Bergamo, Giulia Monzani, maestra madonnara: «Ecco il mio San Francesco che si spoglia di tutto»
Corriere della Sera - Cultura

Bergamo, Giulia Monzani, maestra madonnara: «Ecco il mio San Francesco che si spoglia di tutto»

Martedì 18 agosto 2026
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La 27enne di Filago prima nella kermesse di Curtatone (Mantova) con oltre 130 artisti. La gemella Alice è arrivata terza

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Bergamo, Giulia Monzani, maestra madonnara: «Ecco il mio San Francesco che si spoglia di tutto»

di Donatella Tiraboschi

La 27enne di Filago prima nella kermesse di Curtatone (Mantova) con oltre 130 artisti. La gemella Alice è arrivata terza

San Francesco nell'opera a gessetti di Giulia Monzani, prima nella competizione di Mantova

L’altra notte è piovuto su Mantova e dintorni e i colori dei gessetti e dei pigmenti si sono mischiati all’acqua portandosi via, stingendoli, decine di capolavori appena realizzati. Un peccato, ma l’essere effimere è l’essenza stessa di queste opere pensate per durare poco, fino al primo acquazzone o al calpestio della gente. Una bellezza artistica di passaggio, simbolicamente breve, come la vita su questa terra. Meravigliosa e caduca come le opere dei madonnari, retaggio di una tradizione rinascimentale, quando in occasione delle feste religiose, gli artisti cercavano di guadagnarsi da vivere attirando l’attenzione dei pellegrini con immagini devozionali realizzate direttamente a terra.

Giulia Monzani, 27 anni, di Filago con la sua opera

Scomparire, dissolversi. «È il loro destino», chiarisce con disincanto Giulia Monzani, maestra madonnara, fresca vincitrice della 52esima edizione dell’Incontro nazionale dei madonnari di Grazie di Curtatone. Segni particolari: per la ventisettenne artista di Filago, quella conquistata lavorando per tre giorni filati, da giovedì 13 fino a mezzogiorno di sabato, sulla piazza Inferiore della Basilica di San Francesco, è una meritata vittoria bis, completata e resa ancor più speciale dal terzo posto ottenuto dalla sorella gemella, Alice che pure, nell’edizione di un anno fa, aveva primeggiato nella categoria «Madonnari qualificati». Gemelle con una formazione identica dal liceo artistico all’Accademia di Brera fino all’arte madonnara, con una passione gemella per un’arte che, proprio in occasione del Ferragosto, vive a Grazie uno degli appuntamenti più importanti al mondo.

La kermesse sotto il solleone di quest’anno, più feroce che mai, ha visto in lizza 136 artisti del gessetto provenienti da varie regioni d’Italia e da sette Paesi stranieri: Messico, Stati Uniti, Perù, Ecuador, Romania, Germania, Francia. Se lo scorso anno il tema aveva ricalcato la tradizione madonnara, nel senso più autentico dell’iconografia mariana, questa edizione è stata, invece, dedicata a «Il messaggio di San Francesco nei colori dei madonnari», nel segno dell’ottavo centenario della morte del santo. 

Un tema che le due gemelle Monzani hanno declinato in modo diverso. «Ho presentato il bozzetto ad aprile — spiega Giulia —, incentrando l’opera sul messaggio della rinuncia degli averi, il momento in cui San Francesco di spoglia di tutto per indossare il saio». Giocata sui toni dell’ocra e del grigio, l’opera di tre metri e mezzo per due ritrae una figura maschile nell’atto di togliersi l’abito in più fasi. Il volto, che in questa spoliazione non si vede, appare solo alla fine, quando Francesco stringe tra le mani il saio con il cingolo con i tre nodi che ricordano i tre voti religiosi: obbedienza, povertà e castità. Come dire che la vera identità, la completezza del suo essere si compie solo alla fine di questo percorso di rinuncia dei beni materiali. «È un’opera — ha spiegato il presidente di giuria, il professore e critico d’arte, Peter Assmann — che trascende il tempo e il luogo, trasformando la scena della spogliazione in un universale atto di liberazione e di lotta contro le costrizioni del mondo».

Di tutt’altro stampo, invece, la realizzazione di Alice che ha proposto la «Penitenza nel roveto»: per vincere una forte tentazione San Francesco si getta nudo in un cespuglio di spine che si trasformano in un roseto senza spine. Per entrambe una bella soddisfazione che si innesta in un percorso professionale dove, specifica Giulia, l’agenda è sempre piena: «L’impegno è notevole, in pratica durante la bella stagione partecipiamo, tutti i fine settimana, ad un evento». Le richieste arrivano da organizzatori e pro loco, ma anche dall’estero, soprattutto Germania. Prossima, attesa, tappa di questa estate sarà Assisi: «Prenderò parte ad Assisi ad una grande opera collettiva di un gruppo di madonnari».

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