Skanners, la leggenda dell'heavy metal nata a Bolzano: «Dopo 40 anni di hard rock, ci sentiamo ancora ragazzini: ora nuovo disco e tour in Europa»
Il frontman Claudio Pisoni: «Abbiamo tenuto duro. I momenti più memorabili? Il live con i Deep Purple. Ora torniamo sul palco, preparatevi»
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Skanners, la leggenda dell'heavy metal nata a Bolzano: «Dopo 40 anni di hard rock, ci sentiamo ancora ragazzini: ora nuovo disco e tour in Europa»
di Sara SantoliniIl frontman Claudio Pisoni: «Abbiamo tenuto duro. I momenti più memorabili? Il live con i Deep Purple. Ora torniamo sul palco, preparatevi»
Gli Skanners (foto da profilo Facebook della band)
Gli Skanners rappresentano una delle realtà più longeve e significative dell'heavy metal italiano. Nati alla fine degli anni Settanta, hanno attraversato oltre quattro decenni di storia senza mai rinunciare alla propria identità, diventando un punto di riferimento per generazioni di appassionati. Dall'esordio discografico nel 1986 fino ai grandi palchi internazionali condivisi con leggende del rock e del metal, la band altoatesina continua ancora oggi a guardare avanti. Abbiamo intervistato il frontman Claudio Pisoni per ripercorrere la storia degli Skanners, parlare del presente e scoprire qualche anticipazione sul nuovo album.
Gli Skanners sono una delle band storiche dell'heavy metal italiano. C'è stato un momento in cui hai capito che sareste rimasti nella storia della musica, considerati pionieri dell'hard rock e del metal in Italia?
«Sinceramente no. Forse è stato solo negli ultimi dieci anni che ho realizzato davvero quanto lavoro abbiamo fatto e quanto abbiamo tenuto duro in tutti questi anni. Con il passare del tempo ricevo continue conferme, sia dagli addetti ai lavori sia dai fan che incontriamo ai concerti: è lì che capisci davvero il valore del percorso che hai costruito».
Avete attraversato oltre quarant'anni di storia dell'heavy metal e il vostro primo album risale al 1986. Guardando indietro, cosa è cambiato di più nel vostro modo di fare musica e di vivere la band?
«In realtà è cambiato molto poco. Dal punto di vista musicale oggi abbiamo sicuramente più esperienza e sappiamo esattamente come deve suonare un brano metal, anche se già allora avevamo le idee molto chiare. Per quanto riguarda il modo di vivere la band, siamo rimasti gli stessi: dei ragazzini con la stessa voglia di divertirsi, salire sul palco e fare musica. Abbiamo sempre seguito la nostra strada, con coerenza, dignità e tanta determinazione».
Rispetto alla vostra carriera, c'è un album o un brano a cui sei particolarmente legato e che rappresenta meglio gli Skanners?
«Ci sono tantissimi brani a cui sono affezionato. Se devo fare qualche nome direi Rock City, Factory of Steel e Metal Party, ma ce ne sono davvero molti altri: ogni canzone rappresenta un momento diverso della nostra storia e del nostro percorso».
Dopo tanti anni di concerti, c'è un'esibizione o un episodio sul palco che ricordi ancora oggi in modo particolare?
«Sicuramente il tour con i Deep Purple, così come quelli con Saxon e Judas Priest, sono esperienze che porterò sempre con me. E poi il Wacken Open Air in Germania, che rappresenta la vera Mecca del metal mondiale».
Nelle vostre ultime interviste avete parlato di un nuovo album. A che punto sono i lavori? Cosa possono aspettarsi i fan dal nuovo disco e quali sono i progetti degli Skanners per i prossimi mesi, tra uscite e concerti?
«Nei prossimi mesi ci concentreremo sulla preparazione del nuovo tour, che ci porterà in giro per l'Europa e, se tutto andrà come speriamo, anche oltre oceano. Intanto il nuovo album arriverà presto. Posso dire che è un disco profondamente Skanners: ci sono brani che richiamano le atmosfere dei nostri primi due album, mentre altri ricordano lavori come Factory of Steel e Flagellum Dei. È un album che racchiude tutta la nostra identità e la nostra storia. Ai fan voglio dire soltanto una cosa: per quando lo ascolterete, vi auguro... buon appetito!»
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16 agosto 2026 ( modifica il 16 agosto 2026 | 14:17)
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