Mostra del Cinema di Venezia, il ministro Giuli nega il patrocinio al premio Queer Lion: «Carte incomplete»
Il no del ministero della Cultura in occasione del ventennale del riconoscimento dedicato ai film a tema Lgbtqia+
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Mostra del Cinema di Venezia, il ministro Giuli nega il patrocinio al premio Queer Lion: «Carte incomplete»
di Michela Nicolussi MoroIl no del ministero della Cultura in occasione del ventennale del riconoscimento dedicato ai film a tema Lgbtqia+
Proprio nell’edizione celebrativa dei vent’anni il «Queer Lion», premio collaterale della Mostra del Cinema di Venezia dedicato ai film a tematica Lgbtqia+ e che vede mediapartner Gay.it, perde il patrocinio del ministero della Cultura. «È la prima volta che accade — spiega Daniel Casagrande, ideatore e direttore del premio — invece Regione e Comune di Venezia, entrambi guidati dal centrodestra come l’attuale governo, l’hanno confermato. E ciò che più mi dispiace è la mancanza di motivazioni dal parte del dicastero guidato da Alessandro Giuli: la segreteria si è limitata a comunicarci che se a quattro mesi dalla domanda non si riceve comunicazione, il patrocinio è da ritenersi non concesso».
Il sì di Regione e Comune
Alla Regione era stato richiesto il 3 ottobre 2025 e concesso il 26 novembre dall’allora governatore Luca Zaia, mentre il 13 febbraio di quest’anno gli organizzatori avevano presentato domanda al Comune di Venezia, il cui via libera dalla nuova giunta guidata dal sindaco Simone Venturini è arrivato il 15 luglio. È stato confermato, dicono dal municipio, nella consapevolezza dell’importanza di un riconoscimento che ha raggiunto una sua importanza e notorietà, a maggior ragione dopo vent’anni. Anche al ministero la richiesta è stata inoltrata il 13 febbraio scorso e dopo mesi di solleciti senza risposta, il 6 agosto è arrivata la risposta in negativo della segreteria di Giuli. «Ho domandato il numero di protocollo dell’istruttoria e mi è stato detto che per ottenerlo dovrei presentare una richiesta di accesso agli atti tramite avvocato — rivela Casagrande —. E allora ci fermiamo qui, la Mostra del Cinema inizia tra due settimane e ci aspetta un bel po’ di lavoro, inutile perdere tempo, ce ne faremo una ragione. A dire il vero non mi aspettavo granché di diverso, ma questa è un’edizione celebrativa, mi sarebbe piaciuto ottenere di nuovo il patrocinio di tutti e tre le istituzioni. Volevamo chiudere un cerchio. Dopotutto non comporta alcun beneficio, è solo un’adesione politica a costo zero, da anni ci autofinanziamo».
Il ministero: non c'erano le condizioni per il patrocinio
Dal canto suo il ministero della Cultura sottolinea: «La mancata concessione non è in alcun modo riferibile ai contenuti, alle finalità o alla tematica dell’iniziativa, ma discende esclusivamente dall’esito delle verifiche previste per l’attribuzione dei patrocini del ministero della Cultura. La richiesta è stata sottoposta all’istruttoria prevista, quindi alla verifica della documentazione presentata, dello statuto e del programma dell’iniziativa, dell’acquisizione del parere della Direzione generale competente e dei riscontri di competenza della prefettura. Il parere della Direzione generale Cinema e audiovisivo è stato acquisito il 5 agosto. Non sono risultate soddisfatte tutte le condizioni necessarie per la concessione del patrocinio ministeriale». Il «Queer Lion» aveva smesso di richiedere patrocini istituzionali dal 2019 proprio per l’eccessiva burocrazia da affrontare.
I patrocini precedenti
Il ministero della Cultura ha concesso il patrocinio dal 2011 al 2017: il primo fu Giancarlo Galan, ministro nel governo Berlusconi IV, seguito da Lorenzo Ornaghi, Massimo Bray e Dario Franceschini. È poi arrivato dal Dipartimento per le Pari opportunità della Presidenza del Consiglio (2014-2016), dalla Città Metropolitana di Venezia (2011-2016), da Ca’ Foscari (2016-2019), Iuav (2019) e del Sindacato nazionale critici cinematografici italiani (2008-2015). Tra gli altri, l’hanno ricevuto il regista islandese Guðmundur Arnar Guðmundsson, il documentarista Gianluca Matarrese e l’attrice Chiara Francini. I quattro esperti del «Queer Lion» si riuniranno il 10 settembre, dopo aver visto tutti i film in gara alla Mostra del Cinema, e l’11 settembre avverrà la premiazione.
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