Teatrini d'avanguardia, a Casa Depero la mostra dedicata a marionette e arazzi
La mostra al museo del Futurismo a Rovereto. Opere di Prampolini e Prof Bad Trip. Un dialogo tra futurismo, allegorie, caricature «L’arte come immaginario distopico»
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Teatrini d'avanguardia, a Casa Depero la mostra dedicata a marionette e arazzi
di Roberto BrumatLa mostra al museo del Futurismo a Rovereto. Opere di Prampolini e Prof Bad Trip. Un dialogo tra futurismo, allegorie, caricature «L’arte come immaginario distopico»
Nel museo del Futurismo di Casa Depero a Rovereto, la mostra Teatrini d’avanguardia (fino al 18 ottobre) è dedicata alle marionette e agli arazzi che costituiscono il cuore del museo. L’artista futurista trentino Fortunato Depero ha voluto in questa antica sede del Monte di Pietà a Rovereto, ottenuta in convenzione dal Comune nel 1957, il suo museo-laboratorio in cambio della donazione di tremila sue opere.
Le opere
Teatrini d’avanguardia è un dialogo diretto con diverse opere del patrimonio del Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Rovereto e Trento, che nel corso dei mesi si alterneranno. Prima tappa del progetto espositivo, alcune opere di Enrico Prampolini (Modena 1894 – Roma 1956) e del fumettista Gianluca Lerici (La Spezia 1963-2006) in arte «Prof Bad Trip», da poco acquisite dal Mart e presentate al pubblico del museo per la prima volta. Casa Depero (il solo museo italiano realizzato da un futurista) propone questa esposizione curata da Duccio Dogheria e Federico Zanoner a un biglietto di 7 euro (ridotto 4 e ingresso gratuito per chi ha biglietto del Mart).
Ritratti allegorico-culturali
Ecco quindi in mostra dieci piccoli personaggi in legno realizzati dal futurista Enrico Prampolini nel 1922 per la sala Inferno del locale romano «Il Cabaret del Diavolo», arredato e decorato da Depero e considerato come il più mondano ritrovo della capitale, preferito da artisti, intellettuali e politici. Il Cabaret aveva anche un teatrino di fantocci (che rispondeva alla passione del proprietario per il grottesco) e il teatro della sorpresa. In quanto ritratti allegorico-caricaturali di protagonisti della cronaca del tempo, i burattini di Prampolini venivano usati in rappresentazioni satiriche nella sala dell’Inferno. Quelli presenti in mostra a Casa Depero mostrano il Diavolo (forse allegoria del comunismo), il Fascismo, rappresentato da uno squadrista in camicia nera e fez, il Mondo, ovvero un borghese in papillon e paglietta, l’ex presidente del Consiglio Giovanni Giolitti (in carica fino al 1921), vecchio austero con baffi da tricheco, Gabriele D’Annunzio dal colorito giallastro e occhi da vizioso, Francesco Saverio Nitti, altro premier con pappagorgia.
Il confronto tra Depero e il Prof Bad Trip
Ci sono poi re Vittorio Emanuele III, fantoccio agghindato con divisa militare, Don Luigi Sturzo, in tonaca nera e naso aquilino viola, Dina Galli, la migliore attrice italiana del tempo e unico burattino femminile. E infine Benito Mussolini nell’anno della marcia su Roma. Se il binomio Prampolini – Depero non è nuovo per il museo, è del tutto inedito il confronto tra Depero (con le sue marionette di Balli Plastici) e il Prof Bad Trip, figura di culto del fumetto italiano underground anni ‘90, artista, illustratore, musicista e sperimentatore visivo. Dall’immaginario distopico ambientato in mondi futuribili popolati da freak e tecno-umanoidi, nasce il Teatrino robotico (2003) per piccoli spettacoli domestici, decorato da collage, come parte delle marionette alieni e robot-punk.
L’archivio di Gianluca Lerici, che spazia dal 1963 al 2006, è entrato a fare parte delle collezioni del Museo Mart a gennaio, vent’anni dopo la sua morte. Un patrimonio complesso e stratificato che restituisce la forza di un autore che ha mixato in un linguaggio personale, fumetto, arte visionaria, estetiche cyberpunk, psichedelia, critica sociale e immaginario pop.
Con questa acquisizione Mart rafforza la valorizzazione delle pratiche artistiche della controcultura, riconfermando il ruolo centrale di Lerici nella storia recente dell’arte e della cultura visiva italiana. È anche un passaggio significativo per lo studio della controcultura, che consente di approfondire autoproduzioni e pratiche artistiche ibride sviluppate tra gli anni Ottanta e Duemila.
Esperienze culturali già ampiamente valorizzate dall’Archivio Mart del ’900 che conserva anche il fondo Piermario Ciani, poliedrico amico e collega di Lerici.
www.mart. tn.it.
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30 giugno 2026 ( modifica il 30 giugno 2026 | 19:13)
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