A Palazzolo la musica sperimentale di Lino Capra Vaccina
L'ex collaboratore di Franco Battiato si esibirà martedì 25 alle 21 nel contesto del festival di world music «Etno tracce»
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A Palazzolo la musica sperimentale di Lino Capra Vaccina
di Pietro Keller CassettiL'ex collaboratore di Franco Battiato si esibirà martedì 25 alle 21 nel contesto del festival di world music «Etno tracce»
Nessuno sforzo umanamente possibile consentirebbe di comprimere tutto l’ascolto di una canzone in un medesimo momento. La durata è una condizione necessaria al suono e al modo in cui esso si dispiega. Di quest’ultimo fa parte anche il silenzio: lungi da essere «vuota» assenza, gli intervalli fra le note fanno parte anch’essi della «pienezza» della melodia. Il perché è presto detto: cinque secondi di silenzio prima di un gong sono tutt’altra cosa di cinque secondi dopo di esso. Quel nuovo silenzio è gravido di conseguenza, attesa e, infine, interruzione.
«Il suono senza il silenzio non esisterebbe, l’origine del suono è il silenzio ed è anche la sua fine, nasce e torna a quella dimensione». Sono le parole di Lino «Capra» Vaccina, il musicista di Barletta che ha fatto della ricerca sulla relazione fra suono e silenzio e sulla loro dimensione metafisica il fulcro di una lunga carriera. La sua elettronica ha influenzato profondamente l’area sperimentale della musica italiana fra gli anni ’70 e gli ’80; ed ha anticipato tendenze che sarebbero poi divenute centrali in tutto il mondo, come quella della musica etnica, o «world music». Vaccina è uno degli ospiti più attesi di «Etno-tracce», il festival musicale la cui ottava edizione è iniziata nei giorni scorsi in Franciacorta. Si esibirà martedì alle 21 a Palazzolo sull’Oglio, nel più che adatto contesto del Parco delle Tre ville. L’ingresso è gratuito.
«Gira, Capra, gira!»: era il 1973 e Franco Battiato si riferiva al nastro registratore. «Gira!», assentì Lino, e il breve scambio divenne per errore l’incipit leggendario di «Gil», la jam che segnò la loro prima collaborazione. L’influenza di Vaccina sulla musica di Battiato però è andata oltre i loro pochi sodalizi musicali: i due frequentarono insieme la «scuola filosofica» di Henri Tomasson, discepolo a sua volta del mistico armeno Georges Gurdjieff. Da lì l’elaborazione di un programma musicale fondato su strumenti analogici come il gong e il vibrafono, e interessato da un lato al minimalismo del ritmo, dall’altro alle contaminazioni fra melodie mediterranee, africane e asiatiche. Il risultato più compiuto di questa ricerca fu l’album «Antico Adagio», pubblicato nel 1978 e considerato il capolavoro di Vaccina, che l’anno successivo entrò a far parte dell’Orchestra della Scala come percussionista.
Il concerto di martedì proporrà i tre brani «Sacred essence», «Ellipsis» e «From the birth of time», facenti parte dell’ultimo lavoro del settantatreenne, «Syn.Thesis» (2024). Il disco torna alle origini della musica di Vaccina, che ha scelto di riprendere in mano il korg impiegato nei suoi esperimenti giovanili con Battiato.
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22 agosto 2026
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