Mart, tensione alle stelle nel museo: stop al piano delle attività. Il nodo del Comitato scientifico e della mostra sulle mele
Il cda ha chiesto di individuare, già per il prossimo anno, una mostra monografica di alto livello artistico in modo da attrarre un ampio pubblico
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Mart, tensione alle stelle nel museo: stop al piano delle attività. Il nodo del Comitato scientifico e della mostra sulle mele
di Dafne RoatIl cda ha chiesto di individuare, già per il prossimo anno, una mostra monografica di alto livello artistico in modo da attrarre un ampio pubblico
Non c’è solo un problema di prospettiva e chiarezza in termini di sostenibilità. Il Mart, uno dei più prestigiosi e importanti musei di arte contemporanea d’Italia e d’Europa, da giorni al centro di tensioni e polemiche, è ormai in una situazione di stallo. Neppure il piano relativo alle attività del 2027 è infatti stato approvato.
Il cda e la mostra sulle mele
Sabato 8 agosto l’assessora Francesca Gerosa ha diffuso una nota con la quale ha rimarcato «la piena fiducia» nella direttrice Micol Forti, dando un’indicazione chiara anche al cda e sollecitandolo a proseguire: «Continuerà nell’impegno a cui è chiamato, nell’ambito delle proprie competenze e nell’interesse del museo». Come? Il problema è più complesso. La cautela del cda, come detto, non sarebbe dovuta a un problema di rapporti con la direttrice ma, oltre alle perplessità espresse in merito alla sostenibilità del programma espositivo elaborato, c’è una questione tecnica. Il piano prima di essere approvato deve avere l’ok del Comitato Scientifico che esprime un parere preventivo, non vincolante, ma necessario. Il Comitato oggi, dopo la scomparsa di Michele Lanzinger, è composto da due componenti e per Statuto il minimo è di tre. Quindi prima della discussione si dovrà procedere alla nomina del nuovo componente. Solo dopo il parere del Comitato il cda si potrà esprimere. Servirà tempo. Sul tavolo restano le riserve espresse sul programma espositivo illustrato. Una delle proposte che sembra aver suscitato maggiori perplessità, tra quelle della neo direttrice Forti, è la mostra sulle mele. Un’esposizione che coinvolgerebbe Trentino Marketing, della quale nessuno ne parla apertamente. L’idea è forse quella di dare alla mostra un duplice valore: culturale e di marketing.
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Intanto da alcuni documenti emergono nuovi particolari che aiutano a ricostruire quanto sta accadendo all’interno della gestione del museo. Secondo quanto ricostruito il consiglio di amministrazione aveva sollecitato Forti a presentare il programma a giugno, il piano è stato illustrato a inizio luglio ed è stato ritenuto insufficiente per essere approvato.
Una posizione che ha sollecitato l’intervento del presidente Maurizio Fugatti, nell’ultima seduta si è collegato da remoto, e dell’assessora Gerosa, trasformando il dibattito interno in un caso anche politico. Il tentativo di ricomporre il dialogo all’interno del museo da parte di Fugatti e Gerosa è stato infatti vissuto da qualcuno come «un’invasione di campo». Nel frattempo ci sarebbero state delle interlocuzioni con il Collegio dei Revisori che avrebbe puntato i fari sulla situazione organizzativa e amministrativa del Mart, tanto che in un nota inviata al Collegio il consiglio di amministrazione avrebbe chiarito la propria posizione, auspicando la presentazione da parte della neo direttrice — nominata dalla giunta, su indicazione di Gerosa, a dicembre — di un piano relativo all’attività del 2027, arricchito da schede dettagliate per ciascun evento con i costi relativi alle esposizioni. «Come da prassi».
Solitamente il piano, una volta deliberato, passa agli uffici provinciali che devono valutare la sostenibilità economica e decidere come procedere. C’è però anche una responsabilità del cda, come sottolineato dal vice presidente, il professor Silvio Cattani. Ci ha tenuto a precisare che tutte le decisioni sono state adottate, «sempre all’unanimità nel rispetto dei ruoli e delle funzioni degli organi museali tenuto conto della propria specifica responsabilità». Cattani auspica di trovare una soluzione «superando contrasti e contrapposizioni», spiega.
Una monografica di livello
Si attende dunque la prossima seduta e la presentazione del nuovo programma da parte della direttrice che risponda anche alle sollecitazioni del cda. Resta da capire se questa volta verrà approvato. Nella seduta del primo luglio il Consiglio, presieduto Vittorio Sgarbi, aveva chiesto di individuare, già per il prossimo anno, una mostra monografica di alto livello artistico tale da attrarre un ampio pubblico che possa riportare il Mart all’attenzione della critica nazionale e internazionale. Come era accaduto in passato.
Il calo degli ingressi
Accanto alle tensioni emerse in queste ultime settimane di dibattito ci sono infatti i numeri. Il calo di ingressi sta preoccupando la governance del museo, nonostante il trend comune un po’ a tutti. Quasi tutte le realtà museali trentine hanno registrato una flessione negli ingressi. Il Mart nel 2025 ha accolto 104.085 visitatori, l’anno precedente erano 107.944. Un trend che ha allarmato anche le categorie economiche della città della Quercia.
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