Verso una rivoluzione dell'AI aperta e affidabile
La corsa all’intelligenza artificiale: perché l’Europa deve costruire una propria leadership tecnologica
Verso una rivoluzione dell'AI aperta e affidabile
Henna Virkkunen * | 8 agosto 2026La corsa all’intelligenza artificiale: perché l’Europa deve costruire una propria leadership tecnologica
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L'intelligenza artificiale è una delle rivoluzioni tecnologiche più profonde che l'umanità abbia vissuto finora: sta rapidamente rimodellando le economie, trasformando la scienza e ridefinendo il potere geopolitico, e i paesi e le imprese leader nel settore plasmeranno il XXI secolo. Questo potere non può tuttavia essere appannaggio di pochi.
Siamo di fronte a una scelta fondamentale: l'AI concentrerà il potere nelle mani di pochi o dilaterà le possibilità grazie alla concorrenza leale e a progressi condivisi? È nostra responsabilità garantire che questo nuovo potere non si concentri nelle mani di pochi, che l'innovazione continui a prosperare e che partner affidabili collaborino per gestire i rischi che nessun paese può affrontare da solo.
L'urgenza è innegabile. All'ultimo vertice del G7 i leader hanno incontrato gli amministratori delegati delle principali imprese di frontiera nell'AI a livello mondiale. Da allora diversi leader di frontiera del settore hanno chiesto una cooperazione più stretta tra i governi democratici, evocando tutti una stessa realtà: non più mera gara tecnologica, l'AI sta diventando una fonte determinante di forza economica, di sicurezza e di influenza geopolitica.
È convinzione dell'Europa che il mondo trarrà vantaggio da una pluralità di modelli di AI avanzati, sviluppati da imprese diverse in paesi diversi, che competano lealmente, imparino gli uni dagli altri e rispondano alle esigenze di società diverse. Il futuro dell'AI non dovrebbe essere scritto da un'unica impresa, da un unico paese o da un unico modello. La concorrenza ha sempre stimolato l'innovazione e l'AI non dovrebbe fare eccezione.
Per questo l'Europa deve accelerare e potenziare lo sviluppo di capacità di IA proprie. Con le fabbriche di AI e le prossime gigafactory di IA stiamo costruendo un'infrastruttura di calcolo di prim'ordine, ma dobbiamo spingerci oltre: l'Europa non può permettersi di essere soltanto un consumatore di intelligenza artificiale, deve anche concorrere a guidare questa rivoluzione, rimanendo sempre un partner affidabile per coloro che ne condividono l'impegno a favore dell'apertura, dell'innovazione e dei valori democratici. Esorto i leader politici e industriali dell'Ue a dare priorità e ad aumentare sensibilmente gli investimenti nella ricerca, nei talenti, nei modelli europei di AI di frontiera, nelle capacità di calcolo e nell'adozione dell'IA in tutta l'economia europea.
Non si tratta di creare blocchi tecnologici rivali, si tratta di mantenere nell'IA un ecosistema globale aperto, resiliente e competitivo, che consenta a molteplici innovatori di spingere avanti la frontiera tecnologica mantenendo nel contempo la fiducia.
L'Europa promuove già questa fiducia con il regolamento sull'IA, primo quadro completo sull'intelligenza artificiale al mondo, concepito per offrire certezza del diritto e favorire l'innovazione. A questo si aggiunge la responsabilità fondamentale di gestire oculatamente i rischi dell'IA, provvedendo affinché vada a beneficio dell'umanità e sia affidabile.
Via via che l'AI avanza, governi e sviluppatori dovranno collaborare per gestirne i rischi, smorzare le minacce che fa pesare sulla cibersicurezza e impedire che terroristi, Stati ostili e organizzazioni criminali la sfruttino a loro vantaggio. Occorre inoltre migliorare l'efficienza energetica e idrica delle infrastrutture di AI, così come occorre preservare la ricchezza delle lingue e delle culture umane e fondare sempre le decisioni sulle persone, non sulla tecnologia.
La fiducia non soffoca l'innovazione, ne è uno dei fondamenti essenziali.
Nessun paese è in grado di centrare questi obiettivi da solo: le discussioni avviate al G7 di Evian devono proseguire. L'Europa è pronta ad approfondire la cooperazione su innovazione e sicurezza con partner fidati: investendo in infrastrutture di calcolo avanzate, promuovendo una collaborazione scientifica aperta, definendo metodi comuni di valutazione dei modelli di AI di frontiera, garantendo l'accesso ai soggetti fidati e impedendo qualsiasi uso improprio.
Gli operatori del settore svolgono un ruolo essenziale: i recenti contributi di Sam Altman, Dario Amodei, Arthur Mensch e Demis Hassabis, tra gli altri, dimostrano che molti dei principali sviluppatori di AI del mondo ravvisano la necessità di un partenariato più forte con i governi democratici.
Le scelte che opereremo nei prossimi anni plasmeranno il panorama dell'AI per decenni. La leadership nell'AI non dovrebbe essere una questione di dominio tecnologico: il mondo sarà più forte se molteplici innovatori affidabili competeranno e coopereranno, se i cittadini potranno fidarsi della tecnologia che usano e se i paesi opereranno scelte significative.
È questo il futuro che l'Europa vuole aiutare a costruire. Attendo con interesse di portare avanti questa discussione con i governi, i ricercatori e i leader dell'AI nei prossimi mesi.
La rivoluzione dell'AI è appena cominciata; l'Unione ha l'occasione unica di far sì che rimanga aperta, competitiva e affidabile.
* Vicepresidente esecutiva della Commissione europea per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia
8 agosto 2026
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