Se il «merito» scompare dallo stipendio
Recependo la direttiva Ue sulla trasparenza delle retribuzioni, il legislatore italiano ha considerato le voci «competenza», «responsabilità» e «condizioni di lavoro» tralasciato la variabile «impegno» prevista da Bruxelles
Se il «merito» scompare dallo stipendio
Pietro Ichino | 30 giugno 2026Recependo la direttiva Ue sulla trasparenza delle retribuzioni, il legislatore italiano ha considerato le voci «competenza», «responsabilità» e «condizioni di lavoro» tralasciato la variabile «impegno» prevista da Bruxelles
I tuoi preferiti
Salva questo articolo e leggilo quando vuoi. Il servizio è dedicato agli utenti registrati.
Non hai un account? Registrati in 1 minutoAccediHai salvato un nuovo articolo
Trovi tutti gli articoli salvati nella tua nella sezione preferiti e sull'app Corriere News.
È incredibile, ma è proprio così: il decreto legislativo con cui il nostro Governo ha dato attuazione alla direttiva UE sulla trasparenza delle retribuzioni sembra proprio stabilire che, nel determinare il trattamento dei dipendenti, l’imprenditore non possa tenere conto delle diversità di impegno personale.
Anche per promuovere la parità di genere la direttiva UE n. 2023/970 impone la trasparenza dei criteri di differenziazione delle retribuzioni; prevede inoltre, nel «considerando 26» e poi di nuovo nell’art. 4 comma 4, che le retribuzioni possano, come parrebbe ovvio, essere differenziate in base a «competenza (cioè livello di istruzione o formazione), impegno (nella versione inglese: effort), responsabilità e condizioni di lavoro».
Orbene, il nostro decreto legislativo n. 96/2026, entrato in vigore nei giorni scorsi, ricalca la direttiva; ma quando, all’articolo 4 comma 3, indica i criteri di possibile differenziazione delle retribuzioni, dei quattro criteri ammessi dalla direttiva ne riprende soltanto tre: «competenza, responsabilità e condizioni di lavoro». All’Ufficio legislativo del ministero del Lavoro c’è una manina misteriosa che ha soppresso la possibilità di differenziazione del trattamento sulla base dell’impegno personale!
È come se il nostro Governo Meloni —sì, proprio quello che fin dall’inizio ha messo il «merito» sulle proprie bandiere — avesse voluto stabilire che in Italia, a differenza di tutti gli altri Paesi della UE, il principio della parità di trattamento vieta all’imprenditore di differenziare le retribuzioni dei propri dipendenti tenendo conto dell’eventuale diversità di dedizione al proprio compito.
Il che, evidentemente, determinerebbe nel settore dell’impiego privato un appiattimento verso il basso analogo a quello cui si assiste nell’impiego pubblico, dove le differenze di impegno personale sono da sempre per lo più ignorate.
Ma lì si tratta di incapacità delle amministrazioni di esprimere valutazioni credibili su cui basare premi di rendimento individuali, che di per sé non sarebbero vietati; mentre qui sembrerebbe proprio che, con la manipolazione della norma comunitaria, si sia voluto mettere al bando la differenziazione dei trattamenti sulla base dell’impegno personale.
La speranza, a questo punto, è che siano la Corte di Giustizia Europea o la Corte costituzionale a porre rimedio a questa stortura alla prima occasione.
30 giugno 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Editoriali e commenti di oggi di Pietro IchinoSe il «merito» scompare dallo stipendio
Martedì 30 giugno 2026 di Gian Antonio StellaGondole tutte nere e mega-yacht Maga
Martedì 30 giugno 2026 di Beppe SevergniniLa disumanità dietro uno schermo
Martedì 30 giugno 2026 di Luciano ViolanteFar funzionare la democrazia
Lunedì 29 giugno 2026 di Riccardo VialeUe a sovranità finanziaria molto limitata
Lunedì 29 giugno 2026 di Paolo Di StefanoQuando il calcio diventa vera poesia
Lunedì 29 giugno 2026 LEGGI TUTTIGli approfondimenti e gli editoriali sui principali temi di attualità, politica, economia e costume curati dalle firme più prestigiose del Corriere della Sera. Scopri opinioni e commenti sui fatti del giorno.
Le Newsletter del Corriere, ogni giorno un nuovo appuntamento con l'informazione
Riceverai direttamente via mail la selezione delle notizie più importanti scelte dalle nostre redazioni.
Iscriviti