Dall'Iran al Board of Peace Trump è in un vicolo cieco
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Dall'Iran al Board of Peace Trump è in un vicolo cieco
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(SOLINAS)
Caro direttore,
quello che sta avvenendo in Medio Oriente militarmente, mette in risalto un aspetto che non è mai stato sfiorato o accennato in passato. Ogni tanto qua e là si accenna a carenze di scorte di missili, navi e altro per garantire adeguatamente le coperture necessarie. Sono notizie che vengono da fonti autorevoli come quella del generale Alexus Grynkewich, capo delle forze Usa in Europa, che lamenta la carenza di navi per proteggere Israele e lo scacchiere Usa nell’area. Non ho memoria di cose del genere che mettono in cattiva luce l’immagine della potenza Americana. Trump, si sa, è sempre un po’ più avanti ai suoi Generali, ma penso che farebbe bene ad ascoltarli. Prima di fare i suoi annunci forsennati e sempre meno credibili. Luciano Giuliani
Caro Giuliani,
Proprio ieri è arrivato un altro pesante segnale del totale fallimento dei progetti di Trump in Medio Oriente. Il suo alleato Netanyahu ha detto chiaro e tondo a Trump che Israele non si ritirerà mai da Gaza prima che la Striscia sia completamente libera dalle forze armate di Hamas. Insomma va a fondo anche il famoso piano del Board of Peace con tanto di video su Gaza trasformata in una scintillante Miami del Medio Oriente. L’elenco delle disfatte trumpiane, o perlomeno degli annunci completamente a vuoto, è diventato molto lungo oltre che imbarazzante. Se non si trattasse di guerre, morti e distruzioni potremmo anche sorridere dell’ego di Donald messo continuamente sotto scacco. La realtà però è terribilmente seria: siamo partiti con l’uomo che voleva firmare così tante paci da meritare il premio Nobel, ci ritroviamo con una versione americana dell’autocrate che promuove guerre insensate come quella contro l’Iran oppure nega il sostegno difensivo all’Ucraina per non scontentare il suo «quasi amico» Putin. I fronti sono talmente tanti che hanno fatto bene i generali americani a lanciare l’allarme. D’altra parte la sproporzione tra il costo di attivare un drone e quello dei missili per abbatterli è enorme e dispendiosa. Non so se i militari Usa vogliano solo ottenere più fondi; penso che siano realmente preoccupati per la situazione sul campo e per il tunnel, quasi senza uscita, in cui si è infilata la nuova guerra nel Golfo. Dobbiamo solo sperare che abbiano la forza di ricondurre Trump alla ragione. D’altra parte la Corte suprema è riuscita a imporre uno stop alle pretese di Donald sui dazi: dimostrazione che la democrazia americana ha ancora i suoi contrappesi ed è capace di reagire.
10 agosto 2026
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