Centro storico, cronaca di una morte annunciata: a Breno il monologo di Paolo Bornatici
Corriere della Sera - Cultura

Centro storico, cronaca di una morte annunciata: a Breno il monologo di Paolo Bornatici

Sabato 22 agosto 2026
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Sabato alle 21.30 l'attore teatrale di Sonico porta in scena il «racconto tragicomico di un mondo che non c'è più»

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Centro storico, cronaca di una morte annunciata: a Breno il monologo di Paolo Bornatici

di Eletta Flocchini

Sabato alle 21.30 l'attore teatrale di Sonico porta in scena il «racconto tragicomico di un mondo che non c'è più»

Il teatro, la canzone d’autore, la vita vera. Difficile tracciare un confine tra arte e realtà, rappresentazione e verità del mondo. Anzi, forse è proprio là dove la separazione si attenua e tutto si mescola, consapevolmente, che nascono gli spettacoli più intriganti e autentici.
Il Festival dallo Sciamano allo Showman, promosso dal Centro Culturale Teatro Camuno e diretto da Nini Giacomelli, da sempre gioca su queste miscele, divertendosi a sparigliare le carte e a sorprendere. La nuova occasione sarà questa sera al Castello di Breno alle 21.30, con «C’era una volta il centro storico. Cronaca di una morte annunciata», spettacolo di e con Paolo Bornatici.

Originario di Sonico, dopo una lunga latitanza per ragioni professionali dalla Valle Camonica, da qualche tempo è tornato a vivere nel luogo delle sue radici, che lo ha ispirato nell’ideazione e scrittura di uno spettacolo ironico ma dalla forte impronta civile.
«In scena - racconta l’autore e interprete - do voce ai centri storici senza voce. L’idea è nata dalla mia esperienza personale: quando sono tornato a Sonico dopo anni di assenza, ho trovato un centro storico completamente spento: niente più botteghe, osterie, negozi. Mi sono reso conto che le attività del centro erano sparite. Dopo una ricerca lunga due anni e l’aiuto di alcuni testimoni, ho deciso di costruire un racconto che in qualche modo gioca sull’individuazione del colpevole di questo “omicidio” sociale e sul processo giudiziario che ne deriva».

Spopolamento, abbandono, degrado: è il destino comune di molti centri storici, sopratutto nelle aree periferiche. «Lo spettacolo, sottoforma di monologo con inserzioni di musica e canto, è un racconto tragicomico - sottolinea Paolo Bornatici - che si dipana tra vecchie locande, fiaschetterie, vicende e personaggi di un mondo che non c’è più. E scomparendo, è svanita anche l’identità di un luogo e il suo legame con la comunità».

Ma in questo viaggio fra passato e presente, sulle tracce di un patrimonio collettivo che intreccia dimensione sociale, spazi pubblici e tradizioni, l’autore rifugge la retorica: «racconto una situazione reale, che con il passare del tempo e l’avvento di nuovi luoghi aggregativi e commerciali, si è resa sempre più evidente, ma ho scelto di farlo con umorismo».

 Presidente della Pro Loco di Sonico e direttore artistico del festival di arte circense «GirovagArte», Paolo Bornatici nella vita di tutti i giorni si dedica concretamente alla valorizzazione del territorio e alla promozione di iniziative culturali. Uno spirito condiviso con la kermesse «Dallo Sciamano allo showman» che ospita lo spettacolo: «Il nostro festival - sottolinea Nini Giacomelli - sin dall’esordio ventiquattro anni fa, si distingue per la sua capacità di valorizzare il territorio attraverso una proposta culturale originale, trasversale e identitaria».

E lo dimostra il teatro dell’autore camuno Paolo Bornatici che nel suo spettacolo, capace di unire umorismo e profondità, invita il pubblico a sorridere, riflettere e riscoprire il valore della memoria collettiva. «Sulla possibilità di ridare vita ai centri storici non perdo la speranza: un modo per valorizzare l’identità dei nostri paesi esiste». Per scoprirlo, bisognerà attendere il finale dello spettacolo (ingresso gratuito, su prenotazione).

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22 agosto 2026

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