La parola può anche ingannare: non chiamiamoli evasori ma ladri
Nel 2015 l’evasione stimata ammontava a 106 miliardi di euro e nel 2023, ultimo dato disponibile, a 110. Tutte risorse sottratte a ospedali, scuole, polizia, lavori pubblici di cui usufruisce chi paga le tasse e chi non lo fa
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La parola può anche ingannare: non chiamiamoli evasori ma ladri
Paolo Fallai | 18 agosto 2026Nel 2015 l’evasione stimata ammontava a 106 miliardi di euro e nel 2023, ultimo dato disponibile, a 110. Tutte risorse sottratte a ospedali, scuole, polizia, lavori pubblici di cui usufruisce chi paga le tasse e chi non lo fa
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Le parole sono importanti per aiutarci a comprendere la realtà, ma alcune si presentano con equivoci inquietanti. Pensate alla parola evasione, nome d’azione derivato dal latino evadĕre, che significa letteralmente «andar fuori» o «uscire». In origine, indicava solo l’azione fisica di scappare o fuggire da un luogo chiuso. Facile vedere come ci abbia poi aiutato a definire le fughe dal carcere e in generale dai luoghi di detenzione.
Nel corso del tempo, la parola ha esteso il suo raggio d’azione a sfumature metaforiche, giuridiche e burocratiche. Tra le più importanti l’aspetto psicologico dove l’evasione identifica l’allontanamento mentale dalle preoccupazioni quotidiane. Avete presente quando parliamo di «letteratura d’evasione»? Insomma, la leggerezza, lo svago. La burocrazia si è poi impossessata di questo termine per descrivere il disbrigo delle pratiche, quei fascicoli che una volta lavorati «evadono» dall’ufficio.
E veniamo alla definizione dove evasione suona proprio in modo stonato: l’azione di sottrarsi illegalmente al pagamento delle tasse, intesa come un «fuggire» dai propri obblighi verso lo Stato.
Ha ricordato Ferruccio de Bortoli che circa un italiano su due, il 46 per cento, non paga un euro di Irpef e usufruisce di servizi gratuiti o agevolati: «Solo nel 2024 il costo delle esenzioni legate all’Isee è stato di 190 miliardi. Siamo veramente così poveri? Possiamo permettercelo ancora a lungo nel Paese che ha una grande evasione e si gioca d’azzardo 3mila euro a testa, neonati compresi?».
Nel 2015 l’evasione stimata di Irpef, Ires, Irap, Iva, Imu e contributi Inps ammontava a 106 miliardi di euro, nel 2019 a 103, nel 2022 a 100 e nel 2023, ultimo dato disponibile (e primo anno del governo Meloni) a 110. Tutte risorse sottratte a ospedali, scuole, polizia, lavori pubblici di cui usufruisce chi paga le tasse e chi non lo fa. E allora perché li chiamiamo evasori? Sarebbe più semplice ed efficace definirli per quello che sono: ladri.
18 agosto 2026
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