Facciamo il ballottaggio, ma di collegio
Facciamo il ballottaggio, ma di collegio
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Caro Aldo,
il governo Meloni batte il record di longevità... Perché allora tanta ostinazione per cambiare l’attuale legge elettorale con la motivazione della stabilità nel governare?
Cosimo Bianco
Arriverà il giorno in cui saranno gli elettori a scegliere gli eletti? Almeno serva a questo la nuova legge elettorale...
Maurizio Colli
Cari lettori,
nel comprensibile disinteresse dell’opinione pubblica, che ha altri problemi, la maggioranza si sta facendo la legge elettorale seguendo in tempo reale i sondaggi. Il campo largo non ha un leader condiviso? E noi mettiamo nella legge l’obbligo di indicare il leader di coalizione. Vannacci cresce nei sondaggi, il centrodestra potrebbe non prevalere al primo turno? E noi inseriamo il ballottaggio per recuperare i voti di Vannacci al secondo.
Ora, non si pretende di vivere nel Regno Unito, dove ci sono i collegi uninominali a turno unico dal 1885. Né in Francia, dove il doppio turno di collegio è in vigore dal 1958 (a parte l’esperimento proporzionale voluto da Mitterrand nel 1986). Né in Germania e in Spagna, dove il sistema elettorale è lo stesso da quando è tornata la democrazia. Ma non è possibile che ogni maggioranza si faccia la propria legge elettorale. Stavolta poi si stanno toccando livelli di spudoratezza mai visti da quando Calderoli definì «una porcata» la sua stessa legge (da allora Porcellum). Quando poi il centrosinistra ha provato a farsi la sua, se l’è fatta bocciare dalla Corte Costituzionale. Ora il campo largo dovrebbe raccogliere la sfida. Volete il ballottaggio? Benissimo; facciamolo, ma collegio per collegio. Certo, ci sarebbe il rischio di far scegliere l’eletto dagli elettori. È vero che il candidato lo designa la coalizione (magari con le primarie); però poi i cittadini scelgono, e di questi tempi quasi ogni collegio diventa contendibile. In fondo il maggioritario fu introdotto da un referendum elettorale nel 1993. I pastrocchi successivi sono avvenuti sulla testa del popolo elettore.
5 settembre 2026
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