Arena di Verona, i costumi della Turandot nascono dalla plastica riciclata di cannucce e bottiglie
Corriere della Sera - Cultura

Arena di Verona, i costumi della Turandot nascono dalla plastica riciclata di cannucce e bottiglie

Martedì 11 agosto 2026
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La base del costume è in tela di cotone e raso. Le sarte hanno poi però ricamato il motivo floreale con la plastica riciclata per «lasciare un messaggio di sostenibilità e rispetto per l’ambiente»

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Arena di Verona, i costumi della Turandot nascono dalla plastica riciclata di cannucce e bottiglie

di Matteo Sorio

La base del costume è in tela di cotone e raso. Le sarte hanno poi però ricamato il motivo floreale con la plastica riciclata per «lasciare un messaggio di sostenibilità e rispetto per l’ambiente»

La base del costume è in tela di cotone e raso. I cordoncini e il motivo floreale ricamato sulla stoffa — un omaggio al mondo cinese della corte di Turandot — sono un po' meno canonici. Cioè derivano da plastica riciclata. Dalla confezione delle bottiglie d'acqua nascono i primi. Da cannucce e bottiglie a forma elicoidale, «prima ritagliate e modellate e poi colorate a mano», prende vita il citato ricamo. Da Fondazione Arena dicono che il costume indossato dalla gonghista prima dell'inizio di tutte le recite di Turandot (ne rimangono cinque: 14, 21 e 27 agosto, 3 e 11 settembre) è «il primo costume di plastica interamente riciclata dell’Opera Festival», con «bottiglie, cannucce e imballaggi che, tra le sapienti mani delle sarte areniane, prendono nuova vita». A indossarlo, come detto, è la figura cui sono affidati i tre colpi del gong, rito che da tradizione segna l'inizio della musica nell'anfiteatro di Piazza Bra. 

Le sarte che si sono 

Le sarte in questione sono Silvia Bonetti ed Eleonora Nascimbeni, cui è stata affidata la «sfida creativa» di «trasformare materiali plastici riciclati in un elemento di scena», per «lasciare un messaggio di sostenibilità e rispetto per l’ambiente». Il costume nasce dunque nel reparto sartoria di Fondazione Arena, è il «frutto di una sinergia con Acqua San Bernardo» e il vicedirettore artistico di Fondazione Arena, Stefano Trespidi, dice che «le bottiglie d’acqua distribuite e vendute durante il Festival sono in plastica 100 per cento riciclata e riciclabile e tutta l’energia elettrica utilizzata in Arena proviene da fonti sostenibili di origine certificata, grazie a Magis, partner dell’Opera Festival». Da Acqua San Bernardo fanno sapere che l'idea del costume è nata per «celebrare due ricorrenze, il centenario dell'azienda e il centenario della prima rappresentazione di Turandot».

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11 agosto 2026 ( modifica il 11 agosto 2026 | 17:16)

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