Cortili rinascimentali, lago e cucina dell'Alpe Adria. Il cuore italiano della capitale della Carinzia
Corriere della Sera - Cultura

Cortili rinascimentali, lago e cucina dell'Alpe Adria. Il cuore italiano della capitale della Carinzia

Venerdì 7 agosto 2026
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Ricostruita da architetti italiani dopo l'incendio del 1514, Klagenfurt è una città moderna con molti richiami al Nordest. La cappella Fuchs, la torre lignea più alta al mondo, il lago, l'università e tanto verde fra Vienna e Trieste

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Cortili rinascimentali, lago e cucina dell'Alpe Adria. Il cuore italiano della capitale della Carinzia

di Antonino Padovese

Ricostruita da architetti italiani dopo l'incendio del 1514, Klagenfurt è una città moderna con molti richiami al Nordest. La cappella Fuchs, la torre lignea più alta al mondo, il lago, l'università e tanto verde fra Vienna e Trieste

Altstadt, la Piazza vecchia della città di Klagenfurt

Dal Veneto si raggiunge attraversando il Friuli e il valico di Tarvisio ma il legame di Klagenfurt con il Nordest non si misura soltanto in chilometri. La capitale della Carinzia porta nel disegno delle proprie piazze, nei cortili dei palazzi e perfino nella cucina le tracce dell’incontro fra mondo tedesco, latino e slavo. Non a caso dal 1965 è gemellata contemporaneamente con Gorizia e Nova Gorica, le due città divise dal confine del 1947 e riunite nel 2025 dal titolo di Capitale europea della cultura. Il rapporto con il Nordest dell’Italia continua al mercato di Benediktinerplatz, dove accanto ai produttori carinziani arrivano quelli friulani e sloveni.

A rafforzare il collegamento con il nostro Paese c’è ora anche la nuova rete ferroviaria austriaca entrata in funzione a dicembre con l’apertura della Koralmbahn, la linea che ha portato a 41 minuti il viaggio fra Klagenfurt e Graz, accorciando le percorrenze lungo l’asse fra Trieste e Vienna, il porto e l’antica capitale dell’impero asburgico.

Le strade affollate del centro storico di Klagenfurt

Il centro storico

È entrando nel centro storico, però, che la parentela con l’Italia diventa tangibile. Klagenfurt è nata nel Medioevo ma la città che si visita oggi ha preso forma dopo l’incendio del 1514, che la distrusse quasi completamente. Nel 1518 l’imperatore Massimiliano I la consegnò agli Stati provinciali della Carinzia, vale a dire nobili e clero del territorio. Furono loro ad affidarne la ricostruzione a maestranze e architetti italiani, ridisegnandola secondo il gusto rinascimentale, con strade regolari, piazze, fortificazioni e palazzi dotati di cortili porticati. Se ne contano più di 50, non tutti immediatamente visibili. Per scoprirli bisogna infilarsi nei Durchhäuser, gli stretti passaggi pedonali ricavati tra un edificio e l’altro, capaci di collegare due strade attraversando androni e cortili interni. Sono scorci inattesi: dietro facciate austere compaiono logge, archi, scale, piccole attività e tavolini. Alter Platz, la Piazza Vecchia, oggi pedonale, è il punto da cui cominciare, prima di raggiungere Neuer Platz e il Lindwurm, il drago alato simbolo della città. Secondo la leggenda viveva nelle paludi e divorava uomini e animali finché alcuni coraggiosi non riuscirono ad attirarlo con un toro incatenato e a ucciderlo. Tra giugno e luglio è la piazza che ha ospitato un megaschermo dove austriaci e turisti potevano vedere tutte le partite dei Mondiali, sorseggiando le birre spillate di continuo (pagamento solo in contanti).
La storia politica della Carinzia è invece custodita nel Landhaus, sede del Parlamento regionale. Nella grande Sala degli Stemmi le pareti sono coperte da 665 insegne di principi, famiglie nobili e rappresentanti del clero. Le dipinse nel Settecento Josef Ferdinand Fromiller, autore anche degli affreschi che raccontano la consegna della città agli Stati provinciali e l’antico rito d’insediamento dei duchi di Carinzia. Alcuni spazi rimasti vuoti interrompono la successione degli stemmi: in qualche caso non fu più possibile ricostruire l’emblema della famiglia, in altri l’aggiunta prevista non venne portata a termine perché la famiglia non pagò l’artista.

La cappella dell'Apocalisse affrescata da Ernst Fuchs

La cappella Fuchs

Poco distante, nella chiesa di Sant’Egidio, si nasconde una delle opere più singolari di Klagenfurt: è la cappella dell’Apocalisse, 160 metri quadrati di colori, figure e riferimenti biblici sui quali Ernst Fuchs lavorò dal 1989 al 2010. Esponente del realismo fantastico viennese, l’artista trasformò la cappella meridionale della chiesa in un’opera totale. Il parroco garantì vitto e alloggio a Fuchs, che non fu pagato. Non ci sono cartelli, indicazioni, fotografie. Solo il parroco e una guida hanno una chiave elettronica (sui rispettivi telefonini) per aprire la porta e far visitare l’opera d’arte a piccoli gruppi.

La penisola di Maria Loretto sul Worthersee, il lago su cui si affaccia Klagenfurt

Le attrazioni

Per ricostruire la vicenda della regione dall’archeologia al presente c’è poi il Kärnten Museum. Nato come Landesmuseum nel 1884 e a lungo conosciuto come Rudolfinum, è stato riaperto nel 2022 dopo una profonda ristrutturazione. L’edificio storico è stato alleggerito e ampliato con nuovi spazi vetrati; all’interno convivono reperti romani, storia naturale, arte e installazioni contemporanee. È un museo regionale per contenuti ma con un allestimento lontano dall’immagine polverosa dei vecchi musei di provincia.
Klagenfurt ha poco più di 105 mila abitanti e un’università con oltre 13.300 studenti, dove si sente anche parlare italiano. Il campus, però, non si trova nel centro storico: è spostato verso il Wörthersee, lungo l’asse verde che porta dalla città al lago. A unirli è il Lendkanal, circa quattro chilometri d’acqua protetta, costeggiati da un percorso pianeggiante fra alberi, prati e piste ciclabili. Nato come via di trasporto, oggi è la passeggiata che accompagna verso la parte più giovane e sportiva della città, passando accanto all’Europapark, a Minimundus (le principali attrazioni del mondo in miniatura) e alla romantica e affascinante penisola di Maria Loretto.

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Il lido cittadino

All’estremità orientale del Wörthersee si apre lo Strandbad Klagenfurt, inaugurato nel 1924 e considerato uno dei più grandi lidi lacustri d’Europa. Non è una spiaggia libera: si entra pagando un biglietto che si riduce a mano a mano che ci si avvicina al tramonto. Si trovano prati, alberi, pontili, una fascia sabbiosa e servizi sportivi. In estate il lago supera spesso i 25 gradi e diventa la vera piazza balneare del capoluogo. Si affacciano sul lago le tante ville della borghesia che partiva da Vienna e che si fermava in questa regione dopo la costruzione della ferrovia senza arrivare fino all'Adriatico e a Trieste

I percorsi ciclabili sul Worthersee

Per comprenderne le dimensioni bisogna però cambiare sponda e salire sulla Pyramidenkogel, nel comune di Keutschach. La torre inaugurata nel 2013 raggiunge i cento metri, antenna compresa, ed è riconosciuta come la torre panoramica in legno più alta del mondo. Sedici grandi pilastri ellittici di larice lamellare e 80 tiranti d’acciaio compongono una struttura avvitata su se stessa. In cima si arriva con l’ascensore oppure affrontando 441 gradini. Si può scendere con la zipline o con uno scivolo tunnel, due esperienze entrambe adrenaliniche. Dalla piattaforma più alta, a quasi 71 metri, lo sguardo corre sul Wörthersee, verso Slovenia e Italia: la geografia dell’Alpe Adria viene da qui riunita in un solo panorama.

I prodotti alla base della cucina della Carinzia

L'Alpe Adria a tavola

L’Alpe Adria si ritrova anche a tavola. Fuori città, fra vigne e colline, il ristorante Leiten di Karnburg propone dal 2017 una cucina gourmet fondata sulla provenienza dichiarata degli ingredienti. Il menù cambia seguendo la stagione; ortaggi ed erbe arrivano dagli appezzamenti della tenuta, il vino dalla vigna e parte delle carni dall’allevamento all’aperto, il resto viene acquistato da aziende agricole della regione. È una versione contemporanea di quella cucina di confine che avvicina i Kasnudeln carinziani ai ravioli, il Reindling alla gubana friulana e il mondo alpino a quello adriatico.

La capitale della Carinzia ha tante anime: è raccolta e rinascimentale nel centro storico, aperta e balneare sul lago. Con un canale che collega i due aspetti di una regione alpina che già comincia a mescolarsi al Nordest.

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7 agosto 2026 ( modifica il 7 agosto 2026 | 20:32)

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