La grande bellezza (con troppa spazzatura)
La grande bellezza (con troppa spazzatura)
di Ferruccio de Bortoli | 14 agosto 2026I tuoi preferiti
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Non possiamo che rallegrarci dello straordinario risultato del turismo, soprattutto straniero, nel nostro Paese. In luglio vi sono state quattro milioni di presenze in più rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. La proiezione su agosto, per quanto riguarda l’occupazione delle camere, è maggiore di un dieci per cento nel confronto mensile con il 2025.
È un motivo d’orgoglio patriottico avere tanti visitatori stranieri che affollano le nostre principali località di vacanza e le città d’arte (con il mistero di bagagli sempre più voluminosi). I turisti apprezzano la grande bellezza di molti dei nostri «beni comuni»- dalle piazze alle spiagge ai sentieri di montagna - gli stessi «beni comuni» verso i quali noi non abbiamo, volendo essere sinceri fino in fondo, uno straordinario rispetto civico. Perché altrimenti non tollereremmo, noi per primi, l’accatastarsi di rifiuti nelle piazzole di sosta in autostrade e superstrade o lungo le vie di accesso, proprio ai quei meravigliosi «beni comuni». Colpevolmente non ci facciamo più caso. Al degrado ci si abitua facilmente.
E, dunque, speriamo che i visitatori stranieri non ci giudichino per tutti quei rifiuti che trovano fuori da alcune delle stazioni ferroviarie o dagli aeroporti. Tanto per fare un esempio, perché accogliere così male il turista che, scendendo all’alta velocità di Napoli Afragola, gioiello già un po’ delabré progettato dall’archistar Zaha Hadid, deve vedere per le strade che portano alla grande bellezza di una terra meravigliosa, un’imbarazzante fila di rifiuti?
La superstrada tra Palermo e Trapani, altro esempio, offre uno spettacolo incomparabile di una campagna ben curata, purtroppo rovinato dal panorama di pattume che si accumula ai bordi. Immagini di questo tipo sono comuni anche al Nord: per esempio uscendo dalle autostrade liguri per raggiungere posti ugualmente meravigliosi. Perché tutta questa incuria? «Noi riserviamo poca attenzione - spiega il presidente di Legambiente, Stefano Ciafani - al fenomeno degli abbandoni. Soprattutto in quei comuni, in particolare al Sud, nei quali si è faticosamente passati alla raccolta domiciliare per eliminare i cassonetti e incoraggiare la differenziata. Difficile cambiare le abitudini, spesso si porta il sacchetto in qualche area e lo si butta via. Un malcostume irritante tollerato da sindaci che non vogliono fare delle multe per non perdere consenso».
Legambiente organizza dal 1994 l’iniziativa «Puliamo il mondo» e, dal 1995, quella per liberare dai rifiuti spiagge e fondali. Con sempre maggiore partecipazione di volontari. Ma questo il turista, soprattutto straniero, non lo sa. E comunque non basta.
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14 agosto 2026, 11:51 - modifica il 14 agosto 2026 | 11:53
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