Shakespeare ha scelto Lecce. Una mostra per raccontare il talento del drammaturgo
Corriere della Sera - Cultura

Shakespeare ha scelto Lecce. Una mostra per raccontare il talento del drammaturgo

Domenica 9 agosto 2026
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Promossa dalla direzione regionale dei Musei, fino al 10 gennaio sarà visitabile nel castello Carlo V. Sette installazioni per celebrare le opere dell'autore inglese e spiegarlo con documenti, fotografie e contenuti digitali

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Shakespeare ha scelto Lecce. Una mostra per raccontare il talento del drammaturgo

di Giuseppe Di Bisceglie

Promossa dalla direzione regionale dei Musei, fino al 10 gennaio sarà visitabile nel castello Carlo V. Sette installazioni per celebrare le opere dell'autore inglese e spiegarlo con documenti, fotografie e contenuti digitali

Alcune installazioni della mostra 

Non una mostra tradizionale, ma un’esperienza immersiva che trasforma uno dei luoghi più rappresentativi del patrimonio monumentale pugliese in un palcoscenico contemporaneo dedicato al più celebre drammaturgo di tutti i tempi. Fino al 10 gennaio 2027 i sotterranei del Castello Carlo V di Lecce ospitano «La materia dei sogni. Mondi e visioni dall’opera di Shakespeare», un progetto internazionale che intreccia teatro, arti visive, installazioni multimediali e ricerca scientifica per offrire una nuova chiave di lettura dell’universo shakespeariano.
Promosso dal Castello Svevo di Bari, quindi dalla direzione regionale Musei nazionali Puglia, il progetto è curato da Peter Bottazzi e Silvia Rigon con la consulenza scientifica di Michael Dobson, direttore dello Shakespeare Institute di Stratford-upon-Avon. Teatro, arti visive, installazioni, ricerca storica e nuove tecnologie si intrecciano in un percorso pensato per rendere l’opera shakespeariana accessibile anche a chi non possiede una conoscenza specialistica dei testi.
La scelta del Castello Carlo V non è casuale. Lecce conserva una tradizione teatrale che parte dall’anfiteatro e dal teatro romano e attraversa i secoli, mentre la configurazione attuale della fortezza risale proprio all’epoca in cui visse Shakespeare. I sotterranei, ancora poco conosciuti dal grande pubblico, diventano così il luogo in cui la storia dell’edificio e l’immaginario del drammaturgo inglese finiscono per sovrapporsi.
Il percorso è articolato in sette grandi installazioni, ciascuna costruita come una diversa porta d’accesso alla sua opera. Ad accogliere i visitatori è «La Barca di Prospero», ispirata al protagonista de «La Tempesta»: una struttura composta simbolicamente da tutti i testi di Shakespeare, attraversata da versi recitati in numerose lingue.
Con «Tra le Crepe del Potere» la mostra entra invece nel territorio delle ambizioni, delle congiure, dei tradimenti e dei conflitti. Sculture luminose, suoni e proiezioni costruiscono un ambiente sospeso nel quale tornano a emergere le fratture morali e politiche che attraversano tragedie e drammi storici.
Il «Laboratorio Shakespeare» raccoglie documenti, immagini e contenuti digitali dedicati alla vita dell’autore, al contesto storico e alla lettura delle opere, secondo l’impianto scientifico sviluppato dallo Shakespeare Institute. La dimensione più intima è affidata a «Soliloquio», installazione multisensoriale costruita intorno al celebre monologo di Amleto, «To be or not to be», che conduce il pubblico dentro le domande sull’esistenza, sulla scelta e sulla coscienza.
Il confine tra realtà e immaginazione si dissolve nello spazio de «Il Fantastico», dove videomapping e musiche tratte da La Tempesta, Macbeth, Sogno di una notte di mezza estate e Amleto trasformano le parole in immagini attraversabili. Radio Shakespeare restituisce invece il teatro come luogo dell’ascolto, attraverso monologhi, dialoghi, voci e traduzioni, mentre in «Attraverso le Parole» pagine, lettere e versi si dissolvono nella luce e scorrono sulle pareti del castello, mostrando come l’opera del Bardo continui a vivere attraverso la lettura e la memoria.
Michael Dobson definisce il progetto un modo per tradurre l’universo «ricco, metaforico e polifonico» di Shakespeare non su un palcoscenico, ma dentro un luogo, consentendo al drammaturgo di «infestare/abitare» il castello con la forza visionaria della sua immaginazione.
«Con La materia dei sogni prosegue il nostro impegno nella promozione di progetti capaci di coniugare ricerca scientifica, valorizzazione del patrimonio e linguaggi contemporanei», afferma Anita Guarnieri, direttrice del Castello Svevo di Bari. Per il direttore del Castello Carlo V, Pietro Copani, la mostra rilancia la fortezza leccese come sede di grandi appuntamenti nazionali e internazionali, facendo dialogare il teatro più celebre del mondo con l’arte contemporanea.
«Non è semplicemente una mostra dedicata a un grande autore. È un invito a entrare in un universo che continua a generare curiosità», sottolinea la sindaca di Lecce Adriana Poli Bortone. Ospitare Shakespeare, aggiunge, significa offrire ai giovani un’occasione di scoperta, agli studiosi strumenti di riflessione e ai visitatori un’esperienza culturale capace di riportare il Castello Carlo V al centro della vita culturale della città.

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9 agosto 2026 ( modifica il 9 agosto 2026 | 09:44)

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