Pietralata tra letteratura e cinema
Corriere della Sera - Cultura

Pietralata tra letteratura e cinema

Venerdì 21 agosto 2026
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La borgata, realizzata dal regime fascista e che oggi appartiene al Quarto Municipio, è diventata negli anni quasi la borgata romana per antonomasia, tanto da essere raccontata in romanzi, film e saggi, da Pasolini a Federico Fellini

Sabato 22 agosto 2026

Pietralata tra letteratura e cinema

La borgata, realizzata dal regime fascista e che oggi appartiene al Quarto Municipio, è diventata negli anni quasi la borgata romana per antonomasia, tanto da essere raccontata in romanzi, film e saggi, da Pasolini a Federico Fellini

di Giuseppe Pollicelli

Pietralata è una vasta zona di Roma (poco meno di 6 km² per quasi 30.000 abitanti) situata a nord-est della città e delimitata dalla via Tiburtina a est e dalla via Nomentana a ovest. Divenuta nel 1961 il ventunesimo quartiere della Capitale(dopo avere avuto per ventinove anni, dal 1932 fino appunto al 1961, la denominazione di Suburbio II Nomentano) e attualmente appartenente al Quarto Municipio, era in origine un’estesa porzione dell’agro romano - il suo nome è una corruzione del latino «prata lata», cioè «ampi prati» - caratterizzata dalla presenza di boschi, terreni pianeggianti, colline da cui spesso si estraevano il tufo e la pozzolana (due delle strade più antiche e più lunghe del quartiere si chiamano difatti via dei Monti di Pietralata e via delle Cave di Pietralata) e dall’essere attraversata dal fiume Aniene. 

Se oggi, dopo l’intensiva e caotica urbanizzazione verificatasi dagli anni Cinquanta in avanti, il quartiere appare molto differenziato nelle sue diverse parti (con il segmento più vicino al centro, quello dove sorge la Stazione Tiburtina e dove la Roma vorrebbe costruire il suo stadio, che sta mutando tumultuosamente fisionomia), per lungo tempo la notorietà di Pietralata, anche al di fuori dei confini romani, è dipesa dal fatto che il suo territorio ospitava, in prossimità della via Tiburtina, una delle dodici borgate ufficiali fatte realizzare, tra il 1930 e il 1937, dal regime fascista.

Forse per la sua non eccessiva distanza dal centro, che la rendeva più facilmente visitabile da intellettuali, giornalisti, fotografi e operatori sociali, quella di Pietralata è presto divenuta la più celebre delle borgate mussoliniane, quasi la borgata romana per antonomasia,tanto da essere raccontata o almeno citata in romanzi, film e saggi con una frequenza nettamente superiore rispetto alle altre. 

Già nel 1947 il regista Luigi Zampa vi gira il film, di grande successo all’epoca, L’onorevole Angelina, in cui Anna Magnani è un’agguerrita donna del popolo che si batte per i diritti dei baraccati, tanto da meritarsi il soprannome di «sindachessa di Pietralata». Quindi è la volta di Pier Paolo Pasolini, che a Pietralata fa muovere i personaggi dei suoi due romanzi romani, Ragazzi di vita (1955) e Una vita violenta (1959), oltre a interpretare il ruolo del Monco nel film di Carlo Lizzani Il gobbo (1960), nominalmente ambientato al Quarticciolo ma in realtà quasi interamente girato a Pietralata. 

Dopo L’onorevole Angelina, Pietralata fungerà da set, per una o più sequenze, di un elevato numero di pellicole, tra le quali ricordiamo Un giorno in pretura (1954) di Steno, con la famosa scena di Alberto Sordi che fa il bagno nell’Anienementre dei ragazzi gli gridano «America’, facce Tarzan!»; Le notti di Cabiria (1957) di Federico Fellini; Ladro lui, ladra lei (1958) di Zampa; Una vita violenta di Paolo Heusch e Brunello Rondi, tratto nel 1962 dall’omonimo romanzo pasoliniano; Roma violenta (1975) di Marino Girolami; La macchinazione (2016) di David Grieco; Go Home - A casa loro (2018) di Luna Gualano e Adagio (2023) di Stefano Sollima.

Tornando alla letteratura, ne La storia (1974) di Elsa Morante, Ida e il figlio Useppe, dopo il bombardamento del quartiere di San Lorenzo del 19 luglio 1943, vengono sfollati a Pietralata;e Tommaso, il protagonista del romanzo di Walter Siti Resistere non serve a niente (Rizzoli 2012; premio Strega nel 2013), è originario di Pietralata. Non va poi dimenticato che nel 1968 il maestro elementare Albino Bernardini aveva pubblicato Un anno a Pietralata (edizioni Conoscenza) incentrato sulla sua esperienza di insegnante in borgata, libro che verrà anche adottato come testo scolastico e che nel 1973 genererà lo storico sceneggiato della Rai Diario di un maestro di Vittorio De Seta. Per chi volesse approfondire la storia e le vicende di Pietralata, due sono le monografie imprescindibili: Pietralata di Emiliana Camarda (Franco Angeli, 2007) e Pietralata Story di Luigia Spadano (Ponte Sisto, 2019).

Nell'immagine: Anna Magnani nella borgata di Pietralata in un fotogramma del film «L'onorevole Angelina» (1947) di Luigi Zampa.

Su «la Lettura» «769, oggi in anteprima nell'App e solo domenica 23 in edicola, Giuseppe Pollicelli ha scoperto dove si colloca la località immaginaria di cui Pier Paolo Pasolini scrive nel romanzo del 1959, «Una vita violenta». La sua posizione sulla mappa di Roma sembrava un mistero. Ora l'autore dell'articolo l’ha scovata sulla riva dell'Aniene...

21 agosto 2026 ( modifica il 21 agosto 2026 | 20:00)

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