Una folla senza indirizzo
Corriere della Sera - Cultura

Una folla senza indirizzo

Martedì 11 agosto 2026
2 visualizzazioni

La rivolta di Ceuta: quando i social trasformano il numero in moltitudine. Manca un leader con cui trattare

Europei di atletica in diretta: Battocletti vince l'oro, Majori il bronzo nei 5.000; Jacobs e Ali in finale nei 100

Una folla senza indirizzo

Paolo Benanti E Sebastiano Maffettone | 11 agosto 2026

La rivolta di Ceuta: quando i social trasformano il numero in moltitudine. Manca un leader con cui trattare

I tuoi preferiti

Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.

Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccedi

Hai salvato un nuovo articolo

Trovi tutti gli articoli salvati nella tua area personale nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.

Ceuta è una città autonoma spagnola situata nel Nordafrica, circondata dal Marocco. Si affaccia sul Mar Mediterraneo vicino allo stretto di Gibilterra. Fino a pochi giorni fa, quasi nessuno di noi sapeva della sua esistenza (anche se è menzionata da Dante nel Canto XXVI dell’Inferno, che per uno strano caso è legato a un altro nome che ricorre spesso di questi giorni, quello di Ulisse). Oggi conosciamo Ceuta perché il 30 luglio è stata invasa da circa settantamila persone disperate, un po’ più del numero degli abitanti di Castellammare di Stabia e un po’ meno di quelli di Cremona. Tante persone che si muovono insieme fanno pensare che ci sia stato un coordinamento o una direzione esterna. Eppure, non c’era traccia di bandiere, né di rivendicazioni, né di un portavoce o di un documento. C’era invece una data, circolata su TikTok, WhatsApp e Facebook accanto al disegno di una clessidra e alla sagoma di un nuotatore. Adesso ne circola un’altra, il 15 agosto, con la medesima grafica, cosa che ovviamente suscita non poca preoccupazione.

Nessuno ha quindi convocato quell’evento nel senso in cui si convoca uno sciopero, e per la stessa ragione nessuno avrebbe potuto revocarlo e nessuno può esserne chiamato a rispondere tra le altre cose di avere causato un centinaio di morti. Il Marocco ha incriminato decine di persone, la Spagna indaga sugli allarmi che sarebbero stati ignorati, ma finora nessuno ha tirato in ballo un fatto essenziale: quella folla non aveva un interlocutore da offrire, e dunque non c’era nessuno con cui trattare.
Hobbes aveva fissato con precisione una distinzione importante che può essere utile: una moltitudine è molti, e diventa uno soltanto quando è rappresentata, quando cioè qualcuno può parlare in suo nome. Fino a quel momento non è un soggetto politico ma un fenomeno naturale, come la piena di un fiume. E con una piena non si può negoziare: tutt’al più si può tentare di arginarla. È esattamente ciò che si è visto, con l’esercito al Tarajal, la barriera galleggiante e i rimpatri al ritmo di centocinquanta persone al minuto. Non per difetto di volontà politica, ma per mancanza di un indirizzo a cui recapitare qualunque proposta.

C’è solo un’evidenza: la macchina social produce con efficienza inedita precisamente questo: aggregazione senza rappresentanza. Non genera il desiderio, che ha radici nella grande disoccupazione giovanile marocchina, con un giovane su tre che dichiara di voler partire. Genera la simultaneità, cioè il fatto che ciascuno sappia che gli altri sanno, e sappia il quando: trasforma così una disperazione privata e dispersa in un atto pubblico sincronizzato, saltando ogni passaggio intermedio in cui quella disperazione avrebbe potuto darsi una forma, una domanda, un portavoce. E, come insegna Hegel, la mediazione è l’essenza della politica.

Che si tratti di un salto e non di una scorciatoia lo dimostra un precedente recentissimo. Nell’autunno del 2025 la stessa generazione, con gli stessi strumenti, si era data una voce: il movimento GenZ 212 (212 è il prefisso telefonico del Marocco). Quel movimento radunò oltre duecentomila iscritti su Discord, una chat di gruppo, con richieste esplicite su sanità, istruzione e lotta alla corruzione, e un destinatario dichiarato, le autorità marocchine. Ne ricavò almeno tre morti e decine di processi, ma nessuna risposta all’altezza delle domande poste. Quando le richieste sono rifiutate, ciò che resta non è il silenzio: è il numero.

La questione Ceuta è complessa, e non riguarda solo i rapporti tesi tra Spagna e Marocco. Dopo ventiquattr’ore dalle prime immagini, le redazioni di verifica smontavano decine di contenuti falsi, video girati in Turchia, a Barcellona, in Colombia, e immagini generate artificialmente, tutti spacciati per Ceuta. La tentazione, davanti a tutto questo, è di intervenire rimuovendo contenuti, chiudendo gruppi, oscurando parole d’ordine. Ma questa sembra essere una risposta di dubbia efficacia, come mostra ad esempio l’esperienza del gennaio 2011, quando lo spegnimento della rete egiziana moltiplicò le proteste anziché estinguerle. Questo perché è una risposta che conferma la diagnosi anziché smentirla: tratta il cittadino come si tratta la piena di un fiume o un evento naturale, non come una persona con delle ragioni. In genere, osserviamo che le istituzioni rappresentative reagiscono a fenomeni del genere con lentezza. Ma è una lentezza fisiologica, non un difetto da correggere con la velocità. È il tempo necessario perché un numero diventi un nome.

Il 15 agosto, forse, non accadrà nulla, come non accadde nel settembre del 2024, quando un appuntamento identico si sciolse davanti a un dispositivo di polizia congiunto. Ma qualunque cosa accada, il giorno dopo non ci sarà nessuno da convocare, né sull’una né sull’altra sponda del mare. Uno stato democratico può trattare con chiunque abbia un nome e un indirizzo. La sfida che viene da Ceuta è che, come oramai accade sempre più spesso, dall’altra parte non risponde nessuno.

11 agosto 2026

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Editoriali e commenti di oggi di Paolo Benanti E Sebastiano Maffettone

Una folla senza indirizzo

Martedì 11 agosto 2026 di Antonio Polito

Ranucci premier. Il sogno è finito (grazie a Lavitola)

Martedì 11 agosto 2026 di Sergio Harari

Trump e i vaccini: pericolose bugie spacciate per scienza

Martedì 11 agosto 2026 di Gian Antonio Stella

Marcinelle, la strage e le parole dei politici

Martedì 11 agosto 2026 di Paolo Di Stefano

E Guccini diventò «cantante da balena»

Martedì 11 agosto 2026 di Andrea Riccardi

Diplomazia smarrita per Kiev

Lunedì 10 agosto 2026 LEGGI TUTTI

Gli approfondimenti e gli editoriali sui principali temi di attualità, politica, economia e costume curati dalle firme più prestigiose del Corriere della Sera. Scopri opinioni e commenti sui fatti del giorno.

Le Newsletter del Corriere, ogni giorno un nuovo appuntamento con l'informazione

Riceverai direttamente via mail la selezione delle notizie più importanti scelte dalle nostre redazioni.

Iscriviti

Condividi questo articolo