Le fiabe come non le ricordavamo
Corriere della Sera - Cultura

Le fiabe come non le ricordavamo

Lunedì 10 agosto 2026
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L'universo fiabesco è abitato da personaggi che ritroviamo in romanzi, film e serie tv. Non sempre questa trasposizione è fedele all'originale e i risultati sono imprevedibili

Martedì 11 Agosto 2026

Le fiabe come non le ricordavamo

L'universo fiabesco è abitato da personaggi che ritroviamo in romanzi, film e serie tv. Non sempre questa trasposizione è fedele all'originale e i risultati sono imprevedibili

di IDA BOZZI

Le fiabe hanno una struttura, un'impalcatura, che non cambia molto da storia a storia: eroe o eroina perdono il loro status, ma incontrano alleati, o affrontano prove, o trovano strumenti magicigrazie ai quali riavranno amore, riconoscimento, ricchezza e tutto quello che si può volere in una fiaba (lo spiega il classico Morfologia della fiaba di Vladimir Propp, del 1928).

Anche la narrativa usa spesso gli schemi e i personaggi delle fiabe, sia perché i romanzi seguono una struttura simile (status – complicazione – peripezie – soluzione), sia per mettere in rilievo la distanza della realtà dai codici morali delle fiabe; oppure, come nel caso dei romanzi «retelling» (letteralmente, «che ri-raccontano»), per aggiornare i contenuti dei classici.Un'alternativa da citare è il lavoro che Italo Calvino dedicò alle Fiabe italiane (Einaudi, 1956): una raccolta di fiabe regionali che l'autore rintracciò in tutta Italia, tradusse dal dialetto in italiano e riscrisse sostanziosamente, ripulendo e unendo plot simili, per consegnarci 200 storie, nuove eppure antiche, tra cui Giovannin senza paura, Fanta-Ghirò (diventata una miniserie di Lamberto Bava in tv nel 1991), Belinda e il mostro (simile a La bella e la bestia), Zio Lupo (Cappuccetto Rosso), Cecino (Pollicino), e così via.

Il retelling, la riscrittura aggiornata,dedicata spesso a lettori Young Adult, è molto diffusa soprattutto nel mondo anglosassone, e riguarda quasi tutte le fiabe più note: Cenerentola o Cinderella diventa una ribelle in Ella Enchanted di Gail Carson Levine (inedito in Italia), in cui la protagonista, costretta da una magia a obbedire sempre, si getta in mille avventure pur di liberarsi dall'incantesimo di schiavitù; Biancaneve, anzi sua figlia Apple White, è di nuovo alle prese con una regina cattiva in La più malvagia del reame (Nord-Sud) di Shannon Hale, che è anche autrice di Rapunzel's Revenge (inedito in Italia), riscrittura aggiornata di Raperonzolo; e anche Beauty, di Robin McKinley, riprende una storica fiaba, La bella e la bestia, e ne fa un romanzo tra il dickensiano e il romance; tra le riscritture mistery, c'è Mirror, mirror di Gregory Maguire (peraltro autore anche dei bestseller della serie Wicked), reinvenzione «al veleno» in cui la bella Bianca De Nevada, ovvero Biancaneve, finisce nelle grinfie dei Borgia in un Rinascimento cupo e oscuro. 

Il romanzo mainstream invece prende la fiaba e la trasfigura.L'esempio più straordinario e un po' scioccante è la Biancaneve (minimum fax) di Donald Barthelme (1931-1989), grande autore del postmoderno americano: una distorsione contemporanea della figura «edificante» dell'eroina fiabesca, ma anche dei sette nani, che qui sono sette uomini infatuati di lei (che si occupa di tutt'altri principi azzurri), spasimanti fino alla cecità sentimentale, trascinati al ridicolo da una passione che deifica la persona sbagliata. Altri mondi fiabeschi deformati in letteratura: in Dorothy deve morire (HarperCollins Italia), Danielle Paige si diverte a trasformare Il mago di Oz in una specie di 1984 «fantasy», e racconta di una ragazzina disadattata (in casa la soprannominano «spazzatura») che vive con la famiglia in una roulotte, e viene portata via da un tornado come la Dorothy del libro di L. Frank Baum: si ritroverà in un regno di Oz diventato una specie di dittatura magica agli ordini della vera Dorothy, incattivita, che tutto sorveglia e tutto punisce.

E poi c'è la fiaba romantica di Felicia Kingsley, italianissima autrice di Una Cenerentola a Manhattan (Newton Compton): una giovane workaholic vessata dalla matrigna e dalle sorellastre decide di svagarsi a una serata in maschera a New York, e la fiaba, soprattutto sentimentale (complice la famigerata scarpetta), può cominciare. Non mancano i romanzi tratti dai filmispirati alle fiabe: Cappuccetto Rosso Sangue (Mondadori) è un libro di Sarah Blakley-Cartwright tratto dal film del 2011 diretto da Catherine Hardwicke, basato sulla sceneggiatura di David Leslie Johnson, dove il lupo mannaro non intende divorare la ragazza con il mantello rosso, ma «solo» trasformarla in lupo mannaro con un morso. Peccato che il lupo si trasformi solo nelle notti di luna piena: e nel villaggio di Cappuccetto Rosso, il cattivo potrebbe essere chiunque. 

Nell'immagine: una scena della miniserie «Fantaghirò» diretta da Lamberto Bava nel 1991.

Su «La Lettura» #767, Pierdomenico Baccalario intervista Jack Zipes, il più importante studioso mondiale di fiabe che ha appena pubblicato il volume «C'era una volta la verità. Perché non possiamo fare a meno delle fiabe» (traduzione Luca Baruffa, Donzelli, pp. 232, 19 euro). E consegua a «la Lettura» cinque storie da riscoprire e dieci testi imprescindibili.

10 agosto 2026 ( modifica il 10 agosto 2026 | 19:50)

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