva tre cani e nove gatti e viveva nell’ultima casa a sinistra, e non sto scherzando – ha detto qualche anno fa Barbara Baraldi, attuale curatrice del fumetto –. I miei migliori amici erano i libri. E infine è arrivato Dylan Dog: lì ho trovato il mio mondo e mi sono sentita per la prima volta compresa. L’horror faceva scomparire l’orrore della quotidianità,non ero più sola».

La serie inizia in sordina, ma il successo, nei primi Novanta, è enorme, tanto che per alcuni anni la casa editrice organizza a Milano il festival cinematografico Dylan Horror Fest,portando nel capoluogo lombardo noti attori e registi del genere, come Wes Craven, che in onore del personaggio chiama Dylan il figlio della protagonista del settimo film della famosa serie Nightmare, da lui ideata, che esce nel 1994. Se le vendite adesso sono lontane da quelle di trenta e passa anni fa, «Dylan Dog» è sempre un fumetto di successo, con oltre venti albi di nuove storie (fra serie regolare mensile e speciali) prodotti ogni anno. Un meraviglioso orrore senza fine.

Nell'immagine: il personaggio di Dylan Dog (Archivio Corsera). 

Su «la Lettura» #771, solo oggi in edicola e sempre disponibile in questa App, la graphic novel di Stefano Priarone e Renato Riccio è un doppio omaggio: a Dylan Dog, che compie 40 anni, e al film «Scream» (1996), che festeggia 30 anni, entrambi entrati nell'immaginario collettivo. L'extra di domani nell'App sarà dedicato proprio al film di Wes Craven.    

5 set 2026 | 20:38

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