Teatro Stabile di Bolzano, la nuova stagione 2026/27: «Quando il gioco si fa puro»
Corriere della Sera - Cultura

Teatro Stabile di Bolzano, la nuova stagione 2026/27: «Quando il gioco si fa puro»

Sabato 5 settembre 2026
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Bressanone, Merano, Brunico, Vipiteno e Bassa Atesina: la rassegna teatrale riparte all’insegna del decentramento. Il via con «Madre Courage e i suoi figli»

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Teatro Stabile di Bolzano, la nuova stagione 2026/27: «Quando il gioco si fa puro»

di Silvia M. C. Senette

Bressanone, Merano, Brunico, Vipiteno e Bassa Atesina: la rassegna teatrale riparte all’insegna del decentramento. Il via con «Madre Courage e i suoi figli»

Con l’obiettivo dichiarato nello slogan del prossimo cartellone di illuminare la provincia attraverso «il gioco puro» della scena, il Teatro Stabile di Bolzano riaccende le luci sul territorio e lancia una stagione di decentramento 2026/27 vivace, radicata e ambiziosa. «“Quando il gioco si fa puro” è il motto di una ripartenza che vuole azzerare la distanza tra centro e periferia, proponendo cartelloni capaci di unire nomi di primissimo piano, riletture dei classici e drammaturgia contemporanea». Nelle parole del nuovo direttore, Andrea Cerri, il senso di questa manovra culturale risiede nell’idea che «il teatro sia un gioco serio capace di farci guardare il mondo da angolazioni sempre nuove, rafforzando al tempo stesso l’impegno e il dialogo continuo con le istituzioni per mantenere saldo il presidio culturale e offrire ovunque una proposta da grande città».

L'inaugurazione

Un filo rosso unisce tutte le piazze: per Bressanone, Merano, Brunico, Vipiteno e Bassa Atesina, l’appuntamento comune d’inaugurazione si trasferisce nella Sala Grande del Teatro Comunale di Bolzano. Il 20 ottobre alle 19.30 - per la Bassa Atesina il 25 ottobre alle 16 - il sipario si apre in anteprima nazionale sulla grande produzione dello Stabile Madre Courage e i suoi figli di Bertolt Brecht. Lunetta Savino guida un numeroso cast diretto da Leo Muscato per un allestimento dal sapore popolare ed emotivo arricchito dalle musiche dal vivo di Paul Dessau interpretate da Giua. Per tutte le comunità è previsto un servizio di navetta gratuito riservato agli abbonati.

Le location

A Vipiteno si parte ufficialmente già il 15 ottobre alle 19.30 al Teatro Comunale con Arrivano i dunque di Alessandro Bergonzoni, acrobazia verbale diretta con Riccardo Rodolfi, per chiudere il 20 aprile con la vitalità tersa della danza ne Le quattro stagioni della Compagnia Opus Ballet. Brunico alza il sipario locale il 27 ottobre alle 20.30 al Nobis con Paolo Calabresi e Carolina Di Domenico in Tutti gli uomini che non sono, istrionico cammino tra le sue clamorose metamorfosi in Nicolas Cage o Marilyn Manson, e saluta il pubblico il 16 aprile con la danza di Stefania Menestrina in La luna sui nossi monti. A Bressanone il Forum debutta il 29 ottobre alle 20.30 ancora con la surreale prova di Calabresi, per congedarsi il 15 aprile con Le quattro stagioni.

A Merano il sipario del Puccini si apre il 30 ottobre alle 20.30 sempre con Calabresi e cala il 17 aprile con le note vivaldiane firmate da Opus Ballet. Nella Bassa Atesina la rassegna sul territorio prende il via il 27 novembre alle 20.30 al Teatro di San Giacomo con L’invidia dell’orso di Angela Dematté e si completa il 18 aprile nello stesso teatro con la Compagnia Opus Ballet.
Tutti i cartelloni condivideranno l’inchiesta civile Autoritratto di Davide Enia sulle stragi mafiose, l’ironico e spietato Le Dieu du carnage di Yasmina Reza diretto da Antonio Zavatteri, la freschezza comica di Scaramuccia firmata Stivalaccio Teatro, le riflessioni generazionali sulle sfide genitoriali di Lungs/Polmoni con Gigio Alberti e Maria Amelia Monti, Amleto a pranzo e a cena con Oscar De Summa e il concerto per danzatrici e musicisti Mbira di Roberto Castello.

Gli spettacoli 

Non mancano le peculiarità per singole aree geografiche. Merano si aggiudica in esclusiva la prima regionale di Luca Zingaretti in Marco Polo e le città invisibili: un thriller psicologico diretto da Giuseppe Dipasquale. Vipiteno gode invece in solitaria del monologo di Valerio Aprea tratto da Sandro Bonvissuto e della favola in danza Cenerentola, una storia italiana di Fabula Saltica, mentre Bressanone accoglie l’esclusiva commedia Tre variazioni sulla vita con Ugo Dighero per la regia di Luigi Saravo e Brunico ospita in esclusiva l’indagine sulla tradizione canora dei cori di montagna firmata da Stefania Menestrina. La Bassa Atesina vanta una programmazione unica che comprende Rocco Papaleo guidato da Serena Sinigaglia in Scheda bianca dal romanzo di José Saramago, oltre alle magnifiche architetture comiche goldoniane di Una delle ultime sere di Carnovale con Natalino Balasso per la regia di Valerio Binasco e Le smanie per la villeggiatura dirette da Giorgio Sangati.

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