Marco Cavazzin, festa a Locarno per «Mutrion»: vince il Pardino come miglior regia
Corriere della Sera - Cultura

Marco Cavazzin, festa a Locarno per «Mutrion»: vince il Pardino come miglior regia

Martedì 18 agosto 2026
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Il cortometraggio del veneziano è stata girata in molti angoli della laguna: «Riconoscimento straordinario»

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Marco Cavazzin, festa a Locarno per «Mutrion»: vince il Pardino come miglior regia

di Francesco Verni

Il cortometraggio del veneziano è stata girata in molti angoli della laguna: «Riconoscimento straordinario»

«La prima cosa che ho fatto appena mi è stato consegnato il premio è stata andare in un bar di Locarno a brindare con del Prosecco assieme a tutte le persone che hanno fatto sì che questo potesse accadere». Marco Cavazzin, regista ventisettenne di Venezia, ha tutte le ragioni per festeggiare: ha portato a casa con il suo nuovo cortometraggio di fiction Mutrion, il prestigioso Pardino per la Miglior regia al concorso internazionale «Pardi di domani» al 79esimo Festival del Cinema di Locarno. Un successo che ha casa nella sua Venezia e che si inserisce in quella piccola rivoluzione cinematografica che, dopo il trionfo di Le città di pianura di Francesco Sossai, ha preso il nome di Veneto Wave, un cinema diverso, visto con gli occhi di giovani registi veneti, che Cavazzin preferisce chiamare «Onda nova».

Il ritorno a casa

«Per me essere considerato parte di questo movimento è davvero una grande soddisfazione e allo stesso tempo una bella responsabilità – continua il regista veneziano – mi sono chiesto che cosa significasse di preciso e mi sono risposto che l’“Onda nova” è la capacità, da parte di una nuova generazione di registi, di raccontare storie universali partendo dal territorio, dalla provincia. Un approccio moderno per affrontare temi identitari e generazionali, radicandoli nei luoghi e nelle esperienze che si conoscono più da vicino». È in questa direzione che si muove Mutrion, cortometraggio prodotto dalla società indipendente veneziana Etimo, girato nella Laguna veneziana con il sostegno della Veneto Film Commission e la distribuzione di Cattive Produzioni. Coming of age con un tocco fantastico, il cortometraggio premiato, scritto dal regista assieme ad Alessandro Padovani (Brotherhood), è la storia di un amico che torna (Marini) e di un amico rimasto su un’isola della Laguna Nord veneziana (Maroncelli). «È il ritorno a casa di una persona che da lì è andata via. Anche se la sua assenza non è stata lunga, chi è rimasto non gliel’ha del tutto perdonata – continua Cavazzin – è una situazione che conosco bene e che accomuna tanti della mia generazione: lasciare il proprio luogo di nascita per necessità di crescita ma volervi sempre far ritorno perché, in qualche maniera, si sente di appartenervi».

Riconoscimento straordinario

Il film è stato girato in toto nella Laguna Nord di Venezia. Diverse location, tra cui Lio Piccolo, nel comune di Cavallino-Treporti, diventano nella finzione l’isola immaginaria di Sant’Alia, un luogo operoso e magico dove, dice la leggenda, a tutti gli abitanti, prima o poi, cadrà l’unghia dell’alluce destro. Una specie di tributo d’appartenenza a quel luogo. Nella motivazione della giuria, composta dal regista libanese Mounia Akl, dal produttore sudafricano Steven Markovitz e dal regista italiano Antonio Piazza, il premio è stato attribuito per le «libere e fresche scelte di regia», e la capacità di «orchestrare cambi di registro con grande eleganza». Mutrion era l’unico cortometraggio italiano tra 20 opere provenienti da tutto il mondo, da Paesi tra i quali Francia, Gran Bretagna, Iran, Qatar, Cina, Taiwan, Stati Uniti e Ucraina. «Per noi è un riconoscimento straordinario – spiega Eugenio Ambrosin della casa di produzione Etimo – siamo tutti giovani under 35 e abbiamo scelto, un po’ per orgoglio e un po’ per sfida, di avere la nostra sede proprio a Venezia. Il film è girato interamente in laguna e sul litorale e la stragrande maggioranza dei tecnici e delle maestranze era veneta: professionisti di altissimo livello. Incoraggiati da questo premio non vediamo l’ora di tornare a lavorare con Marco e c’è già qualcosa che bolle in pentola».

A entrare nei dettagli è proprio il regista. «Nella casa di famiglia a Chioggia ho ritrovato una vecchia lettera che mio bisnonno, sempre imbarcato come cambusiere, scrisse a mia bisnonna – svela Cavazzin – da questo realizzeremo un cortometraggio in costume ambientato negli anni ’50 e girato a Chioggia. Chissà, magari così si aprirà la possibilità per farne un lungometraggio».

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18 agosto 2026 ( modifica il 18 agosto 2026 | 19:34)

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