Mart di Rovereto, il presidente Vittorio Sgarbi traccia la rotta: nel piano la mostra su Alighiero Boetti
Corriere della Sera - Cultura

Mart di Rovereto, il presidente Vittorio Sgarbi traccia la rotta: nel piano la mostra su Alighiero Boetti

Sabato 22 agosto 2026
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Il vertice: «Nessun dietrofront, accolte dalla direttrice le nostre osservazioni». Resta da valutare l’esposizione dedicata alle mele

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Mart di Rovereto, il presidente Vittorio Sgarbi traccia la rotta: nel piano la mostra su Alighiero Boetti

di Luca Malossini e Dafne Roat

Il vertice: «Nessun dietrofront, accolte dalla direttrice le nostre osservazioni». Resta da valutare l’esposizione dedicata alle mele

A sinistra, Sgarbi, presidente del Mart. Accanto gli spazi del museo

«Il cda non ha fatto alcun dietrofront, nel nuovo piano della direttrice sono state accolte le nostre osservazioni. Quindi, alla fine lo abbiamo approvato». Il presidente del Mart, Vittorio Sgarbi, dopo le polemiche, vuole ridare al Museo di Rovereto una guida sicura. Basta tensioni, basta inutili contrapposizioni. «Con Forti i rapporti sono buoni», ci tiene a rimarcare Sgarbi, accompagnato dal vicepresidente Silvio Cattani. E con la Provincia? «Massima riconoscenza, mia e dell’intero cda, nei confronti del presidente Maurizio Fugatti per la sua costante attenzione in questi sette anni», dice. Il presidente evidenzia poi che «il ruolo del cda non è di semplice ratifica. Siamo stati nominati dalla giunta provinciale per tutelare e valorizzare gli impegni della Provincia in campo culturale. Proprio per questo la valutazione sull’attività svolta dal direttore è competenza del consiglio d’amministrazione. Ovviamente all’interno di un dialogo con questa figura che è strategica per il museo».

La monografica su Boetti

Quindi, adesso si riparte e lo si fa perché le cose sono cambiate rispetto a luglio, quando il piano della direttrice era stato sospeso perché carente soprattutto nella parte legata alla previsione delle spese. Infatti, il nuovo programma di Forti contiene il passaggio chiave che ha poi portato il cda a votarlo all’unanimità: la mostra monografica, da fare a cavallo tra il 2027 e il 2028, dedicata ad Alighiero Boetti, protagonista riconosciuto dell’Arte Povera e Concettuale degli anni Sessanta e Settanta. Un artista che ha saputo anticipare temi cardine della contemporaneità internazionale, come l’identità, il nomadismo culturale, la globalizzazione. Mostra, questa, voluta da Sgarbi e Cattani.

«Nessun pregiudizio»

L’esposizone, di alto livello artistico, era stata proposta da Sgarbi già nella seduta del Consiglio del primo luglio. Era importante per dare un segnale di valore nel panorama contemporaneo e ora è stata accolta dalla direttrice. «Un segnale di attenzione», dicono Sgarbi e Cattani. Nessuna contrarietà o pregiudiziale a Forti, quindi? «Assolutamente no», assicura Sgarbi, che dopo settimane di fibrillazioni interne ha deciso di rompere il silenzio. «La nomina di Forti non è arrivata senza l’approvazione di Sgarbi, dire che c’è un pregiudizio a priori è fuorviante», tiene a precisare Cattani e ricorda «che il Cda si è espresso all’unanimità e ha sospeso la valutazione per motivi tecnici, poi il presidente Sgarbi è entrato nel merito di alcune mostre. È la figura cardine, non si può dimenticare cosa ha fatto il Mart in questi sette anni sotto la sua guida. Il Cda di Sgarbi, che è il rappresentante legale — giusto precisarlo — valuta periodicamente le attività del museo e continuerà a farlo». Ma cosa non ha convinto del programma della neo direttrice?

Attesa sulle altre esposizioni

«C’erano alcune proposte ambiziose, ma incerte», sintetizza il critico d’arte. Aveva sollevato qualche perplessità anche la mostra delle mele, esposizione che coinvolgerebbe Trentino Marketing: «Valuteremo», afferma il presidente. Mentre parla sposta alcuni fogli, quelli del programma, forse. Ci sono altre due esposizioni sulle quali il Cda mantiene una posizione d’attesa: quella sulla fotografia giapponese e un’altra sull’arte africana: «Sono molto interessanti ma abbisognano di alcuni approfondimenti», chiarisce Sgarbi. Le proposte ora verranno vagliate dal Comitato scientifico, che sarà composto non più da tre persone, ma da cinque, come sollecitato dall’assessora Francesca Gerosa. «Sarà integrato», dice Sgarbi. Il programma è stato approvato, si va avanti quindi, perché la Provincia deve procedere e «l’attività museale non poteva essere bloccata».

Sgarbi e il «fuori programma» a Rovereto

Ma cosa è cambiato quindi da luglio ad oggi? Le cifre. «Quando si fanno mostre importanti il Consiglio deve sapere dove si va a finire anche in termini di costi», sintetizza il vicepresidente. Su un punto Sgarbi vuole fare chiarezza. Il suo arrivo lunedì a Rovereto non era previsto. «Non c’è stata alcuna convocazione», afferma. Il presidente del Mart è partito da Cortina con il chiaro obiettivo di cercare di ricomporre il dialogo e riportare un clima più distensivo all’interno del museo che resta una delle realtà di arte contemporanee più prestigiose d’Europa. «Volevo risolvere», dice. E ora si guarda avanti con una monografica importante come quella di Boetti, capace di attrarre l’interesse dei visitatori e della critica internazionale. Un fiore all’occhiello per un Mart che punta a continuare a crescere.

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