Carnevale di Viareggio 2027, ci sono i bozzetti: il ritratto di un'epoca inquieta tra guerre e dittatura dei social
Presentati i bozzetti del prossimo carnevale. È la prima volta di Riccardo Maria Monti, nuovo presidente dopo Marialina Marcucci
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Carnevale di Viareggio 2027, ci sono i bozzetti: il ritratto di un'epoca inquieta tra guerre e dittatura dei social
di Simone DinelliPresentati i bozzetti del prossimo carnevale. È la prima volta di Riccardo Maria Monti, nuovo presidente dopo Marialina Marcucci
C’è un passaggio di testimone, quasi invisibile dentro la festa, che accompagna la notte in cui Viareggio comincia a immaginare il suo prossimo Carnevale. Nella Cittadella stracolma, tra bozzetti, maestri della cartapesta e il pubblico della notte di San Lorenzo, Riccardo Maria Monti ha fatto il suo debutto da presidente della Fondazione Carnevale.
È la sua prima volta nel cuore della macchina creativa che da decenni trasforma la satira in una delle forme più originali della cultura popolare italiana. E arriva dopo dieci anni segnati dalla presidenza di Marialina Marcucci.
Il cambio di stagione non potrebbe avere un palcoscenico più adatto: prima ancora dei carri, ci sono i disegni. Fogli nei quali il Carnevale 2027 è ancora una promessa, una costellazione di idee destinate a diventare gigantesche figure di cartapesta. Dal 30 gennaio al 20 febbraio, sulle passeggiate a mare, quelle idee prenderanno corpo.
Ma già nei bozzetti si legge il ritratto di un'epoca inquieta. La guerra, i nuovi equilibri geopolitici, l'intelligenza artificiale, la crisi ambientale, la solitudine digitale, la libertà individuale, i diritti dell'infanzia. E, come sempre a Viareggio, la realtà non viene semplicemente rappresentata: viene deformata, rovesciata, messa in scena. La satira diventa una lente attraverso la quale guardare il presente quando il presente sembra troppo complicato per essere raccontato con un linguaggio soltanto giornalistico.
Così Jacopo Allegrucci immagina un futuro dominato dalla dittatura del «terzo like», nel quale un libro ritrovato restituisce agli uomini la capacità di sognare. Alessandro Avanzini mette in scena il passaggio di potere fra Stati Uniti e Cina, con Trump relegato ai margini di un mondo che cambia. Luca Bertozzi – campione in carica in prima categoria - affida a una piuma, simbolo nelle tradizioni dei nativi americani, un’idea di coraggio e libertà. Il potere, naturalmente, resta uno dei grandi bersagli. Luigi Bonetti lo trasforma in un laboratorio alchemico, popolato da alleanze, ambizioni e relazioni diplomatiche. Massimo e Alessandro Breschi consegnano invece a Pinocchio il ruolo di giudice delle menzogne dei potenti: una scelta che riporta la politica dentro la grande tradizione della favola, là dove la verità può essere pronunciata proprio da chi, per antonomasia, è accusato di mentire.
Ma il Carnevale è anche un luogo nel quale la cultura alta e quella popolare continuano a incontrarsi. Shakespeare arriva con Amleto, Victor Hugo con Quasimodo e Notre-Dame de Paris, Cervantes con Don Chisciotte, Perrault con Barbablù, Baum con Il mago di Oz. C’è Ulisse, c’è Bach, c’è persino la storia vera dei due pinguini Roy e Silo, diventata una riflessione sulla famiglia. Nel carro dei Lebigre e Roger, Amleto si trova davanti alla Grande Macchina del presente: una società che corre così velocemente da offrire risposte prima ancora che siano formulate le domande.
Spenti i riflettori, si inizia a lavorare negli hangar: gennaio, in fondo, non è così lontano.
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11 agosto 2026 ( modifica il 11 agosto 2026 | 09:36)
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