Checco Zalone, Gianni Canova racconta il segreto della sua comicità in un libro
Venerdì 21 agosto alle 17, nella Sala dei Pini dell’Hotel Milano di Castione della Presolana, la presentazione del nuovo libro dedicato ai meccanismi della comicità dell’attore pugliese. Ingresso libero
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Checco Zalone, Gianni Canova racconta il segreto della sua comicità in un libro
di Cosimo MazzottaVenerdì 21 agosto alle 17, nella Sala dei Pini dell’Hotel Milano di Castione della Presolana, la presentazione del nuovo libro dedicato ai meccanismi della comicità dell’attore pugliese. Ingresso libero
La copertina del libro di Gianni Canova: Checco Zalone. Da «Cado dalle nubi» a «Buen Camino», di cosa ridiamo quando ridiamo di lui
C’è chi ride per gli strafalcioni, chi per la faccia impassibile con cui riesce a pronunciare l’indicibile e chi, magari un istante dopo la battuta, si accorge che Checco Zalone stava prendendo in giro anche lui. Probabilmente una parte del segreto è proprio lì: nella capacità di far convivere la risata più immediata con uno specchio, non sempre lusinghiero, puntato sulle abitudini e sulle contraddizioni degli italiani.
A provare a capire che cosa faccia funzionare da quasi vent’anni questo meccanismo comico è Gianni Canova, che domani, venerdì 21 agosto alle 17, sarà nella Sala dei Pini dell’Hotel Milano di Castione della Presolana, per presentare il suo libro «Checco Zalone. Da Cado dalle nubi a Buen Camino, di cosa ridiamo quando ridiamo di lui», pubblicato da Sagoma Editore. L’ingresso all’incontro è libero.
Il punto di partenza è una domanda apparentemente semplice: perché Zalone fa ridere pubblici tanto diversi? Canova cerca la risposta ripercorrendone il cammino cinematografico, dall’esordio sul grande schermo con «Cado dalle nubi», nel 2009, fino a «Buen Camino». Un percorso che nel frattempo ha assunto le dimensioni di un fenomeno popolare difficilmente confrontabile con altri nel cinema italiano contemporaneo: proprio «Buen Camino», uscito lo scorso Natale e diretto da Gennaro Nunziante, ha superato i 68,8 milioni di euro, diventando il film con il maggiore incasso di sempre al box office italiano.
Ma i numeri raccontano quanto Zalone faccia ridere, non perché. Ed è su questo secondo interrogativo che si concentra Canova, andando a smontare il giocattolo per osservarne gli ingranaggi. Ci sono gli errori linguistici intenzionali, i rovesciamenti delle frasi e il ritmo delle battute. Ma soprattutto c’è un personaggio che può permettersi di attraversare pregiudizi, stereotipi e questioni sociali delicate proprio perché sembra non rendersi mai completamente conto di ciò che sta dicendo.
È l’apparente ingenuità a diventare così uno degli strumenti attraverso cui osservare la società italiana senza assumere il tono della predica. Zalone porta all’estremo tic, luoghi comuni e contraddizioni che appartengono al Paese e, mentre li deforma, li rende immediatamente riconoscibili. Si ride del personaggio, dunque, ma il dubbio è che qualche volta si rida anche perché in quella caricatura si riconosce qualcosa di molto meno estraneo di quanto vorremmo.
Il libro di Canova, realizzato con la complicità dello stesso Zalone e completato dalla postfazione del professor Alberto Mingardi, prova quindi ad andare oltre la superficie della battuta per indagare il lavoro sulla lingua e sui comportamenti che la rende possibile. Domani all’Hotel Milano sarà l’occasione per raccontare uno dei più clamorosi fenomeni della commedia italiana partendo dalla domanda più interessante. Non quanto ci faccia ridere Checco Zalone, ma di che cosa, esattamente, stiamo ridendo.
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20 agosto 2026
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