Arte Sella e la seconda vita dei giornali: la qualità dell'informazione e il fascino della carta nel tempo del digitale
Corriere della Sera - Cultura

Arte Sella e la seconda vita dei giornali: la qualità dell'informazione e il fascino della carta nel tempo del digitale

Lunedì 10 agosto 2026
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Nel 2009, l’artista americano Steven Siegel realizzò un ponte impilando migliaia di quotidiani. L’opera raccontava una verità semplice: anche ciò che nasce per durare un giorno può trovare una seconda esistenza

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Arte Sella e la seconda vita dei giornali: la qualità dell'informazione e il fascino della carta nel tempo del digitale

di Pier Dal Rì

Nel 2009, l’artista americano Steven Siegel realizzò un ponte impilando migliaia di quotidiani. L’opera raccontava una verità semplice: anche ciò che nasce per durare un giorno può trovare una seconda esistenza

Il ponte costruito da Siegel impilando quotidiani

C’è un posto in Valsugana dove perfino un giornale smette di essere soltanto un giornale. Succede ad Arte Sella, dove la natura e l’ingegno umano trovano il modo di dialogare senza bisogno di alzare la voce. Lì, nel 2009, l’artista americano Steven Siegel prese migliaia di copie dell’Adige, le impilò con pazienza e ne ricavò un ponte. Un ponte vero, attraversabile, destinato a consumarsi lentamente sotto la pioggia, il sole e il passare delle stagioni. Lo chiamò Ponte II. Un titolo quasi ironico, come se qualcuno potesse ancora discutere su quale fosse il primo. L’opera raccontava una verità semplice: anche ciò che nasce per durare un giorno può trovare una seconda esistenza. Un giornale, dopo aver informato, può diventare materia, sostegno, paesaggio. Può persino trasformarsi in arte. Viene da pensarci osservando il dibattito sempre più frequente sulla qualità dell’informazione.

C’è chi sfoglia un quotidiano e si chiede se valga ancora la pena rinnovare l’abbonamento. Le pagine parlano di incidenti stradali, sagre, consigli comunali, mozioni, inaugurazioni e polemiche che spesso si esauriscono nello spazio di poco tempo. La cronaca locale è indispensabile. Anzi, è il cuore pulsante di un giornale. Ma ci dovrebbe essere un mix di cronaca e idee. Perché il confronto e il libero pensiero sono utili per crescere. Forse qualcuno deciderà davvero di non rinnovare l’abbonamento. Eppure il giornale di carta conserva un fascino che il digitale non riesce a sostituire. Ha il profumo dell’inchiostro, non interrompe la lettura con notifiche e, quando hai finito di leggerlo, continua a essere utile per altre incombenze quotidiane.

Arte Sella, però, suggerisce un uso ancora più nobile. Ci ricorda che un giornale può trasformarsi in qualcosa che resiste oltre la notizia del giorno. Magari non in un ponte, ma in un ponte ideale fra informazione e cultura. Per questo fanno piacere quei quotidiani che, accanto alla cronaca, lasciano spazio alle opinioni, all’ironia, alle firme capaci di far riflettere. La qualità non si misura dal peso della carta né dal numero delle pagine. Si misura dalla voglia di conservare un articolo, ritagliarlo o rileggerlo dopo qualche tempo. Se un giornale finisce nell’arte, significa che qualcuno gli ha trovato un valore oltre la sua scadenza naturale. Se invece finisce soltanto nella raccolta della carta, forse è perché aveva già esaurito tutto quello che aveva da dire.

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