Da via Fani a Proudhon, com'è cambiata la politica italiana
Corriere della Sera - Cultura

Da via Fani a Proudhon, com'è cambiata la politica italiana

Domenica 9 agosto 2026
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Il libro di Luciano Conte presentato dalla sottosegretaria Ferro a Cetraro

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Da via Fani a Proudhon, com'è cambiata la politica italiana

di Redazione online

Il libro di Luciano Conte presentato dalla sottosegretaria Ferro a Cetraro

A volte ci dimentichiamo delle cause che hanno generato gli accadimenti attuali, così come delle premesse che hanno prodotto altre conseguenze. Ma è imperdonabile, comunque, cancellare il passato e non di certo perché la Storia è maestra di vita, come si dice, bensì perché è come se si rimuovesse un termine di confronto per capire chi siamo stati, da dove veniamo (soprattutto se poi la domanda su dove andiamo resta sempre e comunque terribilmente inevasa) per non perdere le reali distanze e il giusto equilibrio nello sguardo sul mondo. Ebbene, l’analisi sulla lettura del passato politico italiano proposta da Luciano Conte, giornalista e dirigente scolastico, laureato in Filosofia, autore di saggi e numerosi articoli, nel suo ultimo libro «Da via Fani a Proudhon. Storia di un anno particolare», sottolinea proprio come negli ultimi 30 anni ci sia stata una perdita di coerenza delle idee e un passaggio dalla democrazia al populismo e al leaderismo. Conte lo fa prendendo spunto da una raccolta di articoli giornalistici di grandi firme del passato che nel corso degli anni hanno affrontato la trasformazione del Novecento italiano, dalla solidarietà nazionale al pragmatismo individualista degli anni Ottanta, finendo con la deriva opportunistica e leaderista dei nostri tempi. Tanti gli spunti di riflessione sviluppati durante la presentazione del libro, presso i giardini di Palazzo del Trono a Cetraro, in Calabria, con la partecipazione del sottosegretario al Ministero dell’Interno Wanda Ferro, il capogruppo del Pd in Commissione Affari Esteri, Alessandro Alfieri, del vice direttore dell’approfondimento Rai, Giuseppe Malara, del sindaco di Cetraro Giuseppe Aieta, del professore Giuseppe Trebisacce (che ha peraltro introdotto la riflessione critica) e dell’autore e presidente del Circolo della Stampa del Tirreno cosentino. «Tutto questo abbiamo cercato di ricostruire attraverso le testimonianze del tempo – ha ribadito Conte -, riportando analisi e commenti sulla scia di quella memoria storica che non può essere taciuta, per capire la storia dei protagonisti che hanno firmato la vita politica italiana in un periodo (…) che ha chiuso con le grandi idealità, per sostituire la politica delle idee alla politica dell’opportunismo».

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9 agosto 2026

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