Dopo 100 anni stop al duello con l'Austria, Verona cede: le spoglie di Antonio Salieri rimarranno a Vienna. Il sindaco: «La cosa più importante è l’eco eterna della sua musica»
Il braccio di ferro andava avanti dal 1924. Il sindaco Paolo Longhi: «Nel 2025 per la prima volta Vienna ha avuto più di un occhio di riguardo per Legnago. Ora la battaglia per le spoglie ha perso significato»
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Dopo 100 anni stop al duello con l'Austria, Verona cede: le spoglie di Antonio Salieri rimarranno a Vienna. Il sindaco: «La cosa più importante è l’eco eterna della sua musica»
di Marianna PelusoIl braccio di ferro andava avanti dal 1924. Il sindaco Paolo Longhi: «Nel 2025 per la prima volta Vienna ha avuto più di un occhio di riguardo per Legnago. Ora la battaglia per le spoglie ha perso significato»
A sinistra Antonio Salieri, a destra l’ambasciatore Giovanni Pugliese, il sindaco di Legnago Paolo Longhi e il console Francesco Perale
È un braccio di ferro cominciato nel 1924 e andato avanti per più di un secolo, tra richieste ufficiali, rifiuti viennesi, comitati, ambasciatori e, da ultimo, persino l’intervento del ministro degli Esteri. Adesso Legnago è pronta alla tregua: le spoglie di Antonio Salieri resteranno a Vienna. E a mettere la parola fine alla lunga contesa è il sindaco Paolo Longhi, arrivato alla conclusione che continuare a reclamare i resti del compositore nato a Legnago il 18 agosto 1750 non abbia più molto senso. «Credo sia giunto il momento di rinunciare a una pratica che ormai aveva quasi assunto i toni di una barzelletta. Se per cent’anni ti rispondono che la salma non te la danno, insistere sembrava più un gioco delle parti che una cosa effettivamente voluta».
Il primo tentativo documentato
Il primo tentativo documentato risale appunto al 1924. «Ho trovato gli incartamenti in cui l’allora podestà aveva richiesto a Vienna di poter riavere le spoglie di Salieri - racconta il primo cittadino -. Il compositore morì nella capitale austriaca il 7 maggio 1825 e da allora è rimasto legato alla città nella quale aveva trascorso quasi sessant’anni». La prima istanza legnaghese rimase senza risposta. Da allora il Comune tornò più volte alla carica, senza riuscire a scalfire la posizione di Vienna. «Le richieste che si sono susseguite nel tempo sono state tutte cassate» continua Longhi. Dalla capitale austriaca, spiega, non arrivava alcuna apertura né sulla traslazione né sulla gestione della sepoltura: «Ci facevano capire che Salieri sarebbe rimasto lì e che della sua tomba si sarebbero occupati loro». E così, amministrazione dopo amministrazione, è rimasta aperta l’idea di trasferire i resti nel duomo della città natale. La richiesta è stata rilanciata più volte anche dal comitato «Legnago per Salieri», presieduto da Loretta Paola Giacomelli, e dal 2011 dai sindaci che si sono succeduti alla guida della città.
L'ultimo tentativo
Longhi stesso, sollecitato dagli appassionati del compositore, ha presentato una nuova istanza. Ed è stato l’ultimo tentativo, nel 2025, a portare la questione molto più lontano di quanto fosse mai arrivata: la deputata veronese di Forza Italia Paola Boscaini è riuscita a coinvolgere direttamente il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani e nella partita è entrato direttamente l’ambasciatore italiano in Austria Giovanni Pugliese. «Mi ha chiamato e si è dato molto da fare presso le autorità austriache. Per la prima volta Vienna ha preso la richiesta più sul serio». Non abbastanza da ottenere le spoglie, ma abbastanza da cambiare il clima di un rapporto rimasto per decenni piuttosto freddo. Nel 2025, per il bicentenario della morte di Salieri, il sindaco Longhi è stato invitato alle celebrazioni viennesi ed è stato ricevuto a Palazzo Metternich, sede dell’ambasciata italiana, dove è stata collocata anche una targa. Dopodiché ha visitato la tomba del compositore allo Zentralfriedhof: «Era in stato perfetto, sistemata molto bene. E Vienna ha organizzato un bicentenario straordinario». Alle celebrazioni ha partecipato perfino il maestro Riccardo Muti, cittadino onorario di Legnago. Un altro segnale di comunione tra le due città ha viaggiato anche in direzione opposta: il 7 ottobre, quando il Teatro Salieri ha ospitato «Falstaff ossia Le tre burle», uno degli appuntamenti centrali dell’anno dedicato al compositore, anche Vienna ha partecipato con una propria rappresentanza. «Per la prima volta Vienna ha avuto più di un occhio di riguardo per Legnago». È anche alla luce di questo nuovo rapporto che per Longhi la secolare battaglia per le spoglie ha perso significato. In più, a rafforzare la sua convinzione è stato l’incontro con Ernesto Monsalve, direttore d’orchestra spagnolo e autore della biografia “Antonio Salieri. L’uomo che non uccise Mozart”. «Ha recuperato la circostanza per la quale, in una delle sue lettere, Salieri confessava che avrebbe voluto essere sepolto a Vienna». Una volontà che il sindaco considera del tutto coerente con la vita del compositore: «Non faccio fatica a crederlo, perché tutta la sua famiglia ha vissuto sempre lì».
La storia di Salieri
Salieri arrivò a Vienna nel 1766, a sedici anni, già orfano di entrambi i genitori, al seguito del compositore Florian Leopold Gassmann. Nella capitale asburgica costruì la propria carriera fino a diventare Kapellmeister della corte imperiale, si sposò ed ebbe sette figli. «A Vienna sono sepolti sua moglie e la sua stirpe. Dal punto di vista storiografico, delle volontà di Salieri e della vicinanza con tutto ciò che lui amava, penso sia più giusto che le sue spoglie continuino a riposare lì». Legnago rinuncia dunque alla traslazione e concentra altrove la propria battaglia: sulla musica e sulla figura storica del compositore, ancora gravata dalla leggenda dell’invidioso rivale e assassino di Mozart. Longhi aveva già trasformato l’ostinazione cittadina per le spoglie in materia teatrale: nel dicembre 2025 la Compagnia Poco Stabile Mario Crocco, della quale fa parte il primo cittadino, ha messo in scena “Salieri, il ritorno”. «Abbiamo giocato proprio sulla bramosia di Legnago di avere i suoi resti. La cosa più importante, in realtà, non è avere una cassettina di ossa, quanto il ricordo e soprattutto l’eco eterna della sua musica».
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20 agosto 2026 ( modifica il 20 agosto 2026 | 18:37)
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