San Carlo sesto per fondi del Mic? «Merita di più, si lavori»
Taglialatela (Uilfpc): «Miglioriamo i parametri potenziando gli organici»
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San Carlo sesto per fondi del Mic? «Merita di più, si lavori»
di Natascia FestaTaglialatela (Uilfpc): «Miglioriamo i parametri potenziando gli organici»
San Carlo sesto Lirico italiano per i fondi Mic. L’articolo sulla ripartizione dei 200 milioni destinati dal Ministero della Cultura alle Fondazioni lirico-sinfoniche ha suscitato varie reazioni. Massimo Taglialatela, segretario generale della Uilfpc della Campania, suggerisce due riflessioni.
«La prima riguarda i 14,35 milioni destinati al San Carlo. È un dato che va confrontato con la dirigenza del teatro per capire come migliorare i parametri che determinano le risorse. Ma questo confronto deve partire da un presupposto chiaro: i parametri migliorano se si rafforza e si consolida l’organico. Un Lirico che produce con organici sottodimensionati e con troppa precarietà fatica a raggiungere gli standard produttivi che il Fondo Nazionale dello Spettacolo dal Vivo premia. Se vogliamo che il San Carlo ottenga più risorse, dobbiamo prima mettere il teatro nelle condizioni di produrre di più e meglio, e questo passa dal personale, dalla sua stabilità, dalla sua qualificazione».
L’era Macciardi apre scenari nuovi?
«Subito dopo il suo insediamento, qualche segnale positivo sulle assunzioni lo abbiamo registrato, seguito però da un rallentamento: ci auguriamo che dopo le ferie si torni a un percorso più deciso».
E la seconda riflessione?
«Riguarda lo Statuto Speciale, di cui periodicamente si torna a discutere. Non sono pregiudizialmente contrario: capisco l’ambizione di dare al San Carlo un modello di governance simile a quello della Scala, una fondazione capace di attrarre risorse private consistenti e di muoversi con maggiore autonomia. Ma non è un semplice atto burocratico: è un progetto articolato che per realizzarsi ha bisogno di condizioni di contesto oggi non ancora mature. Perché una «forma organizzativa speciale» abbia senso, il territorio in cui il San Carlo è inserito dovrebbe aver raggiunto peso industriale e stabilità politica tali da generare un flusso di fondi privati. Oggi l’apporto degli sponsor resta debole. Senza quella base, l’operazione rischia di restare sulla carta, o peggio di diventare l’occasione per allentare tutele per lavoratrici e lavoratori».
In che senso?
«È il punto che mi sta più a cuore: uno Statuto Speciale non deve tradursi nell’indebolimento del contratto. Serve una formula che tenga insieme le due cose». E conclude: «Le priorità sono altre: rinnovo del contratto, consolidamento e ampliamento degli organici, superando precarietà e sottodimensionamento. Mi auguro che nessuno voglia forzare i tempi: rischierebbe di trasformarsi in un boomerang».
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14 agosto 2026 ( modifica il 14 agosto 2026 | 08:50)
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