Musica, Cristiano De André: «Mio padre Fabrizio nelle classifiche di oggi non avrebbe spazio»
Cristiano De André parte da qui per raccontare il rapporto con l’eredità artistica del padre nel concerto in piazza de Carli ad Asiago
I tuoi preferiti
Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.
Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccediHai salvato un nuovo articolo
Trovi tutti gli articoli salvati nella tua nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.
Musica, Cristiano De André: «Mio padre Fabrizio nelle classifiche di oggi non avrebbe spazio»
di Francesco VerniCristiano De André parte da qui per raccontare il rapporto con l’eredità artistica del padre nel concerto in piazza de Carli ad Asiago
Il confronto l’ho superato, rileggo le canzoni di mio padre con molta meticolosità e credo che se fosse qui oggi canterebbe con piacere i miei arrangiamenti». Cristiano De André parte da qui per raccontare il rapporto con l’eredità artistica del padre, repertorio che tornerà a interpretare sul palco di piazza Carli ad Asiago con «De André canta De André Best of estate 2026», evento di Asiago Live (Vicenza, ore 21, info asiagolive.it).
Sono passati quasi vent’anni dall’inizio di questo percorso. È ancora un progetto in evoluzione o ormai è diventato «definitivo»?
«No, è sempre in evoluzione. Ci sono canzoni e opere di mio padre che vorrei ancora affrontare: ci saranno sorprese in futuro».
C’è una canzone di suo padre che continua a sfuggirle, che non è ancora riuscito davvero a fare sua?
«Forse le prime canzoni, quelle più barocche, e l’album “La Buona Novella” perché è difficile dargli un nuovo vestito».
Ha mai rinunciato a portare dal vivo un brano perché per lei era intoccabile»?
«Ce ne sono più di uno, non uno in particolare».
Spesso ci si dimentica che lei è prima di tutto un musicista e un cantautore di valore. C’è il rischio che Cristiano venga percepito soltanto come il figlio di Fabrizio?
«Non credo. La gente si è accorta che sono un musicista e che apprezzano la mia capacità di trasmettere emozioni attraverso la musica».
Lei viene definito «l’unico vero erede» di Fabrizio. È una definizione che la rende orgoglioso oppure le pesa?
«Mi rende assolutamente orgoglioso. Per me è importante portare in giro la parola di mio padre perché salvifica in un periodo storico come questo. Diventa una sorta di contraltare a quello che succede nel mondo».
C’è una recensione o una critica che l’ha ferita particolarmente in questi anni?
«Il lavoro che ho fatto è piaciuto. Ammetto però di essere refrattario alle critiche non costruttive. Se sono fine a sé stesse, come possono essere quelle degli hater in internet, poco mi interessa».
Oggi la musica è fatta di classifiche, streaming e algoritmi. Secondo lei Fabrizio De André riuscirebbe ad emergere?
«Visto l’esiguo spazio dato alla canzone d’autore in favore di una musica più semplificata, credo che oggi avrebbe davvero poco spazio. Un nuovo Fabrizio De André non sarebbe considerato».
Nel bene e nel male, in che cosa è simile a suo padre? Quali sono i difetti e i talenti che ha ereditato?
«Tra i difetti, o meglio un difetto spesso confuso come pregio, c’è la meticolosità nell’affrontare il lavoro che faccio. Riprendo in mano continuamente le cose che faccio: capita di buttare via tutto e ricominciare da capo. Questo è un vero e proprio difetto perché ti porta a essere eccessivamente autocritico. Va detto anche che, quando si è molto autocritici, si riesce anche a migliorare quello che si sta facendo».
Novità per il suo album nuovo? Tornerà presto a girare l’Italia proponendo la sua musica?
«Sto scrivendo e quando sarò pronto uscirà. Poi sì, quando riuscirò a completare questo album mi piacerebbe fare un tour con i miei brani, passati e nuovi».
Salvini contestato al concerto di Diodato per De André in Sardegna: Dori Ghezzi lo difende
Guccini, le cantate spontanee fino a notte fonda nelle piazze di tante città: «Un senso di unità che un concerto non darà mai»di Ludovica Brognoli
Vai a tutte le notizie di Vicenza
Iscriviti alla newsletter del Corriere del Veneto
11 agosto 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Belluno, nuovo movimento franoso nel Monte Pelmo
Ricognizione dell'area per valutare la portata del cedimento dopo tre crolli in 48 ore
L'informazione nella tua mailCorriere del Veneto
Le news principali sul Veneto
Ogni giorno alle 12, a cura della redazione